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Difensore centrale dotata di perspicace visione di gioco, abilità nel gioco aereo e nell’anticipo della palla, ha da poco ufficializzato il rinnovo contrattuale con la società lombarda.

Cresciuta nel Fiammamonza, ha frequentato il College negli Usa per 4 anni prima del rientro in Italia dapprima nel Lissone ed a seguire, dalla passata stagione, nelle fila rosanero.

Spazio ad una delle protagoniste della stagione trascorsa, Elisa Galbiati, classe 1992, capitano della Riozzese, squadra vincitrice della Coppa Italia di serie C, sconfitta ai rigori nello spareggio playoff,  tuttora in bilico per l’auspicato salto di categoria tra ricorsi, ripescaggi e riforme degli organici di serie.  

Ciao Elisa, per iniziare una tua breve presentazione

Ciao sono Elisa Galbiati, sono un difensore centrale della classe 1992 che ha nella lettura di gioco, nel colpo di testa, il gioco aereo e l’anticipo i punti di forza del proprio repertorio.

Come è nata la tua passione per il calcio ?

Ho iniziato a tirare calci ad un pallone all’età di 7 anni, un po’ per caso, andando all’oratorio del mio paese insieme a mio cugino; dopo diversi anni con i maschietti sono passata nel club femminile del Fiammamonza, a seguire ho intrapreso un’importante esperienza nel College Usa per 4 anni, prima di ritornare in Italia dapprima nel Lissone e dalla scorsa stagione nelle fila della Riozzese.

Il tuo ruolo di capitano

Credo che mi abbiano scelto, affidandomi questo importante compito, in virtù dell’esperienza internazionale che avevo maturato negli anni precedenti negli Stati Uniti d’America.

Bilancio dell’annata in maglia rosanero

Tralasciando le note dolenti del finale di stagione, direi che abbiamo percorso un’annata piu’ che positiva, vincendo il girone di categoria e alzando la Coppa di Italia di serie C, un buon traguardo per una società ripartita da zero e costruita solo ad inizio del campionato.

Hai qualche rammarico ?

La seconda partita persa ai rigori con il Milan ladies, ci ha lasciato parecchio amaro in bocca perché a differenza della gara persa con la San Marino Academy, eravamo ormai consapevoli di non avere, almeno sul campo, altre possibilità di poter conseguire la promozione nel campionato cadetto.

Non sempre quando si calciano i tiri dal dischetto vince la squadra piu’ forte, resta il rammarico per aver sprecato diverse occasioni durante l’incontro.

Prospettive per la prossima stagione

Avevo dato la mia disponibilità al rinnovo già durante i playoff, giocherò anche il prossimo anno nelle fila della Riozzese, a prescindere da quale sarà la categoria dove militeremo il prossimo anno; mi sono trovata bene come ambiente e organizzazione, è stato un anno soddisfacente, se dovesse arrivare il tanto auspicato salto di categoria saremmo tutte ancora piu’ contente.

Il mondiale delle azzurre e il movimento femminile in Italia

Credo che in pochi alla vigilia del torneo si sarebbero aspettate un cammino cosi entusiasmante delle azzurre, capaci di arrivare ai quarti di finale della competizione, coinvolgendo e richiamando l’attenzione di diversi milioni di appassionati e tifosi.

Rispetto a diversi anni fa, quando ho iniziato a giocare a pallone, diverse cose sono cambiate in positivo, il movimento femminile si è sviluppato maggiormente in Italia. Ora ci sono piu’ possibilità di scelta per le bambine che si affacciano a questa realtà rispetto al passato, resta ancora da migliorare la percezione che hanno del calcio in alcuni genitori e famiglie, occorre portandoli alla consapevolezza che si tratta di un’attività che ti aiuta a crescere a livello personale, ti matura, permettendoti il confronto con gli altri e lo sviluppo delle proprie qualità individuali.