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Calciatrice polivalente ambidestra, ha ricoperto tutti i principali ruoli del campo, districandosi con estrema disinvoltura nei vari reparti di gioco, esaltandosi in particolare nel ruolo di esterno alto o terzino di spinta.

Svincolatasi dal Chievo Verona Valpo, vantando un curriculum di tutto rispetto con oltre 15 stagioni consecutive trascorse nella massima serie, è uno dei pezzi pregiati del mercato che potrebbero far gola a diversi club.

Vetrina del giorno per Penelope Riboldi, classe 1986, una delle calciatrici in assoluto con piu’ lunga militanza nella massima serie nel panorama calcistico italiano, autentico jolly con ancora tanta forza, spinta e velocità nelle gambe da mettere a disposizione per la squadra.

Ciao Penelope, per iniziare una breve descrizione del tuo ruolo in campo

Sono nata come ala pura e sono una calciatrice ambidestra da sempre, negli ultimi anni ho rivestito il ruolo di terzino, sia a destra che a sinistra, ho giocato anche come centrocampista oltre che come seconda o prima punta; ho giocato un po’ dappertutto nel campo, a difesa, a centrocampo ed in attacco anche se il mio ruolo preferito resta l’esterno alto o il terzino che spinge e si propone in avanti.

Le tue esperienze pregresse

Ho disputato ben 15 stagioni consecutive in serie A, sono una delle piu’ longeve tra le tesserate presenti nella massima serie, credo tra le prime 5 del campionato italiano.

L’esperienza vissuta a Tavagnacco, è stata sicuramente la piu’ positiva tra quelle vissute in carriera; in Friuli Venezia Giulia ho vissuto il mio momento migliore, anche se non sono riuscita a vincere lo scudetto, ho dei bei ricordi di quel periodo, suggellati da 19 reti da esterno da centrocampo e dalla partecipazione con marcatura alla Champion’s League; ho vissuto dei bei momenti anche con il Bardolino con cui ho vinto il tricolore e con l’Atalanta, una seconda famiglia. 

La mancata iscrizione al campionato del Chievo Verona Valpo

Il Chievo non si iscriverà il prossimo anno e probabilmente anche il Mozzanica rischia la stessa sorte; si passa da un eccesso all’altro, dall’esaltazione delle ragazze al mondiale alla scomparsa di piccole ma importanti realtà calcistiche; di questo passo i piccoli club faranno sempre piu’ fatica a tenere il passo con le società affiliate con il maschile, sarebbe un vero peccato per l’intero movimento, basterebbe poco per evitare questo tipo di situazione. A Verona dopo due salvezze consecutive conquistate sul campo ci siamo inaspettatamente trovate a dover affrontare una situazione alquanto spiacevole e dolorosa.

In questa due annate a Verona mi sono trovata abbastanza bene, non mi hanno fatto mancare niente, il primo anno giocato da terzino è stato il piu’ esaltante fra i due, nel secondo ci siamo salvate all’ultima giornata, recuperando personalmente da un infortunio che mi aveva tenuta fuori per 7 o 8 giornate.

Prospettive per il futuro

Sto ricevendo diverse proposte, vorrei continuare a giocare nella massima serie, mi sento ancora una giocatrice di serie A al 100%, ho superato brillantemente l’infortunio di inizio stagione, atleticamente con i miei 33 anni posso ancora competere con le 20enni, ho ancora tanta corsa e velocità nelle gambe oltre che resistenza nel fisico ed anche se non ho più l’appeal di qualche anno fa, di sicuro chi mi prende non sbaglierà, chi avrà fiducia in me, ne rimarrà soddisfatto.

Ci terrei a continuare a giocare in serie A per togliermi un sassolino dalla scarpa nei confronti di una società che lotterà per la salvezza che non mi ha ritenuta parte integrante del progetto, scegliendo altre calciatrici; per una questione di orgoglio personale, se dovessi avere questa possibilità sarei ancora piu’ motivata a far bene, non escludo ovviamente a priori la possibilità di scendere di categoria, in una B che appare di buon livello come una A2.

Hai delle preferenze, in particolare ?

Mi farebbe piacere ritornare a Bari, per esigenze personali vorrei spostarmi al Sud Italia, conosco bene l’ambiente e la società biancorossa; nonostante la retrocessione patita nell’annata vissuta in Puglia ho un bel ricordo dell’esperienza vissuta all’epoca, motivo per cui un eventuale ritorno non potrebbe che farmi piacere.

Il movimento calcistico femminile in Italia

Grazie al mondiale, tutto il movimento femminile ha sicuramente compiuto dei grandi passi in avanti, non ci aspettavamo indubbiamente tutto questo successo; la competizione ci ha portato tanta visibilità e credibilità, le ragazze hanno disputato un torneo oltre le aspettative, meritando di raggiungere i quarti di finale sul campo; un encomio alle nostre ragazze, sono state bravissime, il progetto di crescita dell’intera categoria può procedere ed andare avanti verso gli obiettivi prefissati.