SHARE

Nativa della Colombia, è cresciuta sin da piccola in Italia, imitando sui campi da gioco le gesta del fratello calciatore Pablo.

Dopo aver militato nell’Alto Verbano e al Varese, ha maturato esperienze nelle Azalee prima di approdare nelle fila granata, dove si appresta a disputare la seconda stagione di fila.

Vetrina della giornata per Jennifer Serna, classe 1999, assistita del procuratore Luca Grippo, attaccante del Torino Women, squadra militante nel girone A del campionato di serie C, tra le candidate al salto di categoria.

Ciao Jennifer, per iniziare se ti era possibile presentarti, descrivendoci il tuo ruolo

“Il ruolo di attaccante richiede alcune caratteristiche, poche ma fatte bene. La più importante è essere incisiva e fare gol, ma prima di quella bisogna saper giocare con la squadra, proteggere la palla e far accorciare centrocampisti e difensori, bisogna saper attaccare lo spazio e fare bene gli scarichi ai propri centrocampisti per creare delle azioni che ci portino al gol”.

Come è nata la tua passione per il calcio ?

“Sono nata in Colombia ma già all’età di un anno mi sono trasferita in Italia con la mia famiglia; probabilmente sono stata influenzata da mio fratello Pablo, resta il fatto che sin da piccola calciavo in aria qualsiasi cosa mi capitasse per i piedi”

Esperienze pregresse in carriera

“Sono a Torino da 2 anni e penso di essere cresciuta molto dal punto di vista calcistico grazie a mister Petruzzelli, gli anni scorsi giocavo vicino casa alle Azalee dove sono stata 4 anni, prima ancora ho giocato all’alto Verbano e a Varese quando ancora c’era anche il maschile in serie B”.

I ricordi piu’ belli e brutti della carriera

“Il ricordo piu’ doloroso è legato all’infortunio alla caviglia subito a 15 anni, nel momento di maggior crescita personale, quando ero appena arrivata in serie C; il più bello è associato alla rete del 3-2 all’ultimo minuto siglata la scorsa stagione nella gara con la Voluntas Osio”

Le persone più importanti che hanno creduto in te

“La persona che ha sempre creduto in me è stata la mia mamma, inizialmente era un po’ scettica e preferiva che lo facessi come divertimento e basta, ma finalmente ha cambiato idea; hanno molta fiducia nei miei confronti anche i miei fratelli, soprattutto Pablo che è stato un calciatore anche lui.
Il mio primo vero mister che ha creduto in me è stato Giuseppe Segalini, a lui devo tanto perché mi è stato vicino anche fuori dal campo; infine citazione per Gianluca Vitale che mi ha chiamata per venire a Torino e credo che sia stato il primo ad avere fiducia nelle mie capacità per quest’esperienza”.

Sei seguita da un procuratore ?

“L’anno scorso ho avuto la fortuna di conoscere Luca Grippo, il mio attuale procuratore e devo dire che mi trovo molto bene, segue molte ragazze ma è sempre presente con tutte. E’ un rapporto basato molto sulla fiducia, un po’ diverso dagli altri procuratori che ci sono, il tempo mi ha dato ragione, la fiducia va ricambiata e lui l’ha fatto nei miei confronti e per questo motivo non lo deluderò.

Obiettivi stagionali personali e di gruppo

“L’obiettivo è lo stesso dello scorso anno, vincere il campionato, consapevoli che affronteremo la stagione con maggiore esperienza e una migliore carica di buona volontà.

Abbiamo iniziato bene la stagione superando l’Ivrea in Coppa Italia, per essere la nostra prima uscita stagionale siamo soddisfatti ma siamo consapevoli che tra due settimane dovremmo trovare una migliore condizione.

Le papabili alla promozione sono a mio parere il Real Meda che ha effettuato acquisti non indifferenti, il Campomorone lady, il Pinerolo e le Azalee, una bella realtà familiare che conosco bene per i miei trascorsi passati; a livello personale mi ripropongo di arrivare in doppia cifra, ci tengo a raggiungere questo traguardo, ho diverse scommesse in ballo ma indubbiamente l’obiettivo di gruppo va anteposto alle esigenze personali”.