SHARE

Nelle scorse settimane abbiamo più volte fatto riferimento alle problematiche connesse al calcio femminile, in particolar modo quelle derivanti dalla non frequentazione di una scuola calcio da parte di molte giocatrici. Tuttavia, in ogni squadra ci sono dei potenziali tecnici individuali che un buon allenatore deve saper valorizzare al massimo per aiutare le atlete a crescere ed ottenere miglioramenti.

Chiaramente, nel momento in cui si parla di una prima squadra, bisogna tenere conto di alcune cose: in primis, il lavoro da impostare è quello dello sviluppo e del perfezionamento dei concetti che, a logica, dovrebbero essere già nel bagaglio delle giocatrici; poi, il tempo a disposizione per le sedute di allenamento è solitamente molto limitato, per cui bisogna distribuire i vari obiettivi in maniera ottimizzata e meno specifica rispetto a ciò che si vorrebbe; e ancora, si ha a che fare con ragazze di età compresa tra i 14 e i 35/40 anni, se non più, che spesso è un fattore difficile da gestire.

Questi aspetti non sono da sottovalutare. Andiamo a vedere, però, come può essere impostato il programma che un tecnico deve organizzare per sviluppare al massimo il potenziale di ciascuna ragazza.

Tralasciando i dettagli degli obiettivi tattici e condizionali, è molto importante capire quali elementi di natura tecnica sono da esaltare in ciascuna giocatrice: sapendo da cosa si parte è facile capire dove si vuole e si può arrivare e quale percorso è necessario tracciare.

In passato, durante le mie esperienze dirette nel calcio femminile, mi è capitato di mettermi a disposizione delle ragazze che ne avessero la possibilità anticipando la seduta di un’ora per lavorare specificatamente sulla tecnica individuale, attraverso esercizi collettivi alternati ad esercizi specifici determinati in base al potenziale di ciascuna; i risultati ottenuti sono sempre stati soddisfacenti, ma, qualora fosse difficile organizzarsi in tal senso, un buon allenatore deve prevedere sedute che abbiano come obiettivo principale la tecnica individuale, cercando di differenziare il lavoro in base alle predisposizioni di ciascuna giocatrice.

Altra cosa importante da tenere a mente è che la tecnica di base è sempre accompagnata da adeguate capacità coordinative, ecco perché, trovandosi a lavorare spesso con atlete prive di percorso formativo da scuola calcio, tali sedute devono prevedere anche circuiti per la coordinazione e la propriocettività.

Organizzare esercizi di tecnica individuale tralasciando quelli coordinativi non consente di ottenere i risultati sperati.

Il miglioramento dell’aspetto tecnico è molto importante per una giocatrice: saper “dare del tu” al pallone migliora l’autostima e garantisce una sicurezza tale che le prestazioni subiscono un progressivo innalzamento rispetto al livello di partenza, il che garantisce serenità e tranquillità sia individualmente che collettivamente.