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Difensore centrale dal fisico possente, abile nel colpo di testa, si è cimentata con buoni risultati nel mondo del calcio dopo un passato in cui aveva praticato pallavolo, nuoto e ginnastica artistica.

Cresciuta per 10 anni nelle Azalee di Gallarate, si è trasferita per una stagione e mezza nelle fila dell’Orobica Bergamo in serie A prima di approdare nello scorso Dicembre alla corte della squadra lariana.

Alla scoperta di Giulia Segalini, classe 1995, calciatrice di collaudata affidabilità, assistita dal procuratore Luca Grippo, colonna portante della retroguardia del Como, squadra prima classificata nel girone A di serie C.

Ciao Giulia, per iniziare, quali i motivi che ti hanno spinto ad approdare al Como

“Avevo necessità di non allontanarmi troppo da casa, dovendo completare gli studi della magistrale della facoltà di scienze motorie a Milano nonché l’esigenza di trovare continuità e spazio in prima squadra in un club ben organizzato ed ambizioso”.

La stagione delle lariane

“Direi ottima, la società era partita con aspettative di salire di categoria, rispettando a pieno gli obiettivi previsti, restando in testa alla classifica al girone prima che l’inizio della pandemia decretasse la fine anticipata del torneo”.

I tuoi idoli a livello sportivo

“Ho grande ammirazione per due atleti che hanno mostrato grande attaccamento alla maglia nonché grande personalità e carattere, Javier Zanetti nel maschile e Alia Guagni nel femminile”.

Il procuratore Luca Grippo

E’ stata una fortuna poterlo conoscere. Mi ha contattato ai tempi dell’Orobica e la sua collaborazione è stata determinante nel mio passaggio al Como, sapendomi ben consigliare, tutelando i miei interessi da grande e competente professionista del settore”.

Le persone in ambiti sportivo che maggiormente hanno condizionato la tua carriera

“Devo molto all’allenatrice delle Azalee di Gallarate Dolores Prestifilippo, una persona che ha sempre creduto in me, una presenza fondamentale nel mio percorso di crescita; grazie al suo incoraggiamento sono riuscita a tirare il meglio delle mie capacità, arrivando in prima squadra dopo il percorso intrapreso nella Primavera; sono molto grata anche alla società in generale di Gallarate che si è sempre interessata di me anche nel momento in cui ho cambiato casacca andando all’Orobica”.  

L’arte di conciliare studio e sport

“E’ possibile conciliare entrambe le cose, considerando che gli allenamenti sono stabiliti la sera e le gare la domenica, basta sapersi organizzare e concentrarsi sugli obiettivi da portare a termine; lo studio ha indubbiamente la priorità ma il calcio ha la sua fondamentale importanza perché rappresenta un momento liberatorio dopo un’intera giornata passate sui libri o al lavoro in forte tensione”.

Prospettive per il prossimo anno

“Mi piacerebbe proseguire il percorso intrapreso con il Como, perlomeno mi rendo disponibile in tal senso, sarà poi la società a dare l’ultima parola; di sicuro al momento, mi manca tanto giocare una partita di calcio”.