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Difensore centrale dotata di grande carisma e personalità unita ad uno spiccato senso della posizione in campo, riveste da circa 12 anni, sin dagli esordi della sua carriera agonistica, la casacca della squadra della sua città di cui è anche capitano.

Ferma ai box da circa due mesi, è in via di guarigione e di recupero pronta a dare il suo apporto alla sua squadra, impegnata nella lotta promozione per salire in serie cadetta.

Scheda di approfondimento per Francesca Da Ros, 27 anni, storica bandiera del Vittorio Veneto, compagine veneta prima in classifica nel girone B della serie C.

Ciao Francesca, una breve descrizione del tuo ruolo in campo

Salve, sono Francesca Da Ros, difensore centrale del Vittorio Veneto, ritengo di avere un buon senso della posizione in campo, cerco di farmi trovare nel posto giusto al momento giusto nel rettangolo di gioco, posseggo inoltre quella giusta dose di carisma a livello caratteriale acquisita in tanti anni di attività agonistica che mi ha consentito di indossare la fascia di capitano della squadra.

Come procede il recupero ?

Sono indisponibile da circa 2 mesi per dei problemi di salute, nulla di grave per fortuna, non mi era mai capitato di stare fuori dai campi di gioco per così lungo tempo, ora sono sulla via del recupero,

Mi sento già pronta per ritornare a scendere in campo, sono a disposizione del mister sin da subito, poi è chiaro che saranno valutate le scelte in relazione alla condizione atletica e fisica delle calciatrici.

Un excursus della tua carriera agonistica

Dal 2006 gioco a Vittorio Veneto nella squadra della mia città, a 16 anni ho avuto un contatto dal Tavagnacco che avrebbe atteso la fine dei miei studi per portarmi a giocare in Friuli Venezia Giulia, poi non se’ n’è fatto piu’ nulla. Dopo la maturità, sono andata a studiare a Udine ma ho scelto di rimanere a Vittorio Veneto, legandomi alla società, il cui Presidente storico è venuto a mancare diversi anni fa.

Un giudizio sul pari per 3-3 nel big match con la Riozzese

Se guardiamo il primo tempo ci dovremmo ritenere soddisfatti della prestazione della gara ma non certo del risultato, siamo entrati in campo con la grinta e lo spirito giusto, l’incontro lo stavamo gestendo noi nel migliore dei modi; se analizziamo il secondo tempo, invece, il pari ci sta più che bene, i nostri avversari hanno preso fiducia e coraggio nei propri mezzi, stringendoci nella nostra metà campo, noi dal canto nostro abbiamo calato in fase di tensione e sicurezza ma siamo state comunque brave a riportare subito l’incontro sul punteggio di parità; era una gara in cui entrambe le squadre non si conoscevano, è stata un bella partita con un risultato che ci lascia contente ma non troppo felici; manteniamo i quattro punti di vantaggio sulle nostre dirette concorrenti alla promozione ma ragioniamo sul fatto che il ricorso pendente della Riozzese nella gara persa a tavolino con l’Oristano venga accolto.

Venivamo da una bella sfilza di vittorie e di risultati positivi in campionato ed in coppa, merito di tutto lo staff, del gruppo, dello zoccolo duro che può fare affidamento su giocatrici che giocano in squadre da una decina d’anni quali De Martin, Zanella, Reginato, Piai e Furlan.

Oltre alla Riozzese, quali altri incontri possono presentare delle insidie ?

Tra le nostre avversarie del girone Il Trento che affronteremo nella prossima giornata appare una squadra bella tosta, lo stesso dicasi per l’Unterland Damen, sono entrambe compagini molto fisiche che ti possono mettere in difficoltà; temo anche le gare con il Venezia e il Padova, sono due derby molto sentiti, specie l’incontro con le lagunari dove militano diverse nostre ex compagne di squadra, nel 2015 abbiamo vinto il campionato di serie B andando in A vincendo in casa del Venezia, sono partite a se’ dove non conta la classifica mentre la componente emotiva riveste un ruolo particolare.

La Coppa Italia

Vogliamo far bene anche in coppa, occorre comunque dosare le forze, ci tocca affrontare nei quarti di finale il Campomorone lady con una gara insidiosa al ritorno in un turno infrasettimanale dove sarà importante evitare le defezioni per motivi di lavoro, ci stiamo organizzando in tal senso, quando ci sono in tre punti, si gioca sempre per vincere.

Cosa significa per te essere il capitano della squadra ?

Come capitano cerco di essere sempre propositiva, dando la pacca sulle spalle alle mie compagne di squadra nei momenti di difficoltà, oltre a cercare di essere paziente e razionale nei momenti di tensione dell’incontro, cerco di essere sempre calma e rilassata trasmettendo al gruppo la giusta serenità, resto comunque dell’idea che in campo occorre essere squadra, il collettivo vince sempre sul singolo; in mia assenza la fascia di capitano è stata assegnata a Laura Tommasella.