Unione Sportiva Verla, Pamela Pojer : “Giocare con i ragazzi mi portava particolare rispetto ed ammirazione”

Alla scoperta di Pamela Pojer, classe 1998, valore aggiunto e jolly dell’Unione Sportiva Verla, società femminile del Trentino.

Ciao Pamela, per iniziare una breve descrizione del tuo ruolo

“Ho iniziato giocando come punta offensiva con i ragazzi; dai 15 anni sono stata adattata al ruolo di centrocampista centrale o ala, rivestendo spesso il ruolo di jolly a disposizione della squadra, a seconda delle esigenze del mister”.

Le tue esperienze pregresse in carriera

“Sono partita tirando i primi calci ad un pallone all’età di 4 anni con i miei fratelli, grandi appassionati di calcio; a livello agonistico ho iniziato il mio percorso con la Polisportiva Valcembra, a seguire ho militato nel Sud Tirol, compagine con la quale ho giocato anche in serie A; ho maturato esperienze in Under 19 e ho avuto la possibilità di rivestire la casacca dell’Hellas Verona ma arrivata ad un bivio ho preferito privilegiare lo studio rispetto allo sport, optando per la U.s. Verla, società che mi permetteva di poter giocare a calcio, conciliando il mio percorso universitario di enologia e viticoltura in Toscana”.

Lo sport in Trentino

“Nel nostro territorio le ragazze scelgono generalmente di giocare a pallavolo o di praticare atletica mentre in Alto Adige la cultura è più vicina a quella tedesca con una mentalità più aperta che favorisce una maggiore diffusione del calcio femminile”.

I ricordi più belli

“Rievoco con particolare piacere le partite giocate con i ragazzi che mi rendevano particolarmente orgogliosa per il particolare rispetto che ricevevo dai compagni ed avversari dell’altro sesso; menzione particolare anche per il torneo della pace vinto a Rovereto allorquando arrivammo in finale disputando la gara davanti ad un pubblico particolarmente folto e gremito, immagine rara per quei tempi; notevoli anche le soddisfazioni per tutti i tornei svolti fuori Regione, specie per quello di Lignano Sabbiadoro”.

La sosta forzata

“Giocare a calcio è la mia più grande passione e valvola di sfogo, se ne sente tanto la mancanza, non solo per la partita in sé ma per tutto il contorno che ruota attorno, dagli allenamenti, all’incontro con le compagne di squadra e lo staff, le riunioni, lo stare insieme in gruppo; siamo ferme da Ottobre anche se a breve dovremo perlomeno tornare ad allenarci in presenza”.

La società

“La società è di recente costituzione nel femminile, nata 4-5 anni fa; l’ambiente è sano ed organizzato, in un settore in espansione che necessita di continui stimoli per provare a crescere, limando il gap con gli altri stati europei; occorre un cambio di mentalità, fino a tre anni fa la situazione era certamente peggiore ma la strada da intraprendere per un reale riconoscimento dell’intero settore è ancora lunga”.