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BCF
(Cambio al vertice per il Brescia Calcio Femminile - Fonte: bresciacalciofemminile.it)

Il Brescia calcio femminile dopo trentasei lunghi anni saluta il Presidente e patron Giuseppe Cesari, artefice della storica parabola che ha portato le leonesse ai vertici del panorama nazionale.

Sotto la sua guida, infatti, il Brescia ha aggiunto al proprio palmares due scudetti (2014 e 2016), tre Coppe Italia (2012, 2015, 2016) e quattro Supercoppe italiane (dal 2014 al 2017). Le leonesse in quegli anni hanno inoltre partecipato in tre occasioni alla UEFA Women’s Champions League raggiungendo uno storico quarto di finale nel 2015-16 dopo aver eliminato nel percorso un club storico come il Liverpool.

La storica svolta in casa biancoblu arriva con la cessione del pacchetto di maggioranza della società a Clara Gorno, Presidente dell’Associazione Dharma Onlus, un’organizzazione non lucrativa, che si occupa di cooperazione socio-sanitaria nei Paesi in via di sviluppo. La formalizzazione del passaggio di proprietà è stata effettuata negli scorsi giorni presso lo Studio Notarile Associato Forino; nell’accordo fra le parti, è stato altresì concordato che Cesari onorerà gli impegni assunti fino al termine dell’attuale stagione sportiva.

«Non è stato certamente facile per me prendere questa decisione, che tuttavia meditavo da tempo – le parole di Giuseppe Cesari nella conferenza stampa organizzata questa mattina presso le sale dello Stadio Comunale di Rodengo Saiano -. Negli anni, anche in quelli più belli dal punto di vista dei risultati sportivi, non ho mai fatto mistero che nessuno, sia per quanto riguarda l’imprenditoria bresciana, che dalla politica, si è mai fatto avanti per darmi una mano. Gestire una società sportiva, soprattutto di questo livello, portata avanti in una determinata maniera, ha dei costi che probabilmente non sono molto chiari a chi osserva dall’esterno, e più volte ho ribadito che da solo non ce la facevo. Già la cessione del titolo al Milan tre anni fa è stato un colpo – necessario – ma duro da digerire e ho deciso comunque di portare avanti un progetto nuovo, basato sulle giovani del nostro vivaio che ci ha riportato in Serie B. Ma l’avvento del professionismo di fatto che arriverà da qui a breve e il perdurare del mancato sostegno da parte di tutti hanno fatto sì che decidessi di mettere un punto. Siamo partiti 36 anni fa dall’Oratorio nel campionato CSI e con passione, sacrifici e competenza siamo arrivati dove siamo arrivati. Intendo ringraziare, in una stretta di mano collettiva, tutti coloro che in questi tre decenni, per poco o tanto tempo hanno dedicato parte di loro stessi alla crescita e ai successi della società. Ci tengo in particolar modo a menzionare due persone che hanno condiviso con me questo cammino: Rosangela Visentin e Cristian Peri per la loro passione, perseveranza, amore per lo sport e per il BCF. Il Brescia Calcio Femminile – prosegue Giuseppe Cesari – è un bene che va preservato al di là della mia presenza o meno. Ho sempre cercato di specificarlo questo: perciò quando ho avuto i primi contatti con Clara Gorno ho capito di aver trovato la persona giusta per dare nuova linfa, entusiasmo, visione e progetti ambiziosi per il futuro. Ci siamo incontrati e abbiamo trovato un accordo. Clara mi ha chiesto di rimanere nell’organigramma societario come presidente onorario e ho accettato volentieri. Sono convinto che con lei il Brescia Calcio Femminile vivrà nuove pagine entusiasmanti di una storia che continua».

«Come prima cosa voglio dire che sono felice ed orgogliosa – le dichiarazioni di Clara Gorno, nuova presidente del Brescia Calcio Femminile -. Come è nato il mio interessamento verso il BCF? Leggendo un’intervista nella quale Cesari denunciava il continuo disinteressamento rispetto alle sue richieste di sostegno, e che si rendeva disposto alla cessione della società. Ho provato grande stima ed ammirazione per una persona che definirei “stoica”, e quindi nel gennaio di quest’anno l’ho contattato, ci siamo incontrati e mi ha invitato ad assistere ad alcune delle partite casalinghe della squadra.» «Gli ho prospettato la mia visione del Brescia Calcio Femminile del futuro, partendo dal fatto che la mia intenzione è riportarlo ad alti livelli calcistici, con pazienza e determinazione. Gli ho raccontato la mia esperienza di vita come cooperante internazionale in diverse ONG in varie parti del Mondo, dal Sudamerica all’Africa per aiutare donne e bambini che non hanno alcun diritto costituzionale. Io credo fermamente nel potere delle donne, nella solidarietà femminile; credo nella nostra tenacia, nel coraggio e nell’abnegazione che siamo in grado di mettere in campo. E per questo un mio preciso obiettivo è anche quello di combattere la disparità di genere nello sport, attraverso lo sport. Mi ha colpita e amareggiata scoprire che le nostre ragazze si allenano la sera perché durante la giornata devono svolgere un’attività lavorativa che permetta loro di avere uno stipendio sufficiente per vivere la quotidianità. La Figc ha in programma di introdurre il professionismo nel calcio femminile nel prossimo futuro, ma per garantire gli stessi diritti dei colleghi uomini il percorso sarà lungo. «Per far sì che la donna che pratica sport non sia vista come un’eccezione, e che quindi ci possano essere veramente pari opportunità, il mio intento è quello di implementare e puntare fortemente sulle affiliazioni con le realtà sportive locali affinché le bambine possano avvicinarsi a questo bellissimo sport e avere la possibilità di inseguire il proprio sogno. Il Brescia Calcio Femminile deve continuare ad essere, e rappresentare sempre di più, una realtà di crescita sportiva ma anche umana. Sono già al lavoro e in contatto con le istituzioni locali per affrontare insieme la battaglia del riconoscimento dei diritti delle donne nel calcio, e sono fermamente convinta che il tessuto imprenditoriale bresciano sposerà questo progetto per far sì che insieme si possa creare un forte senso di appartenenza territoriale. Cosicché anche le nostre figlie un domani possano godere di questo diritto, e i nostri figli crescano fin da piccoli allenati a rispettare le donne» «Per quanto riguarda l’assetto dirigenzialeprosegue Clara Gornoconsiderando che sono subentrata in un momento particolare della stagione, a quattro giornate dalla fine di un campionato difficile e molto combattuto, è normale che io non abbia voluto toccare nulla. Qui ci sono persone prima di tutto di grande sensibilità e attaccamento alla realtà del Brescia Calcio Femminile, poi con competenze di primo livello riconosciute a livello nazionale. Ora la concentrazione delle ragazze e dello staff tecnico deve essere tutta rivolta al conseguimento della salvezza: una volta raggiunto, poi parlerò con ognuno come è giusto che sia. Questo progetto potrà ottenere risultati tangibili e soddisfacenti solo grazie al lavoro di gruppo, dove ognuno attraverso il proprio ruolo, le proprie esperienze e il proprio vissuto aiuti a crescere e migliorarsi per remare tutti nella stessa direzione». «Ho chiesto a Giuseppe Cesari di accettare la carica di Presidente Onorario: quello che ha dato per il BCF, ma per il calcio femminile italiano in generale ha fatto la storia, e questo non lo dico io, ma tutti quelli che lo conoscono. È un pioniere di questo sport, con grandi valori etici e morali che condivido». «Ho incontrato e mi sono presentata alla squadra prima dell’allenamento di lunedì: ho trovato un bel gruppo affiatato, fatto di ragazze sensibili e soprattutto vogliose di dare il massimo per il bene della squadra. Il loro entusiasmo è un esempio potentissimo di come le donne possono fare la differenza nella vita e nello sport». «Ai nostri tanti e appassionati tifosi dico di stare tranquilli: voglio vedere un Brescia Calcio Femminile tornare a calcare i campi più importanti, ma soprattutto voglio dare loro una squadra di cui andare fieri anche oltre i risultati sul campo».

Il nuovo assetto societario del Brescia Calcio Femminile è così costituito: Clara Gorno detiene il 62,5% delle quote; il restante 37,5% è in capo all’ACD Ospitaletto Calcio.