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serie a femminile

Il professionismo nel calcio femminile (in Serie A femminile in particolare) sarà realtà a partire dalla prossima stagione sportiva, la 2021/2022, ma già oggi si cominciano a vedere i primi tratti somatici di un modo di fare calcio – professionistico, appunto – che fino a pochi anni fa era lontano anni luce dai caratteri precipui del calcio femminile.

Serie A femminile: il risultato davanti la programmazione

E’ ormai evidente come la filosofia che accompagna(va) le squadre del calcio femminile italiano sta velocemente scomparendo per lasciare il posto a quella che caratterizza il multimilionario dirimpettaio maschile: il risultato sopra ogni cosa. E così un avvio di stagione negativo, o al di sotto delle aspettative, sta già facendo «scottare» le panchine di diverse squadre di Serie A femminile.

Roma, Napoli, Verona, San Marino: senza una sterzata potrebbe esserci un esonero

Ovviamente bisogna fare dei distinguo: ci sono squadre partite per raggiungere un determinato obiettivo e altre con ambizioni ben diverse. Il risultato però è sempre lo stesso: se dopo la (lunga, lunghissima) sosta per gli impegni delle Nazionali non ci sarà un’inversione di tendenza, allora potrebbero esserci delle grosse sorprese.

Roma: Bavagnoli al bivio

Il caso sicuramente più eclatante è quello della Roma, che ha iniziato il suo percorso nel femminile dopo aver acquisito il titolo sportivo della Res Roma con Elisabetta Bavagnoli in panchina. Ogni volta partita con aspettative molto alte (e investimenti molto importanti), sempre però naufragate non oltre la metà stagione a causa di sconfitte il più delle volte inspiegabili. Il tecnico giallorosso non è mai riuscita a trovare equilibrio in una squadra sempre carica di talento ma forse poco cattiva e agonisticamente valida. Risultato: sconfitte (o pareggi, che in un campionato corto come la Serie A femminile equivalgono quasi ad un ko) inopinate con squadre sicuramente inferiori dal punto di vista tecnico ma che sapevano tenere alta la concentrazione per tutti i novanta minuti.
E così, dopo due anni e mezzo in cui la posizione del tecnico è stata sempre difesa dalla dirigenza, si cominciano a notare le prime crepe nel rapporto tra Bavagnoli e la Roma. Il ko di Empoli è stato un boccone duro da digerire, e un altro anno senza conquistare la qualificazione alla Champions League non è risultato accettabile dalle parti di Trigoria. E al prossimo risultato negativo ci potrebbe essere il divorzio: in pole per prendere in mano la squadra ci sarebbe Fabio Melillo, tecnico della Primavera giallorossa ed ex allenatore della Res Roma con cui ha conquistato quattro salvezze consecutive in Serie A femminile. Attualmente Melillo sta seguendo il corso Uefa A a Coverciano e questo è un segnale molto forte sul fatto che la Roma stia puntando decisa su di lui, visti anche gli ottimi risultati alla guida della Primavera.

Le altre: Napoli, Verona, San Marino

Altra questione riguarda le formazioni neopromosse o che devono cercare di salvarsi: è il caso di Verona, Napoli e San Marino ancora ferme a zero punti in classifica dopo tre giornate. Brutale l’impatto delle Titane con la Serie A femminile: dieci gol incassati dall’Empoli, cinque dal Milan e poi una prestazione di grinta e cuore contro la Juventus che è passata per 2-0 solo nel finale. Al di là di tutte le attenuanti del caso, è chiaro che la posizione di mister Conte, se le cose non dovessero migliorare, diventa molto difficile.
Ancora più complicata la situazione del Napoli di mister Marino: le dichiarazioni di inizio stagione della dirigenza partenopea, volte ad un ottimismo molto spinto (ai limiti del guascone) hanno fatto sì che le sconfitte contro Bari (soprattutto, visto che è una concorrente diretta per la salvezza), Fiorentina e Sassuolo siano state un campanello d’allarme potente. Ora, a ottobre, il calendario delle Azzurre recita: Inter (che comunque non se la passa bene, ne parleremo più avanti), Florentia e il sorprendente Empoli. Un trittico di gare che se non dovesse portare punti potrebbe far optare il presidente Carlino per il cambio alla guida tecnica.
C’è poi l’Hellas Verona del tecnico Pachera che è ancora fermo al palo dopo i ko con Juventus, Florentia e Inter: anche in questo caso saranno decisivi i prossimi match (Roma, Bari, Fiorentina) per decretarne il destino.

Inter: giudizio sospeso per Sorbi

La vittoria contro l’Hellas Verona prima della sosta per le Nazionali ha ridato fiato ad un’Inter partita col freno a mano tirato e ancora visibilmente indietro dal punto di vista dell’organizzazione tattica. Nella scorsa stagione, la prima in Serie A femminile, le nerazzurre erano partite per affrontare una stagione di assestamento e di ambientamento e quindi il settimo posto conquistato non è stato visto poi tanto di cattivo occhio; viceversa, sia a Milano sponda nerazzurra, ma anche dagli addetti ai lavori, ci si aspettava qualcosa in più. Che per il momento non si è vista. Ed è chiaro che per una società come l’Inter si può mutuare il discorso fatto per la Roma: non ci si può permettere di restare fuori dal calcio che conta, e lottare con Juventus, Fiorentina e Milan deve essere l’obiettivo principale. Anche per Sorbi saranno decisivi i prossimi match che, a parte il Napoli alla ripartenza dopo le Nazionali, saranno veri e propri scontri di cartello con Roma e Milan. Se dovessero arrivare risultati negativi appare del tutto evidente come la situazione del tecnico di Cortona ed ex assistente di Milena Bertolini in Nazionale (dal 2017 al 2019) diverrebbe insostenibile.

Serie A femminile: tanti i tecnici alla finestra

La domanda successiva che ci si pone, dopo questa analisi, è la seguente: quali sono i tecnici (con esperienza nel calcio femminile) attualmente disponibili per eventualmente prendere una squadra in corsa? Si premette che specificare la parola esperienza è più che mai d’uopo in questa circostanza, perché catapultare un tecnico con nessuna conoscenza del calcio femminile e delle giocatrici a campionato in corso sarebbe un azzardo già troppo grosso per una società che verosimilmente deve pensare a mettere insieme i punti per la salvezza.
Detto di Fabio Melillo che a quanto sembra sarebbe la prima scelta della Roma in caso di divorzio con Bavagnoli, al momento i papabili per una chiamata sarebbero Renato Longega, Alessandro Pistolesi, Roberto Piras, Antonio Genovese e, perché no, anche Carolina Morace (ma solo per l’Inter, eventualmente, e per ovvie ragioni).

Renato Longega non ha bisogno di presentazioni: per lui parla un curriculum lunghissimo fatto di vittorie e anche una semifinale di Champions League femminile alla guida del Verona. Per lui la voglia di tornare in pista è forte, e vorrebbe prendere in mano in progetto vincente. Ma chissà, una chiamata della sua vecchia società (anche se completamente cambiata rispetto a quando c’era lui) potrebbe farlo vacillare e tornare a vestire i colori che gli hanno regalato grandi soddisfazioni.

Alessandro Pistolesi ha portato l’Empoli in Serie A e l’ha guidato nella sua prima stagione nella massima Serie creando i presupposti per quella che si sta ritagliando uno spazio come squadra rivelazione della Serie A femminile: per una società che vuole costruire un progetto su basi solide, ma già con l’assicurazione di avere esperienza e qualità nel vestito tattico, Pistolesi sarebbe una scelta molto saggia.

Roberto Piras ha guidato il Ravenna nelle ultime due stagioni e in precedenza ha allenato Roma CF e Lazio (in Serie A): anche per lui esperienza da vendere da mettere al servizio nella massima Serie.

Antonio Genovese come ultima esperienza è stato vice allenatore e responsabile tattico di Pistolesi all’Empoli nella stagione della promozione in Serie A femminile; in precedenza è stato allenatore alla Domina Neapolis e al Trani in Serie B, collaboratore tecnico alla Res Roma in Serie A. E’ l’unico allenatore con disabilità motoria (è in sedia a rotelle) ad avere il patentino Uefa A dal 2018.