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Credit photo - Sassuolo Calcio

E’ una delle attaccanti più forti e prolifiche del panorama femminile italiano dell’ultimo decennio, e nonostante qualche primavera sulle spalle si sta ancora facendo valere in una Serie A sempre più competitiva dominando l’area di rigore: intervista speciale a Daniela Sabatino, bomber del Sassuolo e della Nazionale italiana.

Ciao Daniela, quando hai iniziato a giocare a calcio? Quali sono le tue esperienze in carriera?
«Ho iniziato a giocare, mia mamma me lo dice sempre, appena nata. Non giocavo con altro se non con la palla. Sono andata in una squadra maschile vicino a Castelguidone, il mio paese. Lì è iniziata la mia carriera calcistica. Prima dei vent’anni ho girato un po’ l’italia, un anno per svincolarmi sono andata al Rapid Lugano poi sono stata sei anni a Reggio con Milena Bertolini e Betty Vignotto, e grazie a loro sono diventata una calciatrice. In seguito mi sono stabilita a Brescia dove ho passato otto anni della mia carriera poi lo scorso anno mi sono trasferita al Milan ed ora sono qui al Sassuolo». 

A chi ti ispiri? Chi è il tuo idolo?
«Come tutti ben sanno il mio idolo è Pippo Inzaghi, i tifosi del Brescia mi hanno soprannominata “Alta Tensione” perché dicono che sono uguale a lui, anche se secondo me ho ancora tanto da imparare. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quest’anno a Benevento e devo dire che è un mito anche fuori dal campo». 

Finora qual è stato il tuo più bel momento da calciatrice?
«Senza dubbio è stato raggiungere il Mondiale: non lo disputavamo da tantissimi anni ed è stata un’esperienza indescrivibile che purtroppo non avrò la fortuna di rivivere vista la mia età…Però come si suol dire nella vita “mai dire mai”. Un passettino alla volta, poi si vedrà».

State disputando un buonissimo campionato, qual era l’obiettivo stagionale che come club vi eravate prefissati?
«L’obiettivo stagionale della società era quello di migliorare la posizione dello scorso anno e soprattutto far crescere le giovani, visto che qui ce ne sono di promettenti. Stiamo facendo un bel campionato, adesso dovremo pensare partita dopo partita. Ora abbiamo la Roma ed il ritorno di Coppa Italia dove vogliamo assolutamente passare il turno».

Sarà un testa a testa tra te, Girelli e Bonetti per aggiudicarsi il titolo di capocannoniere in questa stagione…Qual è per te l’attaccante italiana più forte?
«Adesso io, Girelli e Bonetti stiamo disputando un bellissimo campionato, sinceramente non mi aspettavo di arrivare a questa cifra (12 gol, a -3 da Girelli e pari merito con l’attaccante della Fiorentina, ndr). Già da ora però il mio obiettivo è quello di aiutare la squadra a raggiungere una posizione migliore, poi per un attaccante il gol è importante ma non è una mia ossessione. Non sono contenta al massimo perchè ho già sbagliato due rigori e in alcune occasioni potevo far meglio. In Italia per fortuna abbiamo tantissime attaccanti forti, citarne una mi sembra riduttivo».

Del Mondiale 2019 che cosa non dimenticherai mai? Puoi raccontarci qualche simpatico aneddoto vissuto?
«Non dimenticherò mai la prima partita, il secondo gol di Barbara (Bonansea) al 95′ contro l’Australia, vedere tanta gente che esultava con noi e avere la consapevolezza di aver fatto una grande cosa. Sapevamo di esser forti ma avevamo bisogno della conferma. La prima gara è stata l’esordio di tante ragazze, è stato anche il mio e avere tanti tifosi sugli spalti che ci hanno incitate fino al 90’ e oltre è stato qualcosa di unico. Sono stata contenta che la mia famiglia sia venuta fin lì, non me l’aspettavo così come i miei amici. Un aneddoto? Ricordo in ritiro prima del Mondiale, abbiamo fatto uno scherzo a Stefania Tarenzi (ride, ndr). Povera, sempre lei vittima di scherzi. Eravamo in camera mia e di Barbara, Boa (Lisa Boattin, ndr) si era nascosta dentro l’armadio. Ad un certo punto ho chiesto a Stefania se gentilente mi apriva l’armadio per prendere un cuscino e si è spaventata, tra un po’ gli prendeva un infarto. L’abbiamo tirata un po’ alla lunga, abbiamo riso tantissimo. Ogni ritiro lei subisce qualcosa (ride, ndr)».

Qual è il tuo sogno?
«Il mio sogno da piccolina era quello di indossare la maglia Azzurra e di disputare un Mondiale. Ora che l’ho realizzato il prossimo obiettivo è in primis quello di continuare a stare bene fisicamente e di cercare di giocare più a lungo possibile, perché non mi vedo lontana da quel rettangolo verde. L’allenatrice, come dico spesso, non la farò mai. Mi vedo giocatrice, faccio fatica ad immaginarmi in un altro ruolo, non ci voglio nemmeno pensare. Mi auguro solo che il mio fisico mi permetta di giocare ancora tantissimi anni».