01/02/2023

Sassari Torres, Gloria Sotgia, : “Bello sentirsi dire che se fossi stata un maschietto avrei fatto carriera”

Alla scoperta di Gloria Sotgia, classe 2002, difensore centrale della Sassari Torres.

Ciao Gloria, per iniziare una breve presentazione del tuo ruolo, nonchè della carriera

“Ho iniziato a giocare a calcio a 6 anni, cercando non appena possibile di far parte di una categoria. Giocavo nell’Oschirese, la squadra del mio paese ed ero l’unica femminuccia, o almeno lo ero a quei tempi perchè prima di me ha calcato i nostri campi una certa Romina Pinna che ai tempi vestiva già la maglia della Torres femminile. Il mio primo idolo è sempre stato mio padre che però con la 9 dietro alle spalle faceva il centravanti e la differenza in campo. Come tutte ho iniziato con i maschi come centrocampista e quando sono approdata nel femminile, anche io con la Torres femminile, a 14 anni, sono stata spostata nel reparto di difesa per lo più come centrale. Ad oggi mi reputo un centrale di difesa, ma ammetto che sarebbe un sogno tornare in mezzo al campo”. 

Il momento piu’ bello vissuto in campo sportivo e nella vita in generale

“Credo che fra i momenti più belli in ambito sportivo ci sia senza dubbio la vittoria del campionato di serie C con la Torres: nonostante non facessi pienamente parte di quel gruppo, ero ancora in età per giocare anche con la primavera, mi ci sono sentita dentro e ho tenuto strette le emozioni che mi ha regalato. 

Il momento più bello della mia vita invece è difficile da trovare: ho vissuto tante belle emozioni che raccontarne solo una screditerebbe le altre”. 

Il complimento più bello finora ricevuto

“Per il sacrificio e l’impegno che metto da anni in questo sport credo che qualsiasi complimento se riguarda il campo sia una vittoria. Sì, fa piacere sentirsi dire “sei una bella ragazza” ma mai come “se fossi stata un maschietto avresti fatto carriera” detto da mio padre. Poi c’è anche un mister in particolare, Pier Paolo Casu (attualmente è il mister della primavera della nostra società), che porto sempre dentro di me e che nel periodo in cui mi ha allenato è riuscito con i suoi complimenti a darmi la forza per continuare nonostante le fatiche”.

La situazione più complicata affrontata durante la carriera ed in ambito personale

“In tutti questi anni di calcio credo che il periodo più difficile per me sia arrivato quando per la prima volta un allenatore non mi riteneva una pedina utile. Questo perché le possibilità in Sardegna erano pari a zero se non in quella società, e quindi da lì ho visto il mio futuro sfumarsi un po’.

Ho 20 anni e non credo di aver vissuto o dovuto superare per fortuna grandi difficoltà nella mia vita, se parlo di qualcosa di affrontato e messo da parte soprattutto. Continuo nella mia vita ad affrontare o convivere con le cose che più mi hanno segnato cercando di ricordarmi ogni giorno quanto una mancanza possa essere influente e provando a godermi tutto quello che c’è ancora attorno a me”.

I motivi per convincere una ragazza a giocare in Sardegna

“Alle ragazzine sarde dico di iniziare a giocare il prima possibile! Di iniziare con i maschietti e giocare finché si può con loro perché è da piccoli che si assimilano le basi di questo sport, perciò andate e iscrivetevi, l’importante è giocare ! 

A una ragazza che vive fuori dalla nostra meravigliosa isola dico che è difficile, la Sardegna non offre le stesse opportunità di Piemonte o Lombardia sotto il punto di vista calcistico, ma credo che la Torres in questo ambito stia lavorando bene. Oggi ci sono addirittura due categorie sotto la primavera, che fa ovviamente un campionato nazionale, e il numero di ragazze è aumentato tantissimo rispetto ai miei primi anni qua”.

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