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©SMAcademy

Si aspettava un campionato difficile, vorrebbe togliersi altre soddisfazioni in serie A, magari proprio con questa maglia: intervista speciale a Raffaella Barbieri, attaccante della San Marino Academy.

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Ciao, una tua breve presentazione (età, ruolo…)

Mi chiamo Raffaella Barbieri ho 25 anni e il mio ruolo è sempre stato l’attaccante. Gioco a calcio da quando avevo 5 anni e da allora sono stati 20 anni di pura passione per questo sport. Spesso ho coniugato il calcio al lavoro e sono orgogliosa di quanto ho fatto e di quel che ho raggiunto fino ad ora. Sono una persona solare ed estroversa che ama vivere appieno lo spogliatoio.

Come ti sei avvicinata al calcio? Le tue esperienze in carriera…

Sono nata sotto il segno del calcio. Tutta la mia famiglia ha partecipato e partecipa attivamente a questo sport. Mia mamma è presidentessa di una società di calcio maschile dove mio papà è l’allenatore e mio fratello giocatore. Le mie iniziali esperienze calcistiche le ho maturate in società maschili dove mi sono divertita molto e ho imparato tanto. Dopodiché ho militato per 8 anni nel Torino con cui ho fatto l’esordio in serie A all’età di 14 anni. Ho vissuto tre stagioni nel Luserna, squadra con la quale ho festeggiato una promozione in serie A. Per scelte lavorative ho deciso poi di approdare nel Real Torino dove mi sono cimentata come mister. Adesso sono tre anni che gioco nella San Marino Academy e non avrei potuto fare scelta migliore.

C’è un attaccante con il quale ti piacerebbe giocare? Perchè?

Mi piacerebbe giocare con Bonetti, è una giocatrice dal valore inestimabile. Ha una visione di gioco che ho notato in poche giocatrici. È veramente fortissima.

È stato un anno difficile per voi, a livello psicologico, come se ne esce per ritrovare la giusta serenità?

Perdere sicuramente non aiuta a vincere. Abbiamo attraversato momenti difficili dove psicologicamente eravamo con il ventre a terra ma era tutto messo in conto. Ci aspettavamo un campionato difficile e così è stato ma non siamo retrocesse ad oggi per cui finché sussiste una speranza bisogna cercare di coglierla.

Un sogno da raggiungere da qui a 10 anni?

I sogni sono due e viaggiano in parallelo. Mi piacerebbe togliermi ulteriori soddisfazioni nella massima categoria, magari con questa maglia. Dopodiché vorrei restare nel mondo del calcio diventando allenatrice.