04/02/2023

TRA LACRIME E SPERANZE

Mercoledì 5 gennaio, allo stadio comunale di Latina, alle ore 14,30 si disputerà l’incontro di calcio Roma-Milan, valido per la semifinale della Supercoppa italiana femminile. Si tratta di un incontro dai mille significati, sportivi, tecnici, ma soprattutto emotivi. Significati sportivi, perché la competizione è stata costruita in modo davvero affascinante: non è la solita partita, quasi amichevole pre-campionato, bensì un vero e proprio torneo che vede affrontarsi le migliori della passata stagione (l’altra semifinale è Juventus-Sassuolo; la finale si giocherà al Benito Stirpe di Frosinone). Vincerlo ha dunque un valore di prestigio, è un titolo importante. Significati tecnici, perché v’è molta curiosità su come si schiereranno le due squadre. Il Milan sembra afflitto da una crisi interna, innanzitutto, legata anche alla guida di Ganz. Ha dato l’addio a Korenciova, a Vero Boquete, ha acquistato l’ex Roma Martina Piemonte, per la verità mai brillante con la Fiorentina, ma anche una veterana della Nazionale come Alia Guagni. Ha, infine, tolto la fascia di capitano a Valentina Giacinti. Tutto appare davvero ancora avvolto nel mistero, anche se sembra difficile che il mister rinunci al suo collaudato 4-3-3. Anche per le Lupe i contenuti sono molti. Non sappiamo se Linari, positiva al covid, sarà a disposizione, del resto Pettenuzzo scalpita. Ci sarà spazio in attacco per la nuova arrivata Havi? E poi Lazaro o Pirone? Tutto da vedere, senza contare le lacrime.

Allyson Swaby

Sarà l’ultima, tutti noi speriamo la penultima, partita di Allyson Swaby nella Roma. La centrale giamaicana si trasferirà, per motivi familiari a Los Angeles, e lascerà la Roma dopo tre stagioni e mezzo nelle quali è stata una colonna, una leader indiscussa. Darà tutto per vincere, ne siamo convinti. Proprio nella Supercoppa della passata stagione, realizzò uno dei suoi gol più belli, purtroppo inutile, contro la Juve, con una progressione straordinaria dalla propria metà campo, un uno-due con Lazaro e un fantastico diagonale di sinistro a incrociare. Sarà banale ma niente finisce, se resta l’amore. È la lezione che in questi anni ci ha fatto ricordare il calcio femminile. Così Allyson farà una grande partita e il suo segno non sarà mai lieve. Tornerà un giorno, come ha dichiarato un anno fa di voler tornare Lily Thomas, oggi rossonera, ma mai avversaria. Anche a lei il cuore pulserà più forte. A molte, forse a tutte scenderà qualche lacrima. Ma poi sarà calcio, poi saranno le guerriere che conosciamo a contendersi un trofeo. E allora sarà speranza, illusione e disillusione come sempre. Sarà vita. Una vita che ha un grido di libertà in più, per il quale ringraziamo le calciatrici, qualunque maglia indossino.        

Photo credit: Archivio Il Giornale di Roma / calcionrosa.it – scatti di Roberto Tedeschi             

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