26/01/2023

Alla vigilia della precedente giornata di campionato di Serie A femminile, avevamo chiesto alle Lupe speranza. La partita con l’Empoli si presentava durissima per il numero pressoché incalcolabile di assenze. Ebbene, le nostre giocatrici ce l’hanno regalata ancora, la speranza. Non hanno tradito, hanno giocato una partita gagliarda, dominandola, anche se la hanno risolta soltanto al 98’, con un rigore della leader Linari, appena recuperata. Questa volta, domenica alle 12,30, allo Stadio Comunale Giuseppe Piccolo, la partita sarà, paradossalmente, ancora più dura anche se, probabilmente, alcune delle giocatrici che erano positive potranno recuperare. Di nuovo, i contenuti sono tecnici, agonistici, psicologici. Tecnici, perché il Napoli lotta per non retrocedere con grande coraggio, come dimostra il pareggio ottenuto fuori casa contro l’Inter. Si tratta di una squadra valida, nell’insieme e nei singoli, e il mercato – si avrà modo di parlarne – dimostra che nessuno ha gettato la spugna. Del resto, la Roma è sempre a pari punti con il Sassuolo e il Milan insegue a breve distanza. Proprio gli obiettivi di classifica lasciano prevedere una battaglia senza esclusione di colpi, perché è la stagione intera che ci si gioca. Si parla sempre di continuità e lucidità e non v’è dubbio. Ma correre e contrastare sarà decisivo. Se si passa poi ai motivi psicologici, vengono fuori le insidie più pericolose. Soprattutto perché testa e muscoli non possono disgiungersi dal cuore. Si insegna sempre nei corsi per allenatori, che la partita è situazione. Che occorre impegno, precisione, meticolosità nella preparazione, ma poi è sempre la contingenza del momento che detta le scelte e che fa eleggere anche la parte di noi con la quale affrontare l’avversario. Pochi insegnano, almeno a conoscenza di chi scrive, che anche la letteratura è situazione. Si studia, ci si documenta, si sceglie una trama e lo stile, ma poi è il momento della creazione a determinare tutto. Rapido, istantaneo. Forse incomprensibile. Come incomprensibile sarà Napoli-Roma e il suo cuore. Sì, perché le Lupe si ritroveranno contro: Rachele Baldi, che per amore della maglia ha accettato a lungo la panchina, ma che ora cerca giustamente più spazio per dimostrare il suo valore; Emma Severini e Heden Corrado, due delle giovani giallorosse più forti, già titolate con molte presenze in prima squadra; Kaja Erzen, che dire, protagonista della finale di Coppa Italia vinta contro il Milan. Le prime tre sono in prestito secco e vorranno, se sarà possibile, tornare. Ma questo, domenica conterà poco. Come detto, sarà la situazione. Prevarranno i contenuti tecnici, agonistici? Molto probabilmente sì, il campo è giudice e non concede nulla. Ma il cuore non si può nascondere, mai. Né lo hanno mai nascosto le Lupe – basti pensare a Lily Thomas – e Lupe sono sempre Rachele, Emma, Heden e Kaja. Alla Roma come squadra, il tifoso dopo aver chiesto la virtù teologale della speranza, deve chiedere la virtù cardinale della fortezza. Scendere in campo e vincere. I mezzi ci sono, anche se c’è curiosità se si tornerà alla difesa a 4 o meno. Soprattutto Emilie Haavi ha dimostrato finora di poter dare qualcosa in più. Da Glionna ci si aspetta prima o poi l’esplosione. E non manca, la Campionessa, Serturini, ormai matura, lo spirito e l’intelletto della squadra. La Roma può farcela, ma domenica come non mai sarà la contingenza, il momento a guidare, a decidere. Noi chiediamo alle Lupe fortezza, non possiamo non farlo. E la partita dirà molto moltissimo. Se, tuttavia, messe di fronte ad una cara immagine di loro stesse, di più, ad una porzione del proprio essere di cui non potranno non soffrire la nostalgia, faranno prevalere il cuore, noi le ameremo. E non le condanneremo. Mai.

Pietro Secchi                             

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