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La carrellata delle interviste si conclude con l’approfondimento delle calciatrici giallorosse Vanessa Nagni e Luana Fracassi.

Vanessa Nagni, classe 1983, bomber di razza e capitano della squadra, è un’autentica icona in casa giallorossa, avendo rivestito la maglia della Res Roma dal 2003, siglando oltre 350 gol, contribuendo da assoluta protagonista alla vittoria del campionato regionale, di serie B e A2, disputando inoltre ben 5 campionati di serie A.
Attaccante eccellente sia in fase realizzativa che come assist-woman, è soprannominata “Tottina“, sia per le caratteristiche tecniche che per l’attaccamento alla maglia della sua città.

Luana Fracassi, classe 1989, molisana di origine, ha iniziato la carriera nel Campobasso prima di approdare in casa Res nel 2010 diventando nel tempo una bandiera della squadra e punto di riferimento indiscusso per l’intero ambiente.

Cresciuta come laterale di fascia ha ricoperto negli anni più ruoli, rivelandosi un’atleta estremamente duttile. Giocatrice a tutto campo dai piedi buoni, ha nella capacità di adattarsi ad ogni posizione i suoi punti di forza. Di professione vigile del fuoco, è un’autentica leader in campo per la serietà e la grinta che trasmette oltre ad essere un valido esempio per le più giovani a cui dedica sempre molto tempo.

A tu per tu con Vanessa e Luana

Bilancio stagionale

Vanessa Nagni : “Un anno tutto sommato positivo. L’inizio è stato difficile perchè la squadra era stata ricostruita e ci è voluto tempo per trovare i giusti meccanismi, tra l’altro in un girone equilibrato e molto difficile. Prima dello stop eravamo in crescita, centrando la semifinale di coppa e recuperando terreno in campionato, è stato un peccato doversi fermare”.

Luana Fracassi : “È difficile fare un bilancio completo della stagione, purtroppo la pandemia ha interrotto il nostro percorso, soprattutto in coppa che resta il rimpianto più grande della stagione. Nei mesi giocati posso dire che non sono soddisfatta, avevamo il dovere di fare di più. L’organico era importante e spesso è mancata la giusta cattiveria, che in questa categoria è fondamentale per vincere le partite. Mi auguro che l’esperienza di quest’anno sia il punto di partenza per la prossima stagione”.

Il senso di appartenenza alla maglia e l’essere la bandiera della squadra. Il significato e il valore della tua scelta

Vanessa Nagni : “Penso che il calcio debba sempre rappresentare determinati valori e se si ha la possibilità di legarsi ad una squadra, ad una maglia, ad un’idea tutto diventa molto più romantico e le emozioni che vivi diventano importanti perché quello che fai lo sentì veramente tuo”.

Luana Fracassi : “Sono arrivata a Roma come una delle tante, posso dire che in questi anni ho lasciato un segno importante. Ho dedicato 10 anni a questa maglia e ho vinto molte battaglie. Per me la Res Roma è come una madre, discuti, ci resti male quando le cose non vanno bene ma sai che senza non saresti la stessa e che basta un sorriso perché tutto torni come prima. Questo è per me il senso di appartenenza, uscire dal campo senza rimpianti per amore dei colori che indossi. Mi sento una bandiera di questa squadra per averla trascinata anche nei momenti di difficoltà per quello che ho cercato di insegnare alle ragazze più giovani soprattutto nella testa perché a volte si diventa migliori facendo un passo indietro”.

Chi è stato per te l’ottavo Re di Roma, il tuo idolo a livello sportivo e cosa ha rappresentato per te

Vanessa Nagni : “Totti rappresenta proprio questo senso di appartenenza e legame con la città. L’essere profeta in patria è difficilissimo perché all‘inizio sei accolta con simpatia in quanto prodotto del vivaio poi però devi sempre dimostrare qualcosa in più degli altri ed aumentano responsabilità che puoi accompagnare soltanto con serietà estrema nell’allenarti e con applicazione continua in campo, cercando sempre di essere un esempio positivo soprattutto per le più giovani, diventi il termine di paragone e il parafulmine della squadra nei momenti duri e questo spesso significa avere le spalle larghe e caricarsi di responsabilità”.

Luana Fracassi : “Non sono romana di nascita, ciononostante mi sento a tutti gli effetti figlia di questa città e da romanista e amante di calcio non posso non nominare Francesco Totti, giocatore straordinario che mi ha insegnato cosa vuol dire giocare per amore di una maglia e non per il nome che porti sulle spalle. Il mio idolo sportivo resta comunque Cristiano Ronaldo, un buon giocatore diventato campione per costanza e voglia di superarsi sempre”.

Gli allenatori e i dirigenti che maggiormente hanno segnato la tua carriera

Vanessa Nagni : “Abbiamo sempre avuto staff di qualità, altrimenti non avremmo vinto tutti i campionati e disputato i cinque anni in serie A con quella determinazione; ritengo senza dubbio che ognuno di loro mi abbia lasciato qualcosa dal punto di vista professionale;
naturalmente una citazione su tutti la merita mister Fabio Melillo, siamo cresciuti insieme, lui da allenatore e io da giocatrice. Ho imparato da lui i valori che il calcio trasmette, formando la giocatrice che sono ora. Ha creduto in me e tutt’ora mi stimola continuamente a migliorarmi nei miei difetti, è un perfezionista e posso solo ringraziarlo. Tra i dirigenti non posso non citare ALESSANDRO PARASKEVAS con il quale ho passato oltre 15 anni della mia carriera, un dirigente sempre vicino alle ragazze che ci “viziava” ed aveva sempre una parola giusta per confortarti nei momenti complicati. Se si perdeva non dormiva la notte.. se si vinceva non dormiva la notte, UNICO!”.

Luana Fracassi : “Ho iniziato a giocare in Molise a Campobasso e devo tantissimo al mio primo allenatore, ho iniziato con lui un percorso di testa e tattica che ho completato qui a Roma con mister Melillo. Da Fabio ho imparato tantissimo, abbiamo un’idea di calcio molto vicina, spesso discutiamo, io sono un po’ permalosa; lui è stato in grado di insegnarmi un calcio moderno a pochi tocchi ma con i concetti di una volta. Per lui mi butterei nel fuoco come lui sa che calcisticamente può sempre contare su di me”.