SHARE

Centrocampista centrale, dotata di una buona visione di gioco oltre che di una spiccata tecnica individuale, ha rivestito da sempre la maglia giallorossa romagnola percorrendo la trafila delle giovanili del San Zaccaria fino ad arrivare in prima squadra.
Alla scoperta di Francesca Barbaresi, classe 1999, calciatrice di prospettiva assistita dal procuratore Luca Grippo dell’agenzia Fta Consulting, punto di forza della mediana del Ravenna Women, squadra quarta classificata al campionato di serie B.

Ciao Francesca, partiamo tracciando un bilancio di questa stagione

“Noi, fin dall’inizio del campionato abbiamo sempre ambito, come penso molte altre squadre, ad ottenere la promozione in A. Purtroppo siamo partite con il piede sbagliato, lasciando troppi punti per strada; resta il rammarico di non aver espresso al meglio le nostre potenzialità, consapevoli che con una squadra come la nostra potevamo fare molto meglio”.

Gli allenatori più importanti della tua carriera e gli insegnamenti che ti hanno trasmesso

“Sinceramente in tutti questi anni che ho giocato nel San Zaccaria non ho mai avuto allenatori che mi abbiano trasmesso qualcosa. Solo a partire dalla stagione in cui siamo diventate Ravenna Women mi sono ritrovata con un mister di qualità come Roberto Piras che, in questi due anni, mi ha fatto crescere come giocatrice, dimostrando di avere fiducia in me; mi auguro che rimanga con noi anche l‘anno prossimo”.

Punti di forza della squadra

“Il nostro punto di forza è l‘unione della squadra; siamo riuscite a creare, dopo un po’ di tempo, un gruppo unito, sincero e forte, la migliore arma che una squadra possa avere”.

La compagna di squadra con la quale hai più legato

“Oltre alle ragazze che già conoscevo da diversi anni, quest’anno ho legato molto con Nina Ligi. Mi è sempre piaciuta come giocatrice già prima che arrivasse da noi; l’ho sempre stimata molto, poi una volta conosciute, ci siamo trovate subito bene insieme, sia dentro che al di fuori del campo di gioco”.

Quali i motivi per convincere le ragazze a venire a giocare a Ravenna?

“Consiglierei alle ragazze di venire a Ravenna perché è un ambiente dove sin da subito ti fanno sentire a proprio agio; la società è ben organizzata e sta migliorando tanto nella formazione e crescita del settore giovanile, cercando di dare la possibilità a queste bambine di realizzare il proprio sogno”.

La tua scelta di affidarsi alle tutele del procuratore Grippo

“Fin dal primo giorno che mi ha scritto, ho intuito che non fosse una persona che voleva perdere tempo, intenta a prendere in giro le persone, facendomi una buona impressione, trasmettendomi tanta fiducia e rassicurazione”.