27/06/2022

Rachele Baldi si racconta in esclusiva a Calcioinrosa

Qualificazioni mondiale 2023: Italia - Croazia. Foto di Giulio Tiberi.

Rachele Baldi è sicuramente uno dei portieri più forti e completi dell’intero campionato italiano. È nel giro della nazionale da diversi anni e le sue qualità sono indiscutibili. Nel mercato di gennaio, è passata dalla Roma in prestito al Napoli e da quando è arrivata, la società partenopea ha avuto un rendimento molto alto, le sue prestazioni sono state davvero molto positive. 

Tra l’altro, l’esordio lo ha fatto proprio contro la sua ex squadra giallorossa, in un pomeriggio in cui, Rachele ha parato tutto il parabile e forse anche di più, arrendendosi solamente nel finale, ad un colpo di testa ravvicinato di Haavi.

È stata una prestazione comunque superlativa per una ragazza che si è subito ambientata nella nuova realtà.

“Sinceramente a Napoli, ho trovato una bella atmosfera, mi hanno accolto tutti molto bene, lo staff, la squadra. Ho giocato fin da subito e i risultati sono stati molto positivi sia per la squadra che per me. Purtroppo un infortunio non mi ha permesso di aiutare le mie compagne fino all’ultimo, e sono dispiaciuta perché non siamo riuscite a mantenere la serie A. Non so ancora cosa succederà il prossimo anno e dove giocherò però, voglio ringraziare sia la Roma che il Napoli perché sono state esperienze importanti, che sono servite per farmi crescere ancora di più”

Rachele, la tua prima partita con la maglia del Napoli tra l’altro, l’hai giocata proprio contro le tue ex compagne.

“Infatti, hai visto? Sarà stato il destino… io sono andata via ma l’ho fatto rimanendo in ottimi rapporti con tutti, con la società, con lo staff, con le ragazze.

Roma tra l’altro è a metà tra Napoli e Firenze e quindi molto spesso, quando tornavo a casa mi sono fermata e sono andata a vedere le ragazze. Sono andata anche a Empoli quando hanno giocato la semifinale di Coppa e a Ferrara in occasione della finalissima contro la Juventus. L’ambiente di Roma è unico, la città è straordinaria, e ti regala delle emozioni incredibili. I tifosi sono molto calorosi e passionali. Insomma una volta che entri nella realtà di Roma non puoi che innamorartene.

È vero che ho passato un momento difficile calcisticamente parlando, però mi è stato utile sotto tantissimi punti di vista. Resterò per sempre legata alla Roma”

Rachele, facciamo finta di essere dentro un film. Mettiamo il rewind e torniamo indietro nel tempo. C’è una partita, o una situazione di gioco che proprio non ti è andata giù e che vorresti rigiocare nei tuoi trascorsi come calciatrice?

“Ti dico la verità, non mi piace molto guardarmi indietro, quindi se c’è stata una partita in cui è successo qualcosa, mi piace pensare che quello sia accaduto per farmi maturare e crescere ancora di più.

Poi, se proprio devo ricordare un episodio, direi quello che è accaduto lo scorso anno con Manuela Giugliano, una situazione di gioco che si è trasformata in motivo di studio tra arbitri e addetti ai lavori. Mi riferisco a quel tocco al pallone durante una rimessa da fondo campo, che nella partita di campionato contro il Milan mi è costata l’espulsione; probabilmente in quel momento avevamo poca lucidità, poca tranquillità, però ormai è successo e non possiamo farci niente.

Come ti dicevo, mi piace pensare che dietro a tutto quello che ci accade ci sia sempre un motivo… del resto quando ho scelto di fare questo ruolo, ho accettato anche il fatto che mi potessero capite le cose più impensabili, che poi sono quelle che si vedono di più perché sei sempre sotto gli occhi di tutti”

Sei d’accordo con chi dice che il portiere, come tale, deve essere anche un pò pazzo? 

“Se parti dal presupposto che comunque ti devi buttare in terra per prendere un pallone, qualche domanda del tipo, ma chi te lo ha fatto fare, ti può anche venire. 

Lo devi fare tra l’altro, non solamente su un campo verde e bello, ma anche su un campo fangoso o di patate. Su un campo bagnato e pieno di pozze, insomma ad essere sincera, questa cosa che i portieri sono un pò strani, mi trova d’accordo.

Sostanzialmente, credo che quando decidi di difendere una porta, prima di tutto, devi avere una forte personalità”

Quando ti sei avvicinata al calcio, hai subito voluto fare il portiere? 

“Si non ho mai avuto né dubbi, né ripensamenti. Quando ho iniziato a giocare a pallone il ruolo di portiere è quello che ho scelto e sono ben felice di averlo fatto.

Del resto, io sono sempre stata una ragazza molto vivace, mi è sempre piaciuto il fatto di buttarmi per terra, di sporcarmi, specialmente quando era inverno e c’era il fango. Erano tutte cose che mi piacevano”.

A proposito di portieri, ti chiedo quali sono quelli che secondo te sono più forti, quelli che ti piacciono di più… e poi come consideri il livello dei portieri italiani.

“Sinceramente, io ho un debole per due portieri, e sono entrambe americane, Hope Solo ed Ashlyn Harris. Sono il prototipo di portieri che mi piacciono perché escono tanto, non hanno paura dei contrasti e poi sono anche agili tra i pali.

Per quanto riguarda la domanda sul livello dei portieri italiani, ti dico che secondo me la nostra scuola è la migliore. Sono convinta che tra i pali siamo davvero molto brave e non abbiamo nulla di meno rispetto alle altre nazioni”

Hai detto che sei una ragazza molto attiva, quali sono le tue principali passioni?

“Guarda a me sinceramente piace fare tutto però la mia passione principale è per la natura. Mi piace il mare, la montagna, gli animali, ho avuto ed ho tutt’ora dei gatti. Uno purtroppo mi è morto lo scorso anno e ci sono rimasta molto male, un altro ce l’ho adesso e si chiama Gol in onore proprio dello sport che amo.

Un’altra mia grande passione è quella per la musica, ho iniziato da piccola a suonare il sassofono, lo facevo in una banda… poi ho provato a suonare anche la chitarra, più che altro ho fatto solfeggio, però mi è sempre mancato il tempo e non ho potuto praticare molto. 

Durante la pandemia invece, ho iniziato a suonare il pianoforte. È una cosa che mi è sempre piaciuta ma non avevo mai avuto modo di cominciare. Mi è capitata questa occasione e la sto portando avanti”. 

Rachele, torniamo a parlare di Roma, raccontaci le emozioni che hai provato quando avete conquistato la Coppa Italia.

“È stato il primo trofeo quindi l’emozione è stata forte. Un momento voluto e da condividere con un fantastico gruppo. C’era anche Pipa (Rosalia Pipitone) che andava via, o comunque aveva deciso di smettere, ed è stato bello condividere quella vittoria con le mie compagne. Certo, averlo vinto da protagonista forse sarebbe stato ancora più bello, me ne rendo conto, però è stato davvero tutto fantastico. È come quando ti immagini per tanto tempo che una cosa possa accadere e poi arrivi al momento, che realmente si concretizza e da una parte dici, lo sapevo che sarebbe successo, mentre dall’altra dici no, non è possibile…

Mi sono goduta talmente tanto il momento, che ancora oggi mi ricordo tutto, qualsiasi fotogramma di quella sera ce l’ho stampato dentro di me”

La Roma tra l’altro, per festeggiare quella Coppa, ha organizzato una passerella con il trofeo in mano, in occasione della partita di campionato della squadra di Mourinho all’Olimpico.

“È stata una serata fantastica. Entrare dentro l’Olimpico da protagoniste, fare quel giro di campo da trionfatrici e vivere il vero tifo della Roma, è stata una sensazione incredibile.

È stato molto bello il modo in cui ci hanno accolto, perché comunque il calcio femminile si sa, va ancora purtroppo, dietro a certi pregiudizi, invece quella sera è stato davvero tutto straordinario.

Ti senti in quel momento, come i calciatori che entrano in uno stadio imponente e hanno introno a sè, l’affetto di una città intera. 

Sarebbe bello un giorno, vivere quel tipo di atmosfera nelle nostre partite, perché ci caricherebbe tantissimo”

Tra i vari incastri Roma e Napoli, tu hai giocato la tua prima partita in maglia Napoli contro la tua ex squadra ma se andiamo indietro nel tempo, hai anche giocato la prima amichevole stagionale con la Roma proprio contro il Napoli a Rivisondoli?

“È vero, non ci avevo pensato. La prima amichevole di questa estate l’abbiamo giocata proprio contro il Napoli e oggi mi ritrovo proprio qui a vestire questa maglia. Una casualità ma che effettivamente si ripete spesso”

Ti dico di più, sei stata anche il portiere che ha tenuto da avversaria, a battesimo l’As Roma, nella partita valida per il 1° trofeo Luisa Petrucci. Tu giocavi con la Florentia.

“Si è vero, e pensa che proprio in questi ultimi giorni mi sono capitate tra le mani le foto di quella partita. Mi ha fatto una certa impressione vedermi avversaria alle Tre Fontane. In porta nella Roma mi sembra ci fosse proprio Pipitone” Sono contenta me la ricordo quella partita. Pensa che mi sono tornate tra le mani, proprio nei giorni scorsi delle foto e mi sono rivista alle Tre Fontane contro la Roma. Mi ha fatto un po’ effetto…”

Passiamo alla nazionale italiana. Tu la rappresenti da tanti anni, mi racconti le tue emozioni nel vestire la maglia azzurra?

“La prima volta che ho saputo della convocazione, mi sono messa a piangere perché è stata una vera e propria liberazione. In quei momenti, ti passa per la testa tutto l’impegno che ci hai messo, i sacrifici che hai fatto e che fai ogni giorno, per arrivare a raggiungere il tuo obiettivo. Senti che sei sulla strada giusta e sei finalmente soddisfatta. Sei lì che rappresenti la tua nazione. È una sensazione veramente indescrivibile”

Purtroppo, e qui veniamo alle note dolenti, sei stata convocata per il primo raduno in vista dell’europeo ma questo maledetto infortunio non ti ha permesso di rispondere presente. Un rammarico enorme…

“Purtroppo mi sto portando dietro un infortunio da parecchi mesi che non mi ha permesso di finire il campionato e adesso non mi permette di giocarmi la possibilità per l’europeo. È dura, senza dubbio. Aspettavo un momento così da molto tempo e ho fatto di tutto per tornare in forma il prima possibile. Mi vedo costretta ad accettare questa situazione con il solo obiettivo di stare bene presto. Sicuramente la delusione e la rabbia è tanta, ma continuerò a lavorare e ad inseguire i miei sogni come ho sempre fatto e sono sicura che le soddisfazioni arriveranno presto”

Non sappiamo ancora quella che sarà la tua prossima avventura, se sarà in Italia oppure no. La domanda che ti voglio fare però è questa. Ti piacerebbe fare un’esperienza all’estero? Ed eventualmente dove?

“Un’esperienza all’estero? perché no… io sono aperta a qualsiasi opportunità che possa essere di crescita e di miglioramento, per cui se questa dovesse passare per l’estero per me non ci sarebbe alcun problema. Anzi, sarebbe un’esperienza di vita molto interessante perché avrei anche l’opportunità di imparare diverse lingue. Dove mi piacerebbe giocare se fosse fuori dal nostro paese? Potrei dire in Spagna che mi piace tanto, ma anche in Inghilterra, in Francia o perché no, in America. Sarei aperta a tutte le varie opportunità”. 

Rachele, grazie per esserti raccontata e in bocca al lupo per la prossima stagione perché il nostro calcio ha bisogno di ragazze come te che danno veramente tutto per far crescere il movimento del calcio femminile. Testa alta e sguardo rivolto al futuro!

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