27/06/2022

Professionismo al via: è fatta!

La FIGC ratifica il passaggio del calcio femminile al professionismo solo in serie A dalla stagione 2022/23

LA RIUNIONE– Il calcio italiano è diviso da chi, immediatamente, vuole un segnale di sostenibilità, ovvero la Figc, e chi pretende tempo, in quanto il momento economico dovuto alla pandemia è delicato. Il risultato finale è stata l’approvazione del parametro voluto da Gravina, numero uno della Federcalcio, con Casini (Presidente di Lega), Lotito e Marotta che hanno votato contro. In particolare, il patron della Lazio si è scagliato nei confronti di Gravina: “Servono riforme approvate da tutti; invece, ci troviamo con chi afferma perentoriamente di comandare e decidere.” Durante la riunione di ieri 26 aprile a Roma, c’è stato un momento imbarazzante, quando al: “No al professionismo nel calcio femminile”, giunge immediato dietrofront e arriva il sì con Lotito che dichiara: “C’è stato un malinteso”.

LA DECISIONE– Con la nazionale di c.t. Bertolini prossima a disputare gli imminenti Europei 2022 in Inghilterra (inizio 7 luglio) e vicinissima a qualificarsi ai mondiali del 2023, nel momento del voto, non è stato il massimo “distrarsi” in un frangente così delicato e storico per il movimento calcistico femminile, primo a diventare professionistico, da capofila. Gravina parla di “processo definitivo”, chissà se realmente sarà così. Sembra che le calciatrici avranno uno stipendio minimo di 26.664 mila euro lordi dal 24° anno di età,  20.263 dal 19° al 23° anno e 14.397 dal 16° al 19° anno d’età, con un contratto professionistico riconosciuto, con tutele ed assicurazioni. Si svincoleranno soltanto quelle calciatrici, il cui accordo termina a giugno 2022 o le poche che non hanno sottoscritto il modulo AIC.

LA NUOVA STAGIONE– Il nuovo campionato avrà format completamente diverso dal precedente con 10 squadre che si daranno battaglia in 18 giornate (regular season) e, successivamente, una seconda fase con due gironi: poule scudetto, alla quale vi accederanno le prime 5 e una poule salvezza, alla quale prenderanno parte le compagini che si saranno piazzate dal sesto al decimo posto, con l’ultima che retrocederà direttamente in B e la penultima che disputerà il play-out con la seconda classificata di serie B. Serviva un passaggio formale per adeguare le NOIF (Norme Organizzative Interne Federali) e ciò, è avvenuto nella giornata di ieri, ovvero che le calciatrici dal 1° luglio saranno inquadrate come lavoratrici dipendenti, con i contratti che dovranno essere azzerati e/o convertiti in rapporti di lavoro.

LE REAZIONI- Per Ludovica Mantovani, presidente della Divisione Calcio Femminile: “ Il passaggio al professionismo è un punto di partenza che ci spinge a lavorare con grandissimo impegno per raggiungere e garantire la sostenibilità del sistema”, mentre, Valentina Vezzali, la sottogretaria allo Sport sottolinea: “E’ fondamentale trovare urgentemente risorse adeguate”, ancora il Presidente Umberto Calcagno alza la voce: “E’ necessario allargare la pratica di questo sport nel nostro Paese”. Anche Carolina Morace, ex calciatrice e coach di Lazio e Milan, da sempre, figura di riferimento per il movimento ha dichiarato: “Spero che la decisione del consiglio federale non sia un traguardo, ma una partenza. E’ positivo: ci sono tanti esempi in Europa. Non siamo i primi. Vanno fatti i complimenti alla Figc ed al Presidente per il fatto che sono stati i primi a farlo. Ora, auspico che anche le altre federazioni si adeguino.”

LE CALCIATRICI–  A parlare, giustamente, sono anche le dirette interessate e, tra tutte, traspare lo scetticismo di Veronica Boquete, centrocampista della Fiorentina: “Mi piacerebbe saperne di più su questo professionismo, in cosa consiste; se si tratta solo di stipendi e status, allora non basterà. Mi piacerebbe conoscere le condizioni minime che le società dovranno applicare ed anche, la situazione degli impianti, dei campi che sono aspetti molto importanti, come anche la vendita dei diritti audiovisivi.” Katja Schroffenegger, estremo difensore e compagna di squadra della spagnola ha una visione più ottimista: ”Adesso, iniziamo a sentirci calciatrici: il passo iniziale è stato fatto e ciò, per noi, è importante. E’ una crescita che si fa tutti assieme: il sistema, i club e noi calciatrici che dovremo cambiare mentalità.” Elisa Bartoli, capitano della Roma ha dichiarato:” Una decisione che riuscirà a dimostrare ancora di più il potenziale e la forza del nostro calcio. Ringrazio le istituzioni e tutte le persone che hanno lavorato affinchè potessimo vincere questa battaglia.” Non poteva mancare il commento di Sara Gama, capitano della Juventus e della Nazionale: “Le calciatrici saranno le prime atlete professioniste di sempre in Italia e il nostro calcio si regala un’opportunità di crescita dai confini inesplorati”

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