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Portiere di origine napoletane, ha iniziato la sua carriera nella Domina Neapolis prima di trasferirsi al Chieti, a seguire un biennio in massima serie come riserva nella Pink Bari prima di approdare in serie cadetta con la maglia delle pantere.

A tu per tu con Maria Grazia Balbi, classe 1995, assistita del procuratore Luca Grippo, estremo difensore del Pomigliano, matricola campana imbattuta, autentica mina vagante del campionato di serie B.

Descrizione del tuo ruolo con caratteristiche tecniche

“Il ruolo del portiere è sempre più in evoluzione, oramai per il calcio moderno non esiste più il portiere fisso in area. Oltre, ovviamente, ad essere bravo in porta, il nostro ruolo al giorno d’oggi richiede sempre più una qualità tecnico-podalica alla pari delle giocatrici di movimento per permettere un costrutto celere ed efficace dal basso e per dare sicurezza alla propria squadra in situazioni di pericolo, restando corti con la linea della propria difesa. Per questo è importante lavorare molto in settimana col gruppo per rafforzare certi feelings durante il gioco. Oltre alle caratteristiche tecnico-fisiche è fondamentale la capacità di richiamare la posizione di tutti per l’intero arco della partita. Occorre carisma e personalità per trasmettere alla squadra solo energie positive (in campo e fuori), tenendo sempre alta la concentrazione”.

Esperienze pregresse in carriera

“Dalla serie C Campana con lo Sport Napoli sono passata alla vecchia serie B a gironi con la Domina Neapolis per diversi anni, in cui in contemporanea studiavo e lavoravo. Anni di lavoro e sacrificio che però stanno dando i propri frutti. Ho avuto la fortuna di assaggiare un po’ il calcio americano quattro anni fa a Seattle con l’Olimpyc Soccer Accademy di Giuseppe Pezzano e da lì in poi è stato sempre più un crescendo di opportunità colte al volo. Un anno nel Chieti in serie B, un anno importante sotto il profilo di crescita calcistica, ma che mi ha lasciato tanto amaro in bocca. Quando vado in una squadra mi rendo disponibilissima dall’inizio per tutto il gruppo e la società intera, ma questo non sempre viene capito ed apprezzato e qualche volta se ne approfittano. La delusione di comportamenti di certi personaggi, che al panorama del calcio femminile fanno più danni che altro, non è stata poca, ma come sempre ho avuto l’appoggio della mia famiglia a spronarmi a non demordere ed ho risposto con grande piacere alla chiamata in serie A da parte della Pink Bari. Qui, anche se non titolare, ho trascorso due anni fantastici di crescita sia sotto l’aspetto calcistico che personale, confrontandomi con una realtà di un livello elevatissimo, due anni che mi sono serviti tanto per farmi trovare pronta, poi, alla chiamata del Pomigliano, Società seria e professionale che già sta costruendo tanto per il futuro e alla quale darò tutto il mio apporto e supporto in campo e fuori”.

Le persone che hanno creduto in te in carriera

“In primis tutta la mia famiglia e in particolar modo mio padre e mia madre, i quali da sempre mi seguono con la mia stessa passione per tutti i campi di Italia facendosi conoscere un po’ da tutte le tifoserie, sempre nel massimo rispetto della disciplina sportiva.
E poi in particolar modo il mio ormai Personal Trainer e Mental Coach da anni, Mister Mimmo Durante, il quale ha sempre creduto in me anche quando ero io stessa a non farlo. È stato il primo che ho chiamato quando ho subito l’infortunio al ginocchio poco prima del Lockdown e il primo che mi ha dato fiducia in una riabilitazione già complicata di suo, ma ancora di più a causa di questo periodo Covid”.

I vantaggi di essere seguita dal procuratore Grippo

“Sono sempre stata un po’ restia dall’essere seguita da una figura del genere a causa delle tante storie che si sentono in giro. Ma dell’agenzia FTA mi è piaciuto da subito la chiarezza di intenti e la consapevolezza che nel nostro mondo non si guadagna poichè i nostri rimborsi sono quello che sono e una percentuale su questi introiti sarebbe improponibile per una calciatrice. Luca Grippo conosce il nostro ambiente con le corrispettive dinamiche e lo ringrazio per aver riposto la sua fiducia in me come calciatrice e nel seguirmi assiduamente. Quando c’è da complimentarsi per una prestazione è il primo a farlo, e il primo a correggermi quando sbaglio”.

Le emozioni della gara con la tua ex squadra Pink Bari

“La partita contro la mia ex squadra è stata una delle più emozionanti in carriera. Sapevamo di affrontare un gruppo di serie A sia sotto il profilo di gioco che sotto il profilo mentale ed in settimana abbiamo lavorato tanto col mister tenendo ben conto di ciò, e i frutti del duro lavoro e della voglia di far bene si sono poi visti in campo. Sia vivendo che rivedendo poi la partita, non credo sia emersa la differenza di categoria. Sono stata felicissima di rivedere le mie ex compagne di squadra poichè a causa del lockdown improvviso non ci siamo mai salutate di persona”.

La scelta di approdare a Pomigliano

“Mi sono sentita fortemente voluta per far parte integrante di questo progetto e di questa scalata. Tornare a casa con una società seria quale il Pomigliano è stata una grande opportunità per me. Posso finalmente dare sfogo alla voglia di giocare e di fare bene che mi è stata repressa negli ultimi due anni, insieme a un gruppo che ha la stessa voglia di far bene e portare in alto il nome del Pomigliano. È vero siamo neopromosse, ma stiamo dimostrando di poter dire la nostra sempre in qualsiasi circostanza. Lo abbiamo dimostrato nel pareggio con il Tavagnacco, nella vittoria fuori casa col Cesena e nel pareggio di ieri con una compagine di serie A e continueremo a dimostrarlo partita dopo partita”.