09/02/2023

12 Giornata – 16 gennaio 2022

di Francesco Spinoso

Allo stadio Ugo Gobbato di un assolato Pomigliano d’Arco, va in scena la prima giornata del girone di ritorno della Serie A Tim Vision tra Pomigliano e Juventus. Per le pantere si tratta dell’esordio assoluto nel nuovo anno, mentre le bianconere hanno già nelle gambe le due partite di Supercoppa contro Sassuolo e Milan.

Montemurro è costretto a fare a meno di Girelli, bloccata dalla nuova normativa sull’obbligo vaccinale che la terrà fuori anche settimana prossima contro la Fiorentina, e di Pedersen, non al meglio della forma e dunque risparmiata dalla lunga trasferta. L’11 messo in campo è comunque di alto livello e vede Peyraud-Magnin tra i pali, difesa a quattro con Hyyrynen e Boattin terzini e Gama e Lenzini centrali, centrocampo a tre con Caruso, Rosucci e Cernoia, al rientro da titolare dall’infortunio rimediato contro il Wolfsburg in Champions League, e tridente composto da Bonansea, Hurtig e Staskova. In panchina si rivede finalmente Sembrant dopo il lunghissimo stop per il grave infortunio al ginocchio.

Mister Panico, orfano della talentuosa Moraca che sconta la squalifica rimediata nel derby pre-natalizio col Napoli, risponde con un 4-4-1-1 molto accorto e conservativo, forse fin troppo. In porta torna titolare Cetinja, in difesa trovano posto Capparelli e Fusini sulle corsie laterali e Cox ed Ejangue centrali, il centrocampo vede le solite note Tudisco e Vaitukaityte e due volti nuovi del mercato di gennaio, Mastrantonio e Catarina Realista, poi spazio a Ferrario alle spalle dell’unica punta Banusic.

La Juventus mostra fin da subito l’intenzione di fare la voce grossa prendendo in mano il pallino del gioco e insediandosi stabilmente nella metà campo delle pantere. Il 4-3-3 di Montemurro è più fluido che mai: in fase di costruzione si trasforma in una specie di 3-3-3-1 con Caruso che si abbassa sulla linea dei centrali di difesa, i due terzini che salgono a centrocampo affiancando Rosucci e Cernoia che agisce da trequartista alle spalle di Staskova.

Il terzo minuto di gioco sancisce l’inizio della ricchissima produzione offensiva bianconera con un tiro-cross teso di Bonansea dalla destra che sfiora l’incrocio dei pali. Poco dopo, un ottimo scambio tra Staskova e Cernoia libera Caruso nell’area piccola che però viene rimontata da un difensore del Pomigliano. Dopo neanche 10 minuti, in campo c’è solo la Juve e il Pomigliano sembra già alle corde, complice anche una forma fisica che, fisiologicamente, trattandosi della prima partita dopo un lungo stop, è ancora ben lontana da quella ottimale.

Al 13’ si verifica il primo grande evento cruciale della partita: la Juve recupera palla e riparte in contropiede, Hurtig viene servita in area di rigore ma, prima di poter concludere a rete, viene sgambettata da Capparelli. Calcio di rigore e ammonizione per la numero 27 del Pomigliano. Dal dischetto si presenta Rosucci che però calcia come peggio non poteva, lento, centrale e rasoterra, con Cetinja che deve semplicemente rimanere immobile per bloccare il pallone senza troppi affanni.

L’errore di Rosucci sembra aver galvanizzato la squadra di casa che prova a mettere timidamente la testa fuori dalla propria metà campo prima con Tudisco e poi con Banusic. Ma è di nuovo la Juve a sfiorare il vantaggio con Staskova che, a pochi passi dalla porta sguarnita, non riesce a correggere in rete un tiro di Hurtig respinto sui suoi piedi da Cetinja. Un minuto più tardi, ci prova ancora Bonansea con un tiro che termina alto di poco.

Il Pomigliano soffre troppo senza riuscire a costruire gioco, motivo per cui mister Panico decide di operare un cambio a metà primo tempo: fuori Fusini, dentro la talentuosa Ippolito. L’argentina dà subito sfoggio del suo talento liberandosi della marcatura servendo in profondità Banusic che però viene fermata da Gama. 

Intorno alla mezz’ora di gioco, le bianconere passano in vantaggio nel modo più rocambolesco possibile: sulla fascia sinistra, praticamente all’altezza della bandierina, Cernoia fa partire un cross teso che si insacca non senza la complicità di Cetinja a cui viene assegnata l’autorete.

Al 42’, quando ormai le squadre sembrano avviate negli spogliatoi sul punteggio di 0-1, arriva il raddoppio della Juve con il tap-in vincente di Hurtig, quasi assente per tutto il resto della partita, su un tiro dalla distanza di Caruso respinto in maniera non impeccabile dall’estremo difensore delle campane. Doppio vantaggio più che meritato.

Poco prima del duplice fischio, è ancora Ippolito che si carica sulle spalle la squadra e prova a seminare il panico sulla trequarti juventina ma l’azione si conclude con un nulla di fatto. Il cambio ha sicuramente dato più imprevedibilità e fantasia alla manovra del Pomigliano, autore di una prestazione incolore, rinunciataria e pressoché inoffensiva.

Panico, da acuto osservatore quale è, durante l’intervallo opera un altro cambio inserendo Salvatori Rinaldi per Realista in modo da disegnare un Pomigliano a trazione anteriore. La ripresa inizia in maniera frizzante con occasioni da ambo le parti, specialmente quella a tinte bianconere. 

Proprio quando le padrone di casa stavano dando i primi segni di vita, arriva il 3-0 di Cernoia che, al 53’, riceve palla sulla destra e viene lasciata libera di controllare, preparare il mancino, prendere la mira e battere il portiere con un tiro chirurgico. La Juve è in totale controllo di una partita mai stata in discussione e, 6 minuti più tardi, mette a segno anche il 4-0 con Bonansea che parte dalla sinistra, salta l’uomo entrando in area di rigore e conclude sul primo palo non lasciando scampo a Cetinja.

Con il risultato in cassaforte, Montemurro decide di operare un triplo cambio: dentro Nilden, Lundorf e la campionessa olimpica Grosso, all’esordio in maglia bianconera, fuori Hyyrynen, Boattin e Cernoia, di gran lunga la migliore in campo. Dopo una manciata di minuti, Panico risponde facendo uscire Mastrantonio e Banusic per Puglisi e Apicella.

Il capitano delle pantere, dopo nemmeno 3 minuti dal suo ingresso in campo, è subito costretto ad abbandonarlo per un fallo in area su Staskova, valutato da ultimo uomo, punito con il rosso diretto e con un altro calcio di rigore a favore della Juve. Inizialmente sembra voler riprovarci Rosucci ma il pallone viene lasciato a Zamanian, subentrata al posto di Caruso proprio durante l’interruzione del gioco. Mossa rischiosa che infatti si rivela azzardata: la francese non angola a sufficienza il tiro che viene intuito e deviato in angolo da un grande intervento in tuffo di Cetinja. La partita del giovane portiere serbo assume i connotati di un paradosso, in virtù dei due rigori parati ma dell’errore decisivo in occasione del vantaggio bianconero.

La Juve alza il piede dall’acceleratore gestendo gli ultimi minuti di gara e la superiorità numerica ma ogni tanto sfonda sulla fascia destra del Pomigliano occupata da Capparelli, in evidente difficoltà per tutta la partita dalle avanzate di Bonansea e Boattin prima e Hurtig e Nilden poi.

Negli ultimi 10 minuti, vengono completate le sostituzioni per entrambe le squadre: da una parte Varriale esordisce in maglia granata prelevando Ferrario, dall’altra parte esce Bonansea in costante crescita per tutta la partita e si rivede finalmente Bonfantini dopo il periodo di isolamento che l’ha costretta a saltare la Supercoppa.

Il 5-0 sventato in precedenza da Cetinja, viene solo rimandato all’ultimo minuto di gioco quando, su calcio d’angolo, Gama è troppo libera di colpire di testa trovando la rete che le permette di festeggiare al meglio il rinnovo del contratto fino al 2024 firmato in settimana.

La Juve stravince e riprende la corsa scudetto da dove aveva interrotto, mantenendosi al primo posto a punteggio pieno e allungando a 36 le vittorie consecutive in campionato. Il Pomigliano è apparso invece come il lontano parente della squadra che tanto aveva stupito nel girone di andata. 

Al di là del valore delle avversarie e degli errori di formazione prontamente aggiustati in corso d’opera, soprattutto con l’inserimento di Ippolito che ha di fatto orchestrato le poche ripartenze della propria squadra, bisogna anche considerare la sopracitata mancanza di una forma fisica adeguata che si spera di poter recuperare già nell’importantissimo scontro salvezza di settimana prossima contro l’Empoli.

POMIGLIANO (4-4-1-1): Cetinja; Capparelli, Ejangue, Cox, Fusini (25’ Ippolito); Tudisco, Realista (45’ Salvatori Rinaldi), Mastrantonio (72’ Puglisi), Vaitukaityte; Ferrario (89’ Varriale); Banusic (72’ Apicella). All. Domenico Panico.

A disp.: Buhigas, Schioppo, Massa, Landa.

JUVENTUS (4-3-3): Peyraud-Magnin; Hyyrynen (65’ Lundorf), Lenzini, Gama, Boattin (65’ Nilden); Caruso (75’ Zamanian), Rosucci, Cernoia (65’ Grosso); Bonansea (81’ Bonfantini), Hurtig, Staskova.

A disp.: Aprile, Beccari, Sembrant, Panzeri. All. Joe Montemurro.

Ammonizioni: Capparelli (POM), Ejangue (POM).

Espulsioni: Apicella (POM)

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