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Storica colonna portante della Pink Bari, società con la quale è cresciuta e maturata come calciatrice e donna, ha ricoperto nella sua carriera agonistica il ruolo di terzino destro, distinguendosi per la sua grinta e personalità, agile nell’interrompere le iniziative avversarie, vendendo cara la pelle in ogni terreno di gioco.

Dopo aver terminato il ciclo di studi, ottenendo la laurea in Giurisprudenza, ha conseguito il patentino di allenatore Uefa C, nonché suggellato il suo percorso di crescita professionale fuori dal campo di gioco con l’abilitazione alla professione di avvocato.

Scheda di approfondimento per l’avv. Leonarda Biancofiore, una vita vissuta intensamente e a pieno ritmo, a partire da un passato come calciatrice per arrivare a un presente ricco di prospettive come allenatrice dei piccoli allievi della Pink Bari e dell’Asd Planet sport.

Ciao Leonarda, come è nata la tua passione per il calcio ?

Sono nata in una famiglia di calciatori, ho seguito le orme di mio fratello che ha giocato nelle giovanili del Bari fino alla Primavera, avendo tra l’altro come compagno di squadra Antonio Cassano.

Seguivo sin da piccolina le sue partite al campo ex Matarrese e nel tempo mi sono fortemente appassionata a questo sport.

Nella mia carriera agonistica ho ricoperto il ruolo di terzino destro, agendo indifferentemente in entrambe le fasce laterali, distinguendomi, in particolare, per il mio temperamento e la mia tenacia; ho indossato anche con onore la fascia d capitano per conto della rappresentativa femminile Uniba Asd.

In che squadre hai militato nella tua carriera agonistica ?

Ho iniziato a giocare all’età di 12 anni nella Pink Bari, muovendo i primi passi nella stagione 2002/03 nel campionato regionale di calcio a 7, una specie di campionato studentesco; ho militato con la squadra biancorossa per ben dieci anni fino alla stagione 2012/13, dopodichè mi sono preso un anno sabbatico per terminare i miei studi universitari e conseguire la laurea in Giurisprudenza; ho ripreso a giocare nel campionato 2014/15 nelle fila dell’Apulia Trani, nel campionato di serie B, a seguire nel 2015/2016 ho aderito all’ambizioso progetto del Castellana con cui vinto il campionato di serie C, prima di vedere vanificate le tante belle promesse societarie che non ci hanno consentito di proseguire la nostra scalata; infine, dopo essermi rotta il piatto tibiale ho dovuto interrompere la mia carriera agonistica.

L’evento sportivo che ricordi con più piacere

Il ricordo più bello che porto nel cuore è stata la vittoria del campionato di A2 con la Pink Bari, nonché la vittoria in Coppa Puglia dove abbiamo conquistato il trofeo a livello regionale, superando le nostre acerrime nemiche Apulia Trani e Taranto.

Ricordo con molto piacere di aver avuto come compagne di squadra il nostro capitano Marina Rogazione nonchè tra le altre Malu De Giglio, Pinto e Trotta.

La tua carriera da allenatore

Ho conseguito il patentino di allenatore Uefa C che mi permette di poter esercitare il mio ruolo nei confronti degli allievi della categoria piccoli amici e pulcini e da quest’anno con grande onore anche verso i piccoli amici della Pink Bari; mi sdoppio nel mio compito impartendo lezioni ai maschietti dai 6 ai 10 anni per conto dell’Asd Planet Sport, un’associazione di promozione sportiva locale, nonché sia ai maschietti che alle femminucce per conto della Pink Bari.

Ci sono differenze nell’allenare maschietti o femminucce ?

Le femminucce sono sempre più pronte ad apprendere e a stare nel gruppo, hanno un livello di attenzione e di voglia di imparare massimale che mi gratifica e ricompensa del lavoro svolto.

Quali i principi e gli insegnamenti che cerchi di trasmettere ai tuoi allievi ?

In questa fase dell’età è fondamentale far crescere la persona, aiutarla a farla stare nel gruppo, rispettando i ruoli, l’avversario e il mister visto come istruttore, si cerca di dare estrema importanza agli aspetti motori dello sport che in questa fase rimane comunque un gioco e un puro divertimento.

Differenze tra essere calciatrice e allenatrice

Sono due mondi indubbiamente differenti, allenare ti permette di trasmettere gli insegnamenti e i principi che hai accumulato da atleta, come calciatore, invece, devi andare incontro alle vedute dei tuoi allenatori, rispettando anche diverse decisioni non condivise, per il bene comune della squadra, è decisamente un altro tipo di approccio allo sport.

La crescita del movimento femminile in Italia

E’ ancora un tasto dolente, siamo decisamente lontani rispetto ai target degli altri paesi europei, ci sono ancora forti discriminazioni e dichiarazioni sessiste da parte del mondo maschile, se non cambia la mentalità, resteremo sempre un passo indietro, ma noi donne, tenaci e combattive, nonostante gli evidenti limiti, non ci fermiamo difronte a nulla, andremo sempre avanti a testa alta nella lotta per il raggiungimento dei nostri obiettivi.