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Sono Elisabetta “Betty” Bavagnoli (AS Roma) e Alessandro Pistolesi (Empoli) i tecnici vincitori della Panchina D’Oro e della Panchina D’Argento per la stagione 2018/2019. Il premio, assegnato tramite i voti dei colleghi, è stato consegnato questa mattina nella consueta cerimonia che si è tenuta a Coverciano.
Bavagnoli è stata premiata per aver condotto la Roma al 4° posto in Serie A alla prima stagione assoluta; Pistolesi per aver riportato l’Empoli nella massima Serie.

«E’ stata davvero una grande emozione e un grande orgoglio essere premiata. Fa bene far vedere la strada che sta percorrendo il calcio femminile davanti a tutto il mondo del calcio maschile», queste le prime parole di Betty Bavagnoli.

«Non sono abituato a ricevere premi – ha sottolineato l’allenatore toscano – mai avrei immaginato di trovarmi in una situazione del genere. Ringrazio la società che mi ha dato fiducia e mi ha concesso di proseguire questa avventura, ringrazio i colleghi, il mio staff e tutte le mie calciatrici. Ringrazio anche mister Ulivieri per aver fatto crescere negli ultimi anni il calcio femminile».

Resta ancora una volta a bocca asciutta l’allenatrice più vincente delle ultime stagioni in Serie A Femminile: Rita Guarino. L’allenatrice della Juventus ha vinto due Scudetti (nella precedente edizione della Panchina D’Oro il riconoscimento era andato a Gianpiero Piovani, che nell’annata 2017/2018 aveva conteso lo Scudetto alla Juventus fino all’ultimo rigore dello spareggio con il Brescia), una Supercoppa italiana e una Coppa Italia.

Sembra quasi che l’Aiac (cioè gli allenatori, perché sono loro che votano) voglia “affrancarsi” dall’assioma “vincitore=premio”, un po’ come fanno i giornalisti quando assegnano il pallone d’oro sempre a Messi e Cristiano Ronaldo indipendentemente dai risultati di squadra (come era usuale).

Guarino aveva, e ha, è vero una corazzata per le mani, ma ha condotto il campionato sempre in testa in solitaria dalla decima giornata in poi, ha resistito agli assalti della Fiorentina (e anche sul tecnico delle Viola Cincotta magari andrebbe fatto un discorso analogo) e marginalmente del Milan, e ha dato 20 punti di distacco (in un campionato di 22 partite) alla squadra dell’allenatrice che ha vinto il premio. Se non lo meritava lei…Fortunatamente per Guarino, e anche per Cincotta (che peraltro raccoglie trofei da ancora prima che arrivasse la mister torinese), le soddisfazioni più grandi se le prendono sul campo. Che sono quelle che contano di più alla fine.