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Calciatrice polivalente capace di ricoprire con disinvoltura tutti i reparti del campo, è stata utilizzata nella stagione appena trascorsa nel ruolo di terzino sinistro con soddisfacenti risultati.

Cresciuta nel Gordige, compagine con cui ha militato per 11 stagioni, è approdata dall’estate nel 2015 nelle fila della squadra biancoscudata, di cui è stato il capitano a partire da questo campionato.

Analisi dell’annata della compagine veneta affidata a Sara Amidei, classe 1990, autentico jolly del Padova calcio femminile, esperienza, intelligenza tattica e disciplina al servizio della squadra.

Ciao Sara, per iniziare una tua breve presentazione

Ciao sono Sara Amidei, classe 1990, da Agosto 2015 milito nel Padova dopo aver indossato per 11 anni la casacca del Gordige.

Nella mia carriera agonistica ho ricoperto diversi ruoli, dopo aver iniziato a giocare come attaccante, ho indietreggiato la posizione in campo agendo sulla fascia per poi arrivare ad occupare il centro della difesa, e da ultimo, in questa stagione, il reparto di terzino sinistro.

Cosa si prova ad essere il capitano della squadra ?

Ho l’onore di indossare la fascia da questo campionato, il tutto è nato da un dialogo inaspettato con il mister che ha deciso di affidarmi questo nuovo incarico, viste anche le divergenze interne nate con il precedente capitano che tra l’altro per una serie di problemi fisici non è riuscita ancora a riprendersi da un infortunio subito a Novembre dello scorso anno.

Il tuo rapporto con le compagne di gioco

Abbiamo vissuto una stagione a pieno ritmo, condizionata da diversi periodi di alti e bassi; siamo una squadra assai giovane e quando condividi il gioco con ragazze molto piu’ piccole di te devi saper calibrare il tuo modo di agire e pensare, considerata la loro sfrontatezza e mentalità che va in contrasto con la tua maturità. E’ stato un banco di prova impegnativo e stimolante allo stesso tempo affrontare un doppio lavoro che avevo messo in preventivo di effettuare, una volta ricevuto il compito di rappresentare la squadra come capitano.

La stagione del Padova

Siamo riuscite a raggiungere il nostro obiettivo ma non mi ritengo soddisfatta della stagione svolta; in seguito alla riforma dei campionati ci siamo ritrovate a dover affrontare un campionato di serie C con squadre di buon livello provenienti dalla cadetteria, ci è dispiaciuto che la Riozzese non abbia raggiunto la promozione, avrebbe meritato questo traguardo, dopo aver dimostrato di possedere un buon collettivo unita ad una efficiente organizzazione di gioco.

Abbiamo avuto un buon inizio andando a vincere sul campo dell’Unterland Damen, poi nel corso della stagione siamo stati penalizzati dalla sfortuna che si è accanita contro di noi non permettendoci di giocare le gare con la rosa al completo, atteso che ad ogni incontro abbiamo dovuto rinunciare forzatamente in media a 4-5 elementi.

Il tuo derby

Il derby veneto per me resta la gara con il Vittorio Veneto, il nostro acerrimo nemico per quanto fuori dal campo ci siano rapporti di amicizia con le nostre avversarie; il nostro punto strappato al girone di ritorno credo sia stato fatale per la loro mancata vittoria del girone; con il Venezia invece c’è una rivalità storica, quando le affrontiamo si vivono battaglie molto tese a livello mentale e nervoso.

Prospettive per il futuro

Se dovessimo riuscire a costruire un buon organico, competitivo per la categoria, credo che non ci dovrebbero essere problemi per la mia conferma in squadra. Per metà Giugno si dovrebbe iniziare a programmare la nuova stagione, ponendo le prime basi per il nuovo anno.