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La figura del procuratore sportivo sta acquisendo nel tempo un ruolo sempre più importante nel movimento calcistico femminile, con l’emergere di professionisti del settore, preparati e competenti, abili nella tutela delle proprie assistite nonché garanti per la loro migliore carriera.

Tra i tanti, si sta distinguendo per serietà e professionalità, Luca Grippo, procuratore sportivo con indubbie qualità in area scouting che annovera diverse giovani calciatrici affermate e di prospettiva nella sua scuderia.

Salve, sig. Grippo, di cosa si occupa nella sua attività ?

Siamo in due soci a gestire la società, occupandoci di calcio maschile e femminile, io sono il responsabile dell’area rosa; è stata una mia idea quella di propormi e cimentarmi nel mondo del calcio femminile, avendone intravisto grosse potenzialità, tanta passione nonché una crescente attenzione nel settore da parte del pubblico, dei media e della federazione.

Che tipo di calciatrici promuove e valorizza ?

Promuoviamo numerose calciatrici di differente tipologia e curriculum; si spazia dall’atleta già affermata nella massima serie alla giovane proveniente dai settori giovanili, a quella militante in prima squadra o appartenente a categorie inferiori.

Quali sono le sue principali assistite ?

Mi limito a citare le ragazze che ritengo siano già pronte per il salto di categoria; tra le militanti in serie A con maggiore esperienza annovero Marta Varriale dell’Empoli e Noemi Manno della Pink Bari mentre tra le giovani assisto Eleonora Franco dell’Hellas Verona, ex fantasista della squadra primavera gialloblù; in serie B spiccano i nomi di Eleonora Oliva del Cesena e Francesca Barbaresi del Ravenna.

Il movimento calcistico femminile in Italia

Nel nostro amato paese manca un po’ di coraggio, occorrerebbe dare maggiore fiducia alle calciatrici italiane che spesso vengono penalizzate a vantaggio delle colleghe straniere, il più delle volte pagate oltremodo e sopravalutate; andrebbero buttate nella mischia maggiormente le ragazze nostrane, si dovrebbe dare maggiore spazio alle atlete più giovani o provenienti da categorie inferiori, desiderose di emergere e farsi notare; questa situazione da colmare nel movimento a mio avviso emerge dalla mancanza di una figura chiave come lo scouting, ruolo determinante, capace di fare la differenza nel maschile.

La figura del procuratore sportivo

Nel calcio femminile, la presenza del procuratore è una figura chiave a tutela delle calciatrici, le quali ultime, essendo configurate come dilettanti, sono sotto i colpi di leggi e normative che necessitano di interpretazione, in quanto non del tutto precise e dettagliate; il nostro compito consiste nel tutelare maggiormente la categoria, mettendo in gioco le nostre capacità e conoscenze nel settore, per cercare di garantire alle tesserate dei buoni contratti economici.

I guadagni nel calcio femminile

Siamo ancora lontani dal pensare che le ragazze possano vivere di solo calcio con gli ingaggi attualmente in circolazione; non c’è ancora la volontà dei club di pensare in tale direzione, considerato che anche le cifre percepite nelle grosse società come Juve o Milan, consentono unicamente una stabilità economica durante la carriera, trascurando l’aspetto che il problema si ripresenterebbe a fine attività agonistica, a differenza di quanto accade per i colleghi maschi che possono accumulare lauti guadagni nel corso del tempo per poi vivere di rendita con oculati investimenti.