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Affascinante avventura oltre frontiera per la grintosa e combattiva centrocampista Betta Taverna, classe 2000, che lascia lo stivale, preparandosi ad affrontare con coraggio e grande motivazione la nuova esperienza del calcio estero.

Ciao Betta, cosa ti ha spinto a trasferirti in Bulgaria ?

“Sicuramente la mia scelta di uscire dall’Italia ed approdare in Bulgaria è stata motivata dalla mia grande voglia di cambiare aria, come ha fatto un po’ Gattuso all’inizio della sua carriera, andando a giocare all’estero, Sicuramente andare ad affrontare un campionato straniero ti aiuta a crescere, avevo bisogno di nuovi stimoli che qui forse non riuscivo più a trovare. Voglio poter fare il salto di qualità e credo che in Bulgaria, ci possa riuscire. Il club mi corteggiava da tempo, la circostanza che una squadra ti voglia così tanto fa la differenza. La società ha un progetto di grande prospettiva e carattere ed io voglio mettermi in gioco con loro, dimostrando a chi mi sottovaluta che forse avrebbe dovuto credere di più nelle mie possibilità. È un arrivederci per il momento all’Italia ma mai dire mai, nella vita”.

Un saluto alle ultime squadre dove hai militato

“Al Caprera faccio un grosso in bocca al lupo e un augurio di pronta risalita; al Pescara rivolgo un saluto e li ringrazio sicuramente, mi mancherà il bel gruppo che avevo trovato, auguro loro di disputare un bel campionato nella prossima stagione”.

Il rapporto speciale con tuo fratello disabile

“Giocare a calcio mi dà la tranquillità che cerco nella vita; gioco soprattutto per lui perchè gli piace tanto il campo verde e sono certa che se avesse potuto si sarebbe cimentato volentieri. Quando sono in campo, mi sembra di essere sempre con lui affianco”.

I tuoi ringraziamenti

“Vorrei ringraziare in primis il mio nuovo DS che tanto crede in me in un modo fantastico, poi mio padre, figura determinante nel mio cammino, senza il quale forse avrei già smesso ed è grazie a lui se ora volo in Bulgaria. Poi vorrei ringraziare una persona per me molto speciale Libero Ricci che mi ha scoperto nel mio paese, dandomi fiducia, il mister Fabio Melillo dal grande cuore che si interessa sempre di me, Artemio Scardicchio, un secondo padre che non mi abbandona mai e mi incoraggia sempre, il mio procuratore che mi segue ovunque ed infine la mia famiglia, il luogo fondamentale della mia vita, dove appoggiarmi in tutto ed essere sempre tenuta in considerazione”.

Tuo padre ti seguirà all’estero ?

Mio padre resterà in Italia per continuare a fare l’osservatore di ragazze giovani, collaborando con la Viterbese e la Lokomotik Plovdiv e sono certa che sicuramente, seppur a distanza, farà sentire la sua presenza come se mi fosse vicino in Bulgaria”.