24/02/2024

La motivazione nel calcio femminile

0

Nelle scorse settimane abbiamo analizzato alcuni aspetti che differenziano la programmazione di un allenatore quando si trova a lavorare con le donne rispetto agli uomini; ci siamo concentrati sul discorso della comunicazione efficace e della sua importanza per ottenere il meglio dalle giocatrici a disposizione. Andiamo a sviscerare ulteriormente questo concetto, introducendo il tema specifico della motivazione.

Nel maschile, spesso, basta la competizione stessa a creare i presupposti per una prestazione importante; nel calcio femminile, invece, questa incide meno, mentre è fondamentale lavorare a livello individuale su aspetti motivazionali specifici: ogni atleta è diversa dall’altra, ha una storia e ha una ben precisa personalità, per cui con ciascuna è bene comunicare in maniera funzionale alle sue caratteristiche.

Nella mia esperienza personale ho incontrato le più svariate tipologie di giocatrice: dalla ragazza timida e silenziosa, a quella esuberante ed iperattiva, passando per quella silenziosa ma bisognosa di attenzioni, ecc.

Come si fa, dunque, a motivare la propria squadra in vista di una partita?

Ogni allenatore, in realtà, conosce a fondo le proprie giocatrici e ha un’idea di come gestire le dinamiche di gruppo, ma delle linee guida sono senz’altro utili ad ottenere il meglio a livello mentale da ciascuna di loro.

La ragazza timida e silenziosa, apparentemente introversa, nasconde, spesso, il desiderio di non essere al centro della scena, per cui indubbiamente va “caricata” con poche parole, privilegiando gesti concreti e sguardi di complicità; la ragazza più esuberante e iperattiva si può gestire cercando di parlarle molto, adattandosi un po’ al suo modo di essere e di esprimersi, dando la giusta importanza alle sue idee, introducendo quelle che il Mister ritiene fondamentali; di esempi se ne possono fare tanti ed è bene tenere a mente che non esiste mai una situazione identica ad un’altra, la cosa migliore da fare è capire chi si ha di fronte e come comunicare in maniera funzionale e specifica.

A livello di squadra, di conseguenza, nel pre-partita l’allenatore dev’essere abile a percepire il grado di tensione del gruppo e a regolarsi di conseguenza: se si avverte troppa pressione, è bene “tranquillizzare” le ragazze già a partire dal tono di voce più disteso e rassicurante, avvalorando le impressioni delle giocatrici, ma infondendo in loro l’idea di non dover temere nessun avversario; qualora, al contrario, ci si trovi di fronte a distrazioni e scarsa concentrazione, è necessario che il tecnico si dimostri autoritario e severo, con un tono di voce deciso e con variazioni di intensità che richiamino l’attenzione sull’obiettivo.

Personalmente suggerisco di lavorare con psicologi dello sport o pedagogisti (da inserire nello staff tecnico)  che seguano la squadra durante la stagione, in modo da integrare la preparazione mentale a quella puramente di campo: un professionista specificatamente preparato può rivelarsi fondamentale per ottenere il massimo dalle giocatrici, esattamente quanto un tecnico, un preparatore atletico ed un allenatore dei portieri.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Calcioinrosa.it è una Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Arezzo al n. 5 del 08/08/2018
Copyright © Calcioinrosa 2005 - 2021  | Impostazioni tracciamento  |  Privacy Policy  |  Cookie Policy  |  Contatti  |  Disclaimer