07/02/2023

Foto: si ringrazia FiGC

articolo di: Francesco Spinoso

Al “Benito Stirpe” di Frosinone, un piccolo gioiello nel panorama degli impianti sportivi nostrani, va in scena la seconda semifinale della Supercoppa “Ferrovie dello Stato Italiane”. Si affrontano la Juventus campione d’Italia in carica e il Sassuolo qualificatosi in virtù del fatto che il Milan, oltre ad essersi piazzato al secondo posto nello scorso campionato, aveva anche raggiunto la finale di Coppa Italia.

Proprio le rossonere di Ganz, trionfanti nell’altra semifinale di giornata, sono spettatrici interessate del match, in attesa di scoprire il nome dell’avversaria con cui si contenderanno il primo trofeo stagionale nella finale di sabato 8 gennaio, in programma sempre a Frosinone.

La Juventus, a caccia della sua terza Supercoppa consecutiva, si presenta in maniera estremamente rimaneggiata: a conti fatti, solo Bonfantini ancora positiva e le lungodegenti Salvai e Sembrant non sono riuscite a partite con il resto della squadra, ma molte delle giocatrici di punta della formazione bianconera hanno recuperato in extremis. Spazio dunque a Peyraud-Magnin tra i pali, Hyyrynen e Nilden terzini, Lenzini e Pedersen (una delle “soluzioni alternative” anticipate in conferenza da Montemurro) centrali di difesa, Zamanian, Rosucci e Caruso in mezzo al campo e tridente composto da Bonansea, Girelli e Staskova. Solo tribuna per il nuovo acquisto Grosso.

Il Sassuolo di Piovani, fortemente volenteroso a dire la sua e non limitarsi a giocare il ruolo della cenerentola della Supercoppa, può invece schierare una formazione molto vicina all’11 titolare. Nel 3-5-2 di Piovani trovano spazio Lemey in porta, Orsi, Filangeri e Dongus nel terzetto difensivo, Dubcova, Mihashi e Parisi a centrocampo con Santoro e Philtjens esterni a tutto campo e coppia offensiva composta da Clelland e Bugeja preferita a Cantore che si accomoda in panchina.

Dopo 5 minuti, è subito la Juventus a rendersi pericolosa con un inserimento perfetto di Caruso, messa in porta da un passaggio col contagiri di Girelli, che però si fa parare la conclusione da Lemey.

Questo è solo il preludio al gol del vantaggio bianconero di Nilden che, al 10° minuto, scaraventa in rete il pallone risolvendo un’azione confusa nell’area di rigore del Sassuolo orchestrata da Staskova. Esplode la tribuna est dello “Stirpe” occupata in larga parte dai tifosi di fede bianconera.

Nemmeno il tempo di riposizionarsi in campo che all’11’ il Sassuolo pareggia subito i conti con Clelland: la scozzese salta secca Rosucci al limite dell’area e poi conclude a rete con un mancino preciso sul secondo palo che Peyraud-Magnin può solo guardare. Si fanno sentire anche i sostenitori delle emiliane accorsi in discreto numero a spingere la propria squadra verso la finale.

La Juventus sembra aver accusato il colpo e mostra scarsa brillantezza. Di contro, il Sassuolo appare più tonico in mezzo al campo ma, a conti fatti, non riesce a rendersi quasi mai pericoloso in zona gol.

Quando ormai il primo tempo sembra andare inesorabilmente verso la sua naturale chiusura, al 44’ la Juve sfiora clamorosamente il vantaggio su un regalo della difesa avversaria, forse ancora animata dallo spirito natalizio: un retropassaggio di Orsi mal dosato supera Lemey fuori dai pali che si lancia subito all’inseguimento del pallone riuscendo a toglierlo dalla linea di porta e respingendo la successiva conclusione di Girelli in posizione molto defilata. 

La prima frazione di gioco termina dunque in parità e con qualche anno di vita in meno per i tifosi del Sassuolo che però possono tirare un sospiro di sollievo.

Prima del rientro delle squadre in campo, mister Piovani opera la prima sostituzione del match inserendo l’esclusa d’eccezione Cantore al posto di una impalpabile Bugeja, lontanissima dalla forma fisica ottimale.

Ad inizio ripresa è il Sassuolo a prendere in mano l’iniziativa facendosi vedere in avanti soprattutto con conclusioni da fuori che portano la firma di Dubcova e Parisi. 

Poco dopo è la Juve a sfiorare il vantaggio: al 59’ Girelli riceve il pallone spalle alla porta, si gira mandando fuori tempo la pressione di Dongus e scarica un tiro potente dai trenta metri che dà l’illusione del gol e che Lemey può spingere fuori soltanto affidandosi alla forza del pensiero.

Il Sassuolo prova a rispondere con altre due conclusioni dalla distanza, prima con Dubcova al 62’ che non trova impreparata l’estremo difensore bianconero e poi con Santoro al 70’ che esegue un tiro-cross fuori misura. Due minuti più tardi, Staskova lavora un ottimo pallone in area e serve sulla corsa Boattin, subentrata al posto di un’opaca Zamanian, che però spara alto. 

Gli allenatori provano a rimescolare le carte in tavola. Piovani lancia Benoit al posto di Parisi, mentre Montemurro mette in campo l’artiglieria pesante: Hurtig per Rosucci e Gama per Nilden. Ovazione per il capitano della Juve e pilastro della nazionale che non giocava da ormai diverso tempo.

Entrambe le squadre iniziano ad accusare la stanchezza causata dal lungo periodo di inattività e si affidano esclusivamente a conclusioni da fuori e cross in area. Al 74’ ci prova Clelland, di gran lunga la migliore in campo delle sue, con un tiro troppo telefonato, poi al 75’ tocca a Caruso da posizione defilata che però non impensierisce Lemey; il portiere belga è poi bravissima a bloccare un colpo di testa di Hurtig, mentre non deve intervenire su un tiro di Pedersen dalla trequarti che termina alto.

A pochi minuti dal 90’ c’è ancora spazio per una sostituzione per parte: la giapponese Iriguchi preleva Orsi infortunata, mentre Lundorf dà il cambio a Hyyrynen.

In pieno recupero, la Juventus crea un’ultima occasione da calcio d’angolo trovando il colpo di testa di Staskova che però termina di poco a lato.

Anche la seconda frazione di gioco termina in pareggio quindi, in virtù del nuovo regolamento della Supercoppa, per decretare la seconda finalista è necessario ricorrere direttamente alla lotteria dei rigori. 

Dopo il sorteggio e gli abbracci di rito, si comincia. La prima a calciare dagli 11 metri è Boattin ma Lemey neutralizza la conclusione del laterale bianconero. Tocca poi a Dubcova, Peyraud-Magnin intuisce l’angolo e devia il pallone ma non riesce ad evitare il gol, è 1-0 per le neroverdi. Capitan Gama ristabilisce subito la parità con una conclusione angolata che bacia il palo e si infila in rete. Cantore, di proprietà della Juve e in prestito alle neroverdi, si fa prendere dall’emozione e centra in pieno la traversa, si rimane sull’1-1. I successivi quattro rigori vengono trasformati senza troppi problemi rispettivamente da Girelli e Bonansea per la Juventus e Mihashi e Clelland per il Sassuolo portando il risultato parziale sul 3-3. L’ultima rigorista delle bianconere è Pedersen che batte Lemey con un tiro lento ma preciso di sinistro. Per il Sassuolo si presenta infine Philtjens, una delle migliori in campo, che però si fa ipnotizzare da Peyraud-Magnin decretando la vittoria e il passaggio del turno della Juventus.

Festa grande per le bianconere che seppelliscono il portiere francese, riunitosi al gruppo squadra solo il giorno prima della partita, sotto una coltre di abbracci. Delusione per il Sassuolo che però esce a testa alta tra gli applausi e dimostra ancora una volta di poter essere inserito nel novero dei cosiddetti top club italiani; per riuscire a portare a casa un trofeo, mancano ormai solo i dettagli.

JUVENTUS (4-3-3): Peyraud-Magnin; Hyyrynen (87’ Lundorf), Lenzini, Pedersen, Nilden (73’ Gama); Caruso, Zamanian (60’ Boattin), Rosucci (73’ Hurtig); Bonansea, Staskova, Girelli.

A disp.: Aprile, Pfattner, Panzeri, Cernoia, Beccari. All. Joe Montemurro.

SASSUOLO (3-5-2): Lemey; Filangeri, Dongus, Orsi (90’ Iriguchi); Santoro, Parisi (70’ Benoit), Mihashi, Dubcova, Philtjens; Bugeja (45’ Cantore), Clelland. All. Gianpiero Piovani.

A disp.: Lauria, Pellinghelli, Dona, Pondini, Ferrato, Brignoli.

Ammonizioni: Clelland (SAS), Orsi (SAS).

Sequenza rigori: Boattin (JUV) parato; Dubcova (SAS) gol; Gama (JUV) gol; Cantore (SAS) traversa; Girelli (JUV) gol; Mihashi (SAS) gol; Bonansea (JUV) gol; Clelland (SAS) gol; Pedersen (JUV) gol; Philtjens (SAS) parato.

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