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Centrocampista molto tecnica, dotata di una buona visione di gioco, dopo l’iniziale percorso nel maschile ha intrapreso la trafila del settore giovanile della squadra biancorossa, rivestendo il ruolo di capitano nella Primavera, fino a giungere in prima squadra.
Alla scoperta di Aurora Modesti, classe 2001, fiore all’occhiello della mediana della Jesina, prima realtà del settore femminile nell’intero territorio marchigiano, terza classificata nel girone C del campionato di serie C (con una gara in più rispetto a Riccione e Res Women).


Ciao Aurora, come è nata la tua passione per il calcio ?
“Mi sono avvicinata al mondo del calcio, seguendo spesso incuriosita mio padre durante le sue partite a pallone; dopo l’esperienza con la squadra maschile del Torrette sono approdata, su indicazioni di mio nonno, nel femminile, con la Jesina, dove partendo tra gli esordienti, ho percorso tutta la trafila del settore giovanile passando nel settore Primavera fino ad arrivare in prima squadra”.
Un bilancio della stagione
“Siamo soddisfatte del nostro campionato, ottenendo un buon piazzamento, potendo contare su una squadra molto giovane, composta da numerose ragazze “millenial” di qualità, destinate a migliorare nel tempo, una volta acquisita la necessaria esperienza; in campo abbiamo dato il massimo delle nostre forze, dispiace solo non aver concluso la stagione, interrompendo il torneo proprio nel nostro miglior momento di forma”.


La classifica finale ha premiato la squadra più meritevole ?
“Il Pontedera ha dimostrato di essere una squadra di alto valore potendo contare su una organizzazione di gioco ben orchestrata da un maestro come il mister Renzo Ulivieri a differenza della Torres che puntava maggiormente su delle individualità”.
A chi devi dire grazie, finora, nella tua carriera ?
“Devo sicuramente ringraziare il mister Emanuele Iencinella e il dirigente Gino Romano che hanno sempre creduto in me, dandomi fiducia e concedendomi il giusto spazio, distinguendosi per la loro serietà e professionalità.”
Un giudizio sulla tua compagna di squadra Martina Tamburini
“Martina è una ragazza che fa la differenza in campo, destinata a fare carriera, già pronta per palcoscenici di categoria superiore; egoisticamente mi auguro che lei possa restare un altro anno con la Jesina ma le auguro ovviamente di fare la scelta migliore per il suo avvenire”.


Prospettive per il futuro
“Mi auguro di poter restare un altro anno con la Jesina, ci sono tutte le condizioni per poter proseguire il rapporto con la società marchigiana; mi sento ormai di casa e preferirei non allontanarmi troppo, avendo tra l’altro conseguito da poco il diploma di maturità, in attesa di frequentare l’Università nelle vicinanze.
La Jesina è la migliore realtà femminile nell’intera regione delle Marche con una società ben organizzata, con una spiccata tradizione nel settore giovanile, capace di valorizzare e conseguentemente offrire alle più meritevoli un valido trampolino di lancio per affermarsi in categorie superiori, vedi gli esempi di Polli, Ciccioli e Catena; direi che è sicuramente l’ambiente giusto per una giovane per poter crescere ed affermarsi”
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