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Uno dei ruoli più delicati e importanti in una società sportiva è sicuramente quello del fisioterapista che molto spesso nel femminile è anche custode di tante chiacchierate con le giocatrici che di volta in volta si sottopongono alle cure sui lettini. Il Città di Capena ha puntato su uno dei più conosciuti e sapienti fisioterapisti della Capitale: Francesco Alicata. Storica figura del panorama calcettistico femminile romano ha sulle spalle anni di Serie A e soprattutto una conoscenza smisurata del mondo del calcio a cinque in rosa. Intervistato da Luca Pellegrini, Alicata ci ha raccontato questo inizio di stagione con le biancorosse. 
– Un ritorno in A dopo un paio di stagioni trascorse nei campionati regionali del Lazio e con la Rappresentativa. Cosa ti aspetti emotivamente da questo ritorno nella massima serie?
“Buongiorno a tutti! Certamente sarà una stagione che richiederà tanto impegno da parte mia dato che la massima serie è sicuramente la più complicata da gestire dato che le atlete sono sottoposte ad uno stress maggiore e quindi il mio lavoro sarà più impegnativo. Questo però non mette paura, anzi mi mette ancora più passione e voglia di ricominciare una nuova avventura in A.”
– Un ritorno gradito dunque, che ti vede lavorare al fianco di mister Chiesa con il quale hai un ottimo rapporto, sportivamente parlando giusto?
“Si, sono stato richiamato proprio dal mister con il quale ho lavorato spesso e con cui mi capisco bene e velocemente; questo per me è fondamentale, perché in frangenti come per esempio quello del pre-gara bisogna agire in fretta quindi capirsi in fretta col mister: bisogna rispettare i tempi e io devo avere idea di quello che possa volere il mister in modo da poterlo anche anticipare, in certe situazioni. Questo con lui posso farlo, dato che abbiamo lavorato molto tempo insieme e ci conosciamo bene.”
– Un ritorno di fiamma quindi, avete collaborato per tanti anni insieme e sono sicuro che riuscirete a farlo anche quest’anno. Conoscevi già alcune giocatrici dello scorso anno, dato che il Capena aveva una collaborazione esterna con il tuo studio ma ad oggi la squadra è molto cambiata, ci puoi dire come ti è sembrata?
“Sono giocatrici che ancora non conosco benissimo, essendo mancato alcuni anni dalla serie A quelle più giovani sono nuove per me, però dagli allenamenti mi sembrano ragazze estremamente professionali, che cercano sempre di tenersi in forma infatti vengono spesso da me. Questo mi rende felice ma soprattutto più facile il lavoro, dato che appunto di solito la parte difficile è far stare le ragazze sempre sul pezzo e far sì che si curino quando c’è bisogno con prontezza. Devo dire che con questa squadra questa problematica non si è mai presentata, anzi molto spesso mi trovo costretto a fermare chi ha troppa voglia di stare subito pronta ed al top della forma. È un gruppo con il quale mi sto trovando molto bene.”
– Siamo contenti che tu ti stia trovando bene, adesso una domanda un po’ più incentrata su quello che è il tuo lavoro: stiamo alle porte di una stagione che vede atlete e atleti riprendere l’attività dopo mesi di stop a causa della pandemia. Può essere questo un fattore da prendere in considerazione dagli allenatori e dai preparatori che magari rischiano di trovarsi davanti delle giocatrici forse più propense ad avere dei problemi, magari di tipo muscolare?
“Qui il discorso diventa più generale: sicuramente a causa della pandemia si ampliano tutti quelli che sono i problemi legati alla ripresa della mobilità dopo lo stop, che in questo caso è più ampio rispetto alla solita pausa estiva tra una stagione ed un’altra. La parte più importante in questo caso, che mi sembra che durante la preparazione sia stata molto curata, è la parte della statica, della protezione muscolare e articolare, che è un allenamento diverso rispetto a quello dinamico. Bisogna anche avere molta attenzione ai carichi ai quali vengono sottoposti muscoli ed articolazioni, in generale comunque questa fase necessita molta attenzione. Devo dire che quest’anno, essendo presente agli allenamenti, ho visto particolare attenzione da parte dei preparatori su queste cose, quindi non sono preoccupato da questo punto di vista.”
– Bene, questo sicuramente non può che farci molto piacere. Un’ultima domanda: cosa ti ha convinto di più nell’accettare questa nuova avventura al Capena?
“Sicuramente il ritorno in serie A: mi è sempre piaciuto lavorare a questi livelli, mi piace la professionalità e la previsione che si trova in questo ambiente. Poi sicuramente il fatto di entrare a far parte di un gruppo che in parte già conosco, che cura ogni particolare, come piace a me ed infine Mister Chiesa che ha giocato un ruolo fondamentale: a lui non posso proprio dire di no, perché con lui è un lavoro ma anche un divertimento stare in serie A. Devo dire che inizialmente non ero molto convinto ad affrontare un altro anno ai vertici, considerando che richiede tanta fatica ed attenzione, data anche l’età; con questa squadra e con questo staff però mi sono trovato subito bene ed ho deciso quindi di accettare.”
Luca Pellegrini
Ufficio Stampa