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Programmi e prospettive per la nuova stagione affidate al coach Laura Iorio, fresca di rinnovo sulla panchina umbra, dopo aver conquistato la Coppa Umbria e il secondo posto in campionato alla prima esperienza.

Salve coach Iorio, è arrivata la conferma della panchina anche per la prossima stagione

“Ho accettato di buon grado, in accordo con la società, la conferma dell’incarico per la prossima stagione per dare continuità al progetto interrotto bruscamente per via dell’emergenza sanitaria; le ragazze sono state brave ed umili a facilitarmi il compito, pur avendo un’esperienza limitata come allenatrice e per questo motivo ritengo che il merito del rinnovo contrattuale vada certamente condiviso con tutte loro”.

Un bilancio della stagione appena trascorsa

“Il bilancio è decisamente positivo, siamo riusciti a conquistare la Coppa Umbria contro ogni pronostico, terminando il campionato al secondo posto alle spalle del Collesanto senza però disputare lo scontro diretto della gara di ritorno che ci avrebbe consentito, in caso di vittoria, di agganciare in vetta la capolista; rimane pertanto il grande rammarico di non aver potuto giocare sul campo la sfida clou del torneo, inizialmente rimandata e poi definitivamente sospesa”.

La nuova annata

“La prossima stagione si preannuncia con tante incognite; al momento non abbiamo certezze di date, calendari ed incontri, sappiamo solo che dopo ferragosto ci ritroveremo con la squadra per iniziare la preparazione; la voglia di ritornare in campo e provare una nuova sfida è forte, pur di scendere in campo accetteremmo a malincuore anche di giocare a porte chiuso senza pubblico”.

Il mercato

“La rosa della stagione appena trascorsa è stata confermata in blocco, si sta valutando l’opportunità di rinforzare eventualmente il gruppo con qualche nuovo innesto”.

E’ più difficile giocare come portiere o fare l’allenatrice ?

“Quando giocavo in porta mi sembrava quello il ruolo più difficile, ma adesso che sono dall’altra parte della barricata posso dire che fare l’allenatrice comporta maggiori difficoltà; il portiere si interfaccia con le colleghe di reparto e con il preparatore nel suo microcosmo, trovando in loro le giuste risposte, quando invece il coach deve sforzarsi di rendere omogeneo un ambiente variegato composto da molteplici personalità, gestendo un gruppo numeroso di giocatrici alle quali trasmettere fiducia ed indicazioni”.