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Dopo il successo di Cremona con la Svezia, a Osnabrück la Nazionale Femminile viene sconfitta 5-2 in amichevole dalle padrone di casa della Germania, ma a sette mesi dal Mondiale francese torna a casa con diverse indicazioni confortanti e con la consapevolezza di avere tutto il tempo per correggere quello che non ha funzionato. Si sapeva che sarebbe servita un’impresa per tenere testa ad una squadra da sempre al vertice del calcio femminile, seconda in classifica nel ranking FIFA e capace di dominare il proprio girone di qualificazione, chiuso al pari dell’Italia con sette vittorie e una sola sconfitta. Di positivo c’è il carattere mostrato dalle Azzurre, capaci di rimontare nel primo tempo il doppio vantaggio della Germania per poi cedere alla distanza, complice qualche disattenzione di troppo in fase difensiva.

Rispetto all’amichevole con la Svezia, Milena Bertolini recupera Sara Gama, schierata al centro della difesa in coppia con Salvai, e conferma Manuela Giugliano nel ruolo di play basso con Galli e Cernoia a ridosso del tandem offensivo Girelli-Sabatino. A Barbara Bonansea il compito di supportare la coppia di attacco per poi arretrare in fase di non possesso, quando l’Italia si difende con un 4-4-2 che cerca di limitare le offensive tedesche.

In campo con il lutto al braccio per ricordare l’ex Azzurrina Verena Erlacher, l’Italia viene colpita a freddo al 6’ dalla centrocampista del Bayern Monaco Lina Magull, che in area si libera con un po’ di fortuna di Guagni e Salvai e di sinistro supera Laura Giuliani. Il tasso tecnico delle tedesche è elevato e si vede dalle combinazioni in velocità della squadra di casa, che al 18’ raddoppia però su azione d’angolo, a difesa azzurra schierata: è un’altra calciatrice del Bayern Monaco, Sara Däbritz, lasciata colpevolmente sola al limite dell’area, a sferrare la conclusione che trova la fortunata deviazione sotto porta di Alexandra Popp.

Il pressing offensivo della Germania ostacola la costruzione del gioco di un’Italia che fatica ma resta in partita, accorciando le distanze alla mezzora grazie a Bonansea, bravissima a stoppare in corsa di sinistro un bel lancio di Alia Guagni e poi fredda sotto porta. Il gol dimostra che le Azzurre possono far male con le ripartenze e la conferma arriverà in chiusura di tempo, dopo due belle parate di Giuliani su Rall e Gwinn e una punizione calciata magistralmente da Popp che sfiora l’incrocio dei pali. Al 43’ arriva infatti il 2-2 di Daniela Sabatino, che si ripete dopo il gol vittoria con la Svezia girando di testa in rete il cross dalla destra di Cernoia.

Purtroppo per l’Italia il secondo tempo si apre come il primo e dopo cinque minuti la Germania torna avanti: protagonista è ancora Lina Magull, che con un passaggio filtrante consente a Giulia Gwinn di dribblare Giuliani e depositare in rete il pallone del 3-2. E a dimostrazione che il copione è lo stesso dei primi 45’ arriva al quarto d’ora il 4-2 ad opera della neo entrata Lena Petermann su cross di Simon. A cavallo tra i due gol c’è un possibile rigore negato a Bonansea, ostacolata al momento di calciare in porta. Sotto due reti Bertolini manda in campo Parisi, Alborghetti e Giacinti al posto di Cernoia, Giugliano e Sabatino e l’Italia rischia in contropiede di subire il quinto gol, ma Gwinn stavolta calcia alto. Entrano anche Tarenzi e Linari e su retropassaggio di quest’ultima all’83’ Giuliani sbaglia il rinvio e permette a Peterman di offrire ad un’altra neoentrata, Leonie Maier, il pallone del definitivo 5-2. Nel recupero Giacinti ha l’occasione per accorciare nuovamente le distanze, ma il destro dell’attaccante del Milan sorvola di qualche metro la traversa.

“Alle ragazze ho fatto i complimenti – il commento della Ct Milena Bertolini – perché non capita tutti i giorni di rimontare due gol alla Germania ed è una bella dimostrazione di carattere. Ho anche detto che queste partite ci servono per capire dove dobbiamo migliorare: quando incontri una squadra così forte, che gioca con grande intensità, esce fuori inevitabilmente qualche limite. Ho visto cose buone e altre meno buone, dobbiamo crescere nella gestione del pallone e questo passa attraverso competenze tecniche e coraggio. Abbiamo iniziato con un baricentro troppo basso, poi nel momento in cui abbiamo reagito è andata meglio. Non dimentichiamoci comunque che avevamo di fronte una delle squadre più forti al Mondo”.