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Nativa di Reggio Emilia ha mosso i primi passi nella squadra della città emiliana prima di intraprendere una lunga carriera che l’ha vista protagonista con diverse casacche dello stivale, coronata dalla storica annata con la Sassari Torres, squadra sarda con cui ha conquistato lo scudetto e partecipato alla Champions’ League.

Globetrotter del calcio femminile italiano, proveniente dal Mantova, a partire da questa stagione ricopre i pali della formazione rossoblù ligure, militante nel campionato di serie B a girone unico.

Dotata di un fisico esplosivo unita a una spiccata intelligenza ha valorizzato ulteriormente la sua persona terminando il suo ciclo di studi, laureandosi all’Università Iulm di Milano con la votazione di 110/110.

Vetrina della giornata per Alice Pignagnoli, portiere di grande personalità ed esperienza in forza al Genoa Women, pedina fondamentale a disposizione dello scacchiere genoano per la conquista della permanenza nel campionato cadetto.

Ciao Alice, cosa ti ha convinto ad accettare la proposta del Genoa Women ?

In estate avevo diverse offerte da valutare, indubbiamente ha pesato la circostanza di poter partecipare a questo nuovo campionato a girone unico di serie B, molto equilibrato e competitivo, convinta anche dal capitano dei grifoni Alice Cama, mia compagna di squadra anche ai tempi del Milan Ladies e Riviera di Romagna, la quale si era espressa positivamente parlandomi di un ambiente sereno e di una società seria; aggiungerei inoltre la possibilità di poter trascorrere i fine settimana in un paesaggio molto suggestivo e affascinante come la riviera ligure.

Riguardo il campionato, come giustifichi questa sindrome di subire goal negli ultimi minuti che sta colpendo la squadra ?

Abbiamo subito delle reti decisive ai fini del risultato nelle quattro gare con Lazio Women, Cittadella, Mozzecane e da ultimo con il Cesena in circostanze assai diverse, motivo per cui non credo ci sia un comune denominatore in tali situazioni. Con le biancocelesti alla prima giornata avremmo dovuto probabilmente tenere la palla vicino la bandierina per portare a casa il 3-2, con il Cittadella siamo stati beffati da un calcio piazzato su punizione, con il Cesena si è verificata una situazione alquanto paradossale con decisioni assai discutibili prese tra l’altro a tempo ormai scaduto.

Indubbiamente potremmo pagare il fatto di essere una squadra giovane e non esperta, considerato che oltre me, solo Cama e Nietante hanno disputato la massima serie; errori del genere in un campionato molto livellato verso l’alto come questo, una specie di A di basso livello, non puoi certo permettertelo. Di sicuro siamo in credito con la fortuna, indubbiamente ci potrà capitare di ottenere in futuro in qualche gara più di quanto avremmo meritato di meritare sul campo.

Con quali squadre vi giocate la salvezza ?

Al momento, il campionato pare ben delineato con sei squadre come Roma XIV, Arezzo, Cesena, Genoa, Milan ladies e Lazio in aperta lotta per evitare i due ultimi posti della retrocessione diretta e i precedenti piazzamenti dei playout.

A parte con l’Inter che sta facendo un campionato a parte, ce la siamo giocate con tutte le altre squadre del girone alla pari, ben figurando, indubbiamente in alcuni casi potrebbe aver pesato la circostanza di dover fare risultato ad ogni costo, vista la nostra posizione in classifica, questo potrebbe averci tolto un po’ di tranquillità nel giocare alcune gare.

Chi vedi favorita per la promozione in serie A ?

Dopo l’Inter, il secondo posto se la dovrebbero giocare il Ravenna o la Roma. Le romagnole con cui abbiamo pareggiato, dispongono in organico di diverse giocatrici esperte che hanno militato in categorie superiori che possono alla lunga fare la differenza, le laziali con cui non abbiamo ancora giocato dispongono invece di un buon organico; vedo bene nella lotta al vertice ma un gradino sotto rispetto alle precedenti anche l’Empoli e il Mozzecane che pur in possesso di un valido gruppo hanno qualcosa in meno a livello di individualità ed esperienza.

Il ricordo più bello e quello meno piacevole della tua carriera sportiva

Entrambe le situazioni sono legate ai miei trascorsi alla Sassari Torres nel periodo della mia consacrazione come atleta dove ho conquistato lo scudetto giocando 7-8 gare su 20 totali; pur non essendo titolare godevo di grande fiducia da parte del mister che mi dava il giusto spazio anche in considerazione dei diversi impegni della squadra impegnata su tre fronti tra campionato, Champion’s League e Coppa Italia.

Il ricordo meno piacevole riguarda la semifinale di Coppa persa a Napoli, squadra con cui avevo militato l’anno precedente, in un incontro ormai in pugno, in cui ci siamo fatti recuperare da 2-0 a 2-2, per via di un penalty e di una successiva incomprensione tra me e il terzino, per poi perdere il match ai rigori, fallendo pertanto l’acceso alla finale. Un vero incubo, per una settimana non ho parlato con nessuno, ci ho messo tempo per recuperare.

Infine, come riesci a conciliare la tua vita privata con il lavoro e l’attività agonistica ?

Segreti particolari non ce ne sono, definitemi pure un po’ pazzerella ma ho fortemente bisogno di queste sfide per sentirmi appagata; dopo aver conosciuto l’uomo che poi sarebbe diventato il mio attuale marito mi sono dovuta riorganizzare per portare avanti il progetto matrimoniale, senza rinunciare al lavoro e all’attività agonistica; ho trovato in lui, una persona comprensiva che mi sostiene e mi incoraggia, capisce i miei bisogni senza chiedermi di rinunciare alla mia grande passione che è il calcio; in settimana mi alleno con la squadra di Eccellenza maschile dove gioca mio marito e lavoro a Modena mentre il venerdi parto per la Liguria, dove effettuo l’allenamento di rifinitura prima della gara di campionato.

Foto Ramella Fazzari e sport reporter