01/03/2024

Futsal, Lulù La Ferrara : “Dopo due mesi di stop forzato, grazie alle terapie ho ripreso a compiere i gesti più semplici anche se non riesco ancora a correre”

Laterale che ha nella grinta e nella forza caratteriale i suoi punti di forza, gioca a futsal dall’età di 8 anni.

Dopo essere cresciuta in Campania e in Emilia Romagna ha trovato la sua consacrazione nella Mader Bologna prima di approdare nella scorsa stagione nella Florentia e poi nel Sassoleone.

Vittima di un infortunio al tendine d’achille che ha condizionato il suo campionato, è pronta per ripartire ai nastri di partenza piu’ carica che mai.

Scheda di presentazione per Lulù La Ferrara, classe 1991, calciatrice di calcio a cinque che si ispira a Ricardinho, idolo delle ragazze nella disciplina.

Ciao Lulù se era possibile presentarti descrivendoci il tuo ruolo con i tuoi pregi e difetti.

Ciao, innanzitutto ti ringrazio per quest’intervista. Il mio “ruolo”, se così si può dire, è il laterale o almeno mi considero tale. Tuttavia nel futsal i ruoli sono più che altro un’impostazione iniziale che nel corso dell’azione si interscambiano creando un movimento inteso a trovare un “buco” nella formazione avversaria. I miei pregi, purtroppo, sono anche i miei difetti soprattutto per quanto riguarda la parte caratteriale. Sono una persona molto sensibile, grintosa e con tanta voglia di divertirmi. In campo ho sempre portato il buono e non, ma di certo non mi sono mai risparmiata.

A chi ti ispiri?

Sarebbe più semplice dirti a chi non m’ispiro…. ad ogni modo il mio idolo è Ricardinho che credo sia un po’ l’idolo di tutti nel mondo del futsal. Quello che amo di lui è la sua fantasia che regna su tutto, nelle sue giocate non c’è paura, né alcun dubbio ma solo convinzione e velocità, davvero unico.

Come è nata la tua passione per il calcio femminile? In che squadre hai militato in carriera?

Gioco a calcio praticamente da quando sono nata, prima davanti casa e poi a 8 anni mia madre m’iscrisse alla scuola calcio dove ero l’unica femminuccia. Fino ai 12 anni ho giocato coi maschi e poi ho fatto atletica per due anni ma la palla mi mancava troppo. Da lì ho iniziato a giocare a calcio a 5 prima in Campania e poi in Emilia Romagna. Con la Mader Bologna ho conquistato la serie A2 e dopo aver giocato il mio primo campionato di A2, ho scelto di spostarmi a Macerata dove ho trovato una bellissima famiglia che militava anch’essa nella stessa serie. Con la società marchigiana ho conquistato un posto tra le prime otto squadre in Italia giocando le Final Eight di Coppa Italia.

Un giudizio sulla stagione appena trascorsa che ti ha visto pesantemente condizionata per via di un infortunio.

Quest’anno invece ero a Firenze nel Futsal Florentia ma a causa di una condizione fisica precaria e la necessità di tornare a casa, ho deciso a dicembre di mollare la presa. Il mio cuore però non smette mai di rimbalzare e seppure sia un rimbalzo controllato ho scelto di assecondarlo optando per una società vicino casa meglio gestibile. Il 7 gennaio però qualcosa ha fatto crack e purtroppo il mio tendine d’Achille mi ha costretta a due mesi di immobilizzazione e di serie tv a letto. Ora però, grazie alle terapie e alla vita quotidiana, ho ripreso a fare i gesti più semplici ma ancora non riesco a correre.

Infine prospettive per la prossima stagione.

Le mie prospettive non sono ancora chiare. In primis devo pensare a riprendere al 100% e poi spero che il mio cuore torni a rimbalzare in maniera controllata.

 

 

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