01/02/2023

Chievo Verona, Martina Galloni : “Sono un portiere moderno, mi piace far parte del gioco, usando i piedi”

Estremo difensore dal temperamento freddo ed equilibrato, si dimostra reattiva tra i pali, in grado di giocare allo stesso modo con le mani ed i piedi, incardinando il prototipo del portiere moderno.

Cresciuta nel Sassuolo con cui ha conquistato un secondo posto al Torneo di Viareggio, ha maturato un’esperienza nel Parma prima di approdare alla squadra scaligera.

Alla scoperta di Martina Galloni, classe 2000, assistita del procuratore Luca Grippo, portiere del Chievo Verona Women, squadra veneta militante nel campionato cadetto.

Ciao Martina, per iniziare, una breve descrizione del tuo ruolo

“Trovo che il ruolo del portiere sia molto particolare poiché non è tutta tecnica, ma una buona parte la fa la testa. Infatti, l’estremo difensore deve anche saper gestire le diverse situazioni che può trovare senza mai perdere la concentrazione perché è l’ultimo uomo/donna ed un suo errore può essere fatale. Questo credo sia un mio punto di forza in quanto riesco a rimanere fredda e concentrata anche nei momenti più difficili. Inoltre mi piace molto giocare con i piedi (caratteristica a mio parere importante per il portiere moderno) ed essere parte integrante delle azioni aiutando la mia squadra. Dal punto di vista tecnico, credo di essere da sempre abbastanza reattiva. Ovviamente ho ancora molto da lavorare su diverse cose, per esempio il gioco aereo, voglio migliorare e curare anche i piccoli dettagli che sono quelli che poi fanno la differenza”.

Esperienze pregresse in carriera 

“Iniziai a giocare che avevo già 12 anni perché i miei genitori non erano molto propensi nel lasciarmi fare questo sport. Ho cominciato in una squadra femminile della città, anche se mi sarebbe piaciuto “vivere” uno spogliatoio maschile. 

Dopo quattro anni, sono passata al Sassuolo, dove ho potuto vivere un’esperienza fantastica e confrontarmi con un ambiente e giocatrici di livello, tra primavera e serie A. In particolare ho avuto l’opportunità di conoscere Gaelle Thalmann, un grande portiere che mi ha aiutata a crescere attraverso i suoi consigli e le critiche costruttive. Questi due anni mi hanno fatto innamorare ancora di più di questo sport. 

L’anno successivo per vari motivi sono ritornata nella mia città dove ho giocato in serie C col Parma e quest’anno sono approdata al Chievo Verona Women. Mi trovo molto bene sia con le compagne che con lo staff tecnico e ho l’opportunità di affrontare un campionato molto competitivo, anche se al momento sono infortunata”.

Le persone più importanti che hai conosciuto finora nel tuo percorso

“In primis la famiglia anche se, come ho già detto in precedenza, all’inizio erano titubanti, ma quando hanno visto la passione che cresceva in me non hanno esitato un attimo nel sostenermi. Hanno girato in lungo e in largo e tuttora mi seguono ovunque, cosi come il mio fidanzato che in questi ultimi anni mi supporta e mi segue quando i nostri impegni calcistici non coincidono.

Inoltre vorrei ringraziare il mio mister dei portieri Andrea Capelli che ho avuto gli anni prima di andare a Sassuolo. Nel mio percorso è stata una figura fondamentale, mi ha sostenuta nei momenti di difficoltà ed è stato il primo a credere in me e da quel momento anche io ho cominciato a farlo. È stato anche grazie a lui che ho deciso di intraprendere una nuova esperienza andando in un club professionistico. Come ultimo, ma non meno importante, voglio citare Raffaele Nuzzo il mio mister dei portieri a Sassuolo, il quale mi ha fatto vivere due anni importanti per la mia crescita calcistica mettendomi a confronto con portieri di ottimo livello. Mi ha aiutata a crescere tecnicamente e tatticamente e mi ha permesso di fare il salto nel mondo dei “grandi”.

I ricordi più belli della carriera

“La finale del torneo di Viareggio, persa con la Juventus, quando militavo nel Sassuolo, è stata la mia prima grande emozione vissuta sui campi di gioco; il giorno dopo ho arricchito quel momento di gioia, ricevendo la convocazione in prima squadra, sempre, guarda caso, affrontando la Juventus, gara poi tra l’altro vinta nel finale dell’incontro.”

Sei seguita da un procuratore ?

“Da un anno circa sono seguita da Luca Grippo con cui mi sono trovata fin da subito molto bene. Lui è sempre disponibile e ci tiene molto alle sue giocatrici anche dal punto di vista umano, non solo sportivo. Anche quando mi sono infortunata mi è sempre stato vicino e mi scrive spesso per sapere come va”.

La tua scelta di approdare al Chievo Verona

“Inizialmente ero in procinto di partire per gli Usa ma in virtù della pandemia ho dovuto accantonare, al momento, questa possibilità; ho colto, pertanto, con grande entusiasmo e rinnovate ambizioni la possibilità di poter far parte di una squadra ambiziosa, motivata dall’idea di poter rimettermi in gioco nelle fila di un club di livello, partecipando ad un campionato competitivo come quello cadetto”.

L’andamento del torneo

“Abbiamo perso un po’ di punti ad inizio stagione perché la squadra aveva bisogno di tempo per trovare i giusti meccanismi; una volta trovata l’alchimia nel gruppo, i risultati oltre alle prestazioni, stanno iniziando a ripagare i nostri sacrifici”.

Obiettivi stagionali

“L’obiettivo minimo è la salvezza, considerato che il torneo presenta ben quattro insidiose retrocessioni; noi comunque faremo la nostra parte, dando il massimo di noi stesse per arrivare il più in alto possibile, mantenendo alta la concentrazione in ogni gara a prescindere dall’avversario incontrato; a livello personale punto a recuperare quanto prima dall’infortunio, cercando di migliorarmi giorno dopo giorno, ambendo a giocare ad alti livelli, lavorando sempre con i piedi per terra, libera ogni tanto di sognare”.

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