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Credit Foto - Pierangelo Gatto

Quest’anno grazie al suo nuovo club ha ritrovato il sorriso, spera di tornare con il Chievo Fortitudo in Serie A: intervista speciale a Sara Tardini.

Ciao Sara, una tua breve presentazione (anni, ruolo…)

Ho 23 anni. Per quanto riguarda il ruolo, sono partita a giocare facendo l’esterno destro, poi mi hanno spostato a sinistra, dopodiché ho iniziato a giocare mezzala e da qualche tempo provo a fare al meglio il centrale di centrocampo.

Quando hai iniziato a giocare a calcio? Quali sono le tue esperienze in carriera?

Ho iniziato all’età di 8 anni, giocavo nella Maritain, la squadra del mio quartiere, con i maschi. Ho giocato lì fino a 13 anni. 

Dopo sono passata al San Paolo, squadra femminile di Modena e facevamo la serie C. 

Due anni dopo è arrivata la Reggiana e tanti anni stupendi, che hanno trovato il loro culmine con il raggiungimento della promozione in serie A e della salvezza l’anno dopo, anche grazie all’ingresso del Sassuolo.

Ho deciso dopo tanti anni di provare un’esperienza fuori da quella che per me era diventata una seconda casa, andando al Valpolicella, ma non è stata una grande scelta, mi ha fatto crescere come persona ma se tornassi indietro non credo la rifarei, in quanto la mia idea di calcio, campo e spogliatoio è totalmente differente dalla loro.

Quest’anno è arrivata la Fortitudo e grazie alle mie compagne e all’ambiente che ho trovato mi è tornato il sorriso pensando al calcio. Sono davvero felice di aver scelto di continuare, e di averlo fatto col Mozzecane. 

A chi ti ispiri? Chi è il tuo idolo?

Il mio idolo è da sempre Alessandro Del Piero, sono cresciuta con lui e con i valori che mi trasmetteva giocando. Mi sono sempre piaciuti tanto anche Pirlo e Marchisio.

Finora qual è stato il tuo più bel momento da calciatrice?

Ne ho avuti tanti belli, ma dico la promozione in serie A con il Sassuolo, perché è un momento che racchiude un ciclo di tanti anni, pieno di momenti bellissimi e altrettanti di difficoltà personale e di squadra, condivisi quasi interamente con lo stesso gruppo in campo e fuori. È stato il coronamento di un sogno bellissimo.

Qual è per te l’attaccante più forte? Con chi ti piacerebbe giocare?

In ambito femminile ho avuto la fortuna di giocare per due anni con l’attaccante per me più forte: Stefania Tarenzi, che è anche una bellissima persona. In ambito maschile invece dico Dybala, mi piace un sacco già dai tempi in cui giocava a Palermo.

Che cosa sogni nel tuo futuro calcistico?

Non so cosa mi riserverà il mio futuro calcistico, ogni anno mi chiedo se sia o meno il caso di continuare, mi piacerebbe però continuare con la Fortitudo e provare a raggiungere un’altra promozione, a mio avviso abbiamo tutte le capacità per farlo.

In questo periodo di stop a causa del Coronavirus, come vi state allenando? Avete dei programmi individuali da seguire?

Il mister e il preparatore ci mandano programmi e esercizi, adattabili alle diverse esigenze e possibilità che ognuna di noi ha avuto in questo periodo.

Vuoi lanciare un messaggio a tutti i tifosi del Chievo Fortitudo ma anche del calcio femminile?

Saluto e ringrazio i tifosi del Chievo Fortitudo e speriamo di poter tornare presto a divertirci giocando a calcio.