25/06/2024

In esclusiva abbiamo avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con Carlo Sanchez, un grande allenatore che in questa stagione, ha avuto modo di allenare una bella realtà come il Pomigliano in serie A. 

Carlo, come ti sei trovato in questa tua avventura insieme alle ragazze del Pomigliano?

“Ho avuto un grande entusiasmo sin dall’inizio di questa mia avventura, perché provenendo da una realtà maschile, volevo capire la differenza che avrei trovato con un campionato in primis femminile e poi di alto profilo, come appunto la serie A.

E devo dire che il calcio è sempre calcio, certo con caratteristiche fisiche diverse e ritmi leggermente più blandi rispetto a quello maschile ma è comunque un livello molto buono. 

Ci sono delle giocatrici che tecnicamente dal punto di vista individuale non hanno nulla da rimpiangere ai calciatori maschi. 

Hanno delle qualità importanti a livello tecnico: per quanto mi riguarda con questo gruppo ho vissuto una delle esperienze più importanti.

I maschi tante volte sono più veniali in alcuni atteggiamenti, mentre nelle ragazze chi fa calcio lo va veramente con grande passione e ti da tutto. Con loro c’è un aspetto sentimentale, perché le ragazze ci mettono cuore, affetto, cose che negli uomini spesso non si ritrovano”

Che allenatore è Carlo Sanchez?

“Guarda ti dico la verità, io come allenatore sono sempre riuscito a rimanere distaccato sia dagli eventi che dai rapporti con le squadre che ho allenato; ma in questo caso, con le ragazze sono rimasto maggiormente coinvolto, alcune di loro vista l’età, potevano anche essere mie figlie e si è creato un feeling bellissimo”.

La differenza sostanziale che hai trovato all’interno di uno spogliatoio femminile.

“Con le ragazze devi essere vero, trasparente, non devi raccontare bugie, ma questo in realtà non è differente anche dalla realtà maschile: l’unica differenza è che le ragazze riescono a leggere meglio se quello che tu dici o che fai corrisponde a verità o bugia, loro sono molto più attente ai particolari…”

Il tuo rapporto con la società del Pomigliano, dall’esterno indipendentemente da come è finita abbiamo sempre visto un buon feeling.

“Assolutamente si te lo confermo. Li ringrazio perché mi hanno dato l’opportunità di vivere una bellissima esperienza e di questo gliene sarò sempre grato. L’unica cosa che mi rammarica è che loro sono una piccola cittadina, una piccola realtà in un contesto di grandissime squadre, di rango e spessore che hanno le prime squadre maschili in serie A. Loro rappresentano il sud Italia e questo secondo me deve far riflettere: non è prossimo che in tutto il sud Italia, isole comprese abbiamo solamente questa realtà che di deve confrontare con le squadre più blasonate. Spero che nel tempo verranno fuori molte più società in serie A, altrimenti diventerà sempre più difficile contrastare i poteri forti del campionato. Pomigliano fa grandi sacrifici, è una società particolare e non può essere paragonata a nessun’altra, che partecipa al massimo campionato di serie A però riesce nonostante tutto a far star bene le ragazze, non ci sono numerosi dirigenti ma quei pochi bastano e sono molto preparati”

Voglio tornare alle ragazze del Pomigliano, ti chiedo un tuo personale saluto. 

“Le ragazze che ho avuto il piacere di allenare sono state bravissime, grandi lavoratrici, nei loro sacrifici mi hanno dato sempre il mille per cento. Con i loro pregi e i loro difetti danno sempre il massimo per raggiungere l’obbiettivo salvezza. Mi auguro che tutti gli sforzi che fanno, serviranno per migliorarle sempre più… alcune di loro sono giovanissime e Pomigliano non deve rappresentare per loro un punto di arrivo ma un punto di partenza. Ci sono giocatrici che secondo me meriterebbero anche il grande salto in nazionale, ed è un peccato che non siano state interpellate o convocate anche per un raduno. Faccio ad esempio il nome di Ferrario che ritengo una ragazza di prima fascia.

A tutte loro che ho avuto l’onore e il piacere di allenare va il mio pensiero, le ringrazio per tutto quello che hanno fatto e auguro un ultimo mese, questo decisivo per la stagione molto importante perché se lo meritano sia loro e voglio aggiungere anche la società.

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