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Giuseppe Cesari, presidente del Brescia Calcio Femminile
Giuseppe Cesari, presidente del Brescia Calcio Femminile

Le lacrime amare delle giocatrici del Brescia femminile al termine della finale di Coppa Italia persa contro la Fiorentina, gli sguardi attoniti e persi nel vuoto dello staff tecnico, dei dirigenti, valevano più di mille parole. Più di quante se ne diranno nei prossimi giorni, settimane. Forse anche più di quanto ha detto lo stesso presidente Giuseppe Cesari, vero deus ex machina di questa storia fantastica durata 32 anni.

Sì, perché tutti sapevano che la strada era arrivata al capolinea. O meglio, che si doveva fare un passo indietro. O anche qualcuno in più. Perché la competitività (economica, e di conseguenza anche tecnica) delle società professionistiche non è sostenibile se si è da soli. E Giuseppe Cesari si è trovato da solo, e finché ha potuto si è aggrappato alla sua enorme forza di volontà, alla competenza dei suoi collaboratori, in primis del ds Cristian Peri. Per costruire qualcosa che nessuno avrebbe mai immaginato potesse essere possibile.

In un’intervista a “calciobresciano.it” Giuseppe Cesari ha confermato che non iscriverà il Brescia femminile alla prossima Serie A: “A meno di sorprese dell’ultimo minuto non ci iscriveremo. Andremo avanti con il settore giovanile, mentre con la Prima squadra ripartiremo dalla C o dalla D. Mi fermo per buonsenso, perchè non posso più sostenere investimenti di questo tipo senza il sostegno di altri imprenditori o nuovi sponsor di rilievo. Forse ripartendo dal basso riusciremo a coinvolgere nuovi finanziatori per tornare grandi tutti insieme con un bel progetto comune”.

Già, quell’aiuto richiesto già da anni e che non è mai arrivato. Né dai privati, tantomeno dalle istituzioni: ““Ad acquirenti bresciani regalerei la società, a patto che le garantiscano continuità. Ho proposto questa opzione anche a Cellino – presidente del Brescia maschile, ndr – , ma ha altri progetti e mi ha risposto ‘No grazie'”. Le parole più dure le riserva al Comune: “Del Bono in cinque anni ha parlato molto ma non ha mai fatto nulla di concreto per noi, nemmeno quando c’era stata la problematica relativa allo stadio per la Champions League dopo la querelle con Cellino. Ho solo speso soldi per progetti di centri sportivi che non sono andati a buon fine, affrontando situazioni ai limiti dell’assurdo. Ho incontrato il Sindaco un mese e mezzo fa e per l’ennesima volta gli ho fatto presente che senza un sostegno concreto da parte di altri imprenditori o sponsor non mi sarei potuto iscrivere al prossimo campionato di Serie A, ripartendo da zero. Gliel’ho ricordato con massima chiarezza, spingendo per la costituzione di un tavolo in cui trovare possibili sinergie. In futuro non potrà certamente dire di non essere stato messo al corrente. Tante società sportive bresciane sono sostenute da aziende municipalizzate, a noi nessun aiuto. Ne prendo atto”.

Per quanto riguarda il titolo sportivo, dalle informazioni raccolte, sappiamo che Inter e Milan si sono fatte avanti per rilevarlo, con i rossoneri molto più avanti nella trattiva. Sembra che alla fine saranno loro a spuntarla, ma ne sapremo di più nei prossimi giorni, quando verranno prese decisioni ufficiali in merito.