SHARE

Calcettista laterale ambidestra dotata di una buona visione di gioco, esalta le sue caratteristiche nello scontro uno conto uno, puntando dritto a saltare l’avversario per poi cercare la conclusione in porta.

Cresciuta calcisticamente nelle Marche dove ha posto le basi della sua carriera, ha valorizzato il proprio talento una volta approdata in terra laziale, trovando la sua giusta dimensione.

Alla scoperta di Eleonora Piersimoni, classe 1997, nativa di Amandola, autrice di otto reti in stagione, valore aggiunto del Best Sport calcio a cinque, squadra laziale di futsal militante nel campionato di serie A 2, quinta classificata nel girone C.

 

Ciao Eleonora, per iniziare una breve descrizione della tua carriera

Sono nata con il pallone tra i piedi, già all’età di 6 anni ero iscritta allo Sporting Sarnano, società di un piccolo comune dell’entroterra marchigiano, in provincia di Macerata; ho giocato con i maschietti fino ai 13 anni, poi a seguire due stagioni con la Vis Concordia Morrovalle, poi mi sono trasferita a Roma militando nella PMB Futsal, nella Villa Aurealia Juvenia e una breve parentesi nella S.S. Lazio Calcio a cinque prima di approdare nel Dicembre 2018 nelle fila della Best Calcio a 5.

Il tuo esordio nella massima serie

E’ stato un segno del destino debuttare a Febbraio 2015 a Roma in serie A nella gara PMB Futsal-Vis Concordia Morrovalle, affrontando in trasferta la squadra dove poi, due anni dopo, sarei stata trasferita, in un graduale ma entusiasmante passaggio verso il calcio di alto livello; nel primo anno, provenendo da un’altra realtà ci ho messo del tempo per ambientarmi e prendere fiducia ma sono riuscita a farmi valere alla lunga; restando tutto il girone di andata in panchina ho tratto tesoro di quello che vedevo, guadagnandomi il posto da titolare e le successive conferme nel girone di ritorno dove sono riuscita a prendere consapevolezza dei miei mezzi, conquistando la fiducia del mister, arrivando a segnare anche diverse reti in stagione.

 

Il ricordo più bello della tua carriera

Non ho una partita in particolare da rievocare ma direi che l’intera stagione trascorsa nel secondo anno a Morrovalle con il Maracanà del futsal mi ha consentito di esprimermi al meglio, giocando sempre da titolare, realizzando ben tredici reti.

Il tuo derby

In questa stagione direi senza dubbio la gara contro la Coppa d’oro, un avversario insidioso che fa spesso uso dei social, pubblicando foto come sfottò in caso di vittoria; non potendo sfidarli nella gara del ritorno per via di una squalifica mi ha fatto rosicare molto.

La tua breve esperienza con la Lazio

Tra Luglio e Dicembre 2018 ho vissuto una breve parentesi in serie A con la Lazio ma la gioia del ritorno alla massima serie si è sin da subito tramutata in delusione per via di un infortunio, una distorsione alla caviglia, subita appena dodici giorno dopo l’inizio della preparazione, evento traumatico che ha vanificato il mio approdo in maglia biancoceleste; un grande rammarico aver perso questa possibilità, considerato che non mi ero mai infortunata fino ad allora ma l’opportunità di giocare per il Best sport ha attenuato questo dolore, rinfrancandomi.

La stagione con la maglia del Best sport calcio a cinque

Eravamo partite con l’obiettivo di piazzarci tra le prime posizioni, consapevoli di avere allestito una squadra competitiva, rinforzata con giocatrici di esperienza; rispetto alle aspettative di inizio stagione, il percorso che si è presentato non è stato però così lineare, costringendoci a ridimensionare i programmi, conseguendo comunque un dignitoso quinto posto che ci avrebbe garantito la disputa dei playoff in quest’annata che definirei di rodaggio.

A chi devi dire grazie per la tua carriera ?

Tutti gli allenatori che ho avuto modo di conoscere nella mia carriera sono stati importanti e determinanti nella mia crescita ma meritano una doverosa citazione tre nomi su tutti; parto con il ringraziare Cristian Rapacci, il mio primo mister in assoluto che mi ha scoperto e insegnato le basi nei primi passi quando giocavo nel mio piccolo paesino delle Marche; il secondo nome è Giuliano Tiberi, maestro nell’insegnamento della tattica e nel livello di gioco, il terzo è Paolo De Lucia, il miglior stratega della panchina che abbia mai conosciuto.

Prospettive per il futuro

Ho dato la mia disponibilità per restare un altro anno e direi che non ci sarebbe scelta migliore da fare, restando in un ambiente dove ho trovato la mia giusta dimensione come atleta e persona, potendomi esprimere con continuità come calcettista, proseguendo senza particolari complicazioni il mio percorso di studi presso la facoltà di Ingegneria.