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Terzino sinistro con spiccate propensioni offensive, ha iniziato la sua carriera sportiva nelle giovanili dell’Atalanta, squadra con cui ha conquistato due scudetti Primavera di fila. Consacrata a Brescia con cui ha vinto scudetto e Coppa Italia ha realizzato il suo grande sogno di frequentare i College Usa partecipando ad un master in Florida che le ha dato la possibilità di poter conciliare studio e lavoro con ottimi risultati.

Scheda di approfondimento di Valentina Pedretti, classe 1993, pedina di esperienza e qualità in forza alla Riozzese, squadra di Cerro al Lambro in lotta con il Vittorio Veneto per la vittoria del girone B della serie C, decisamente un lusso per la categoria.

Ciao Valentina, un breve excursus della tua carriera sportiva

Sono cresciuta nelle giovanili nell’Atalanta per poi esordire nella prima squadra bergamasca, in seguito sono stata a Brescia per tre anni dove ho vinto Coppa Italia e scudetto; a seguire per motivi di studio mi sono avvicinata a Milano andando a giocare a Lugano nella massima serie Svizzera per due anni, dopo sono stata un anno e mezzo in Usa, in Florida dove ho conciliato studio e lavoro, prima di ritornare in Italia dapprima nelle fila del Milan Ladies e da questa stagione alla Riozzese.

Cosa ti ha convinto ad accettare il trasferimento alla Riozzese ?

La possibilità si è concretizzata grazie all’interessamento del nostro direttore sportivo Germano Sessa, ex ds del Milan Ladies, il quale mi aveva riportato in Italia facendomi allenatore con la società milanese da febbraio ad aprile dello scorso anno convincendomi poi al trasferimento con la società rosanero.

Vi giocate la vittoria nel girone con il Vittorio Veneto

Siamo imbattute sul campo, in teoria potremmo essere prime, a parte il Vittorio Veneto che resta la nostra diretta concorrente per la vittoria finale tutte le squadre possono essere insidiose, il girone è impegnativo, occorre sempre dare il massimo in ogni gara in quanto ogni partita puo’ presentare delle difficoltà.

Il tuo ruolo in campo

Sono un esterno di difesa, gioco da terzino sinistro, ho più propensione ad attaccare che difendere, il mio idolo è Marcelo, il piu’ forte al mondo in quel ruolo.

Il ricordo più piacevole della tua carriera sportiva

Il momento più emozionante della mia carriera è stato sicuramente vincere lo scudetto a Brescia ma ho piacevolissimi ricordi anche dei due campionati primavera di fila vinti con l’Atalanta oltre che l’esperienza fantastica negli Usa.

Il college negli Usa

Nella vita ho sempre dato priorità al lavoro rispetto al calcio, ho dovuto fare delle scelte per inevitabili esigenze economiche; l’esperienza del master frequentato negli Usa mi ha permesso di acquisire importanti conoscenze e di perfezionare la lingua inglese consentendomi di realizzare il mio piu’ grande sogno, unendo calcio e lavoro allo stesso tempo.

Il calcio femminile in Italia

l’Italia è ancora indietro rispetto agli altri paesi per un retaggio culturale, ancora oggi giocare a pallone per una bambina è visto con diffidenza e pregiudizio; lentamente qualcosa nel movimento sta cambiando ma ci vorranno diversi anni affinchè le cose possano realmente cambiare a livello di organizzazione, strutture ed interesse, saranno le prossime generazioni a raccogliere i frutti di questo cambiamento.