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Calcettista di origini daune, ha iniziato la sua carriera nel Tre Torri Calcio, a seguire ha militato nell’ASD Torremaggiore calcio (sia a cinque che undici), nel Bacigalupo Riovivo di Termoli prima di ritornare in terra capitanata rivestendo la casacca della Fovea a Foggia; l’anno successivo ha maturato esperienza nella Foveadonia a Manfredonia, in seguito nell’ASD Manfredonia 2000 prima di approdare nell’ultima stagione in maglia giallorossa.

Cresciuta come laterale destro, ha trovato la giusta collazione nel ruolo di centrale difensivo, posizione più consona alle sue caratteristiche tecniche e caratteriali.

Vetrina della giornata per Annarita Morrone, classe 1995, calcettista impegnata nell’ultima stagione nell’Asd Gioventù Calcio San Severo nonché infermiera al pronto soccorso di San Severo, impegnata, in prima linea nella lotta al Covid 19.

Ciao Annarita, come è nata la tua passione per il calcio ?

La mia passione per il calcio nasce, come credo per la maggior parte dei ragazzini e delle ragazzine, in un piccolo cortile di casa dove trascorrevo i miei pomeriggi rincorrendo ciò che mi faceva divertire e mi portava spensieratezza, ovvero il pallone. All’età di 11 anni, dopo aver provato già in precedenza altri sport avevo il desiderio di unirmi ad una vera e propria squadra di calcio, però purtroppo la realtà dei piccoli paesini non mi permetteva di realizzare questo mio desiderio (vivo in un paese come Torremaggiore che nel 2009 non era ancora fornito di una squadra femminile). Convinsi mio padre ad accompagnarmi al campo sportivo, lì quel giorno stavano facendo allenamento gli esordienti della squadra maschile e il mister dei ragazzi, sorpreso dalla mia voglia di mettermi in campo decise che potevo unirmi a loro non solo durante gli allenamenti ma anche nelle vere e proprie partite del campionato che avrebbero disputato. E così la mia vera e prima partita ufficiale la giocai in una squadra maschile. Qualche mese dopo nacque la squadra femminile a Torremaggiore e decisi pertanto di terminare l’anno calcistico sia con i ragazzi che con le ragazze, fu davvero faticoso ma ne valse sicuramente la pena.

Una breve panoramica della tua carriera agonistica

Ho iniziato la mia carriera agonistica nel 2009 nel Tre Torri Calcio, a seguire ho militato nell’ASD Torremaggiore calcio (un’altra società creatasi nel mio paese) dove insieme alle mie amiche di squadra disputavamo dei campionati provinciali di calcio a 5. Dopo un paio d’anni, l’ASD Torremaggiore Calcio mi propose di affrontare con loro la prima esperienza calcistica in un campo a 11; inizialmente ero un po’ spaventata perchè non avevo mai giocato in un campo così grande e non sapevo nemmeno come muovermi, ma alla fine accettai e ne rimasi soddisfatta perché fu l’esperienza calcistica più bella che io abbia mai vissuto in vita mia (quell’anno siamo riuscite a vincere il campionato ottenendo la promozione in serie B). L’anno seguente giocai a calcio ad 11 nella Bacigalupo Riovivo di Termoli; dopo questi 2 anni, per riavvicinarmi a casa decisi di ritornare a giocare nei campi di calcio a 5, militando nella Fovea a Foggia, l’anno successivo nella Foveadonia a Manfredonia e infine nell’ASD Manfredonia 2000, dove ho avuto modo di partecipare anche al Torneo delle Regioni (anche questa un’esperienza la porto nel cuore per i risultati ottenuti, essendo riusciti a qualificarci per la Serie A2). Quest’ultimo anno, invece, anche se non sono riuscita a terminarlo per motivi personali ho giocato nell’ASD Gioventù Calcio a San Severo.

Il ricordo piu’ bello vissuto finora sui campi di gioco

Il mio ricordo più bello a livello calcistico rimarrà sempre l’anno in cui con l’ASD Torremaggiore Calcio siamo riusciti a vincere il campionato di Serie C ad 11 salendo in Serie B. Oltre alla soddisfazione personale e ad un bellissimo gruppo creatosi, è stato un anno pieno di nuove esperienze, amicizie, emozioni, nuovi insegnamenti e per questo sarò sempre grata ai miei tre mister Romano Palatella, Pietro Di Battista e Alessandro Sciarappa. Penso che tante volte la forza che può venir fuori da un bel gruppo solido, vada al di là delle capacità tecniche che indubbiamente sono molto importanti per raggiungere dei risultati.

Un giudizio sulla stagione altalenante a San Severo

La stagione a San Severo l’ho vissuta poco per impegni lavorativi che spesso non mi permettevano di essere presente in maniera assidua, però nonostante tutto è stata una bella esperienza, ho trovato delle persone molto disponibili e delle bravissime ragazze. Penso che ci sia ancora molto da lavorare per raggiungere degli ottimi risultati all’interno del campionato regionale, però devo dire che come primo anno sia andata abbastanza bene. Ci sono delle ragazze giovanissime, soprattutto quelle che quest’anno hanno disputato il provinciale allenate da Ilaria Maratea, una persona davvero in gamba; sono sicura che la loro crescita calcistica può fare tanto bene alla prima squadra di Mister Mariella.

Cosa rappresenta per te indossare i colori giallorossi della tua città ?

Diciamo che non è proprio la mia città dato che io sono di Torremaggiore, però tornare a giocare a 7 Km da casa dopo anni che facevo chilometri e chilometri per allenarmi e disputare i campionati, è stata una bella sensazione, aggiunta alla considerazione che mi fa tanto piacere che qualcuno nella provincia di Foggia si sia mosso per creare una squadra del foggiano, visto che erano anni, ormai, che nessuno lo faceva.

Il senso della tua vita

Il mio lavoro da infermiera al pronto soccorso di San Severo si accomuna al calcio per un aspetto fondamentale, la passione. Qualcuno diceva “Fai ciò che ti piace fare e non lavorerai un solo giorno della tua vita”, effettivamente non si può dargli torto, considerate tutte le esperienze lavorative che ho affrontato, una volta conseguita la laurea, dove ho cercato sempre di dare il massimo e di metterci il cuore soprattutto; in questo periodo, nonostante la situazione sia tanto difficile, io penso che bisogna avere tanta forza e tanta pazienza. Svolgo il mio lavoro pensando a chi è meno fortunato di me (non solo in questa situazione, ma in generale) e non può godersi le tante cose belle che ti riserva la vita, motivo per cui, se nel mio piccolo posso fare qualcosa per tranquillizzare o anche solo strappare un sorriso ad una persona che sta passando un periodo terribile della propria esistenza, sono disposta a farlo con tutte le mie forze, mettendo in gioco anche la mia vita. Non siamo eroi, siamo persone che si sentono appagate facendo del bene a chi ha tanto bisogno di riceverne, bisogna essere forti, presto o tardi andrà tutto bene.