25/09/2022

Asd femminile Riccione, Alfredo Pitonzo : “Stiamo percorrendo una strada che ci porterà i frutti in futuro”

Analisi del fiorente settore giovanile della società romagnola affidata ad Alfredo Pitonzo, dirigente responsabile dell’aspetto organizzativo e gestionale.

Partiamo da una panoramica del settore giovanile del Riccione. Come è strutturato e quante squadre avete

“Il nostro settore giovanile è riconosciuto da 3 anni come scuola calcio èlite, un percorso promosso dalla federazione che obbliga chi vi partecipa ad avere uno standard di qualità molto elevato sia per quanto riguarda gli istruttori, tutti patentati, sia per quanto riguarda gli incontri di informazione destinati ai nostri tesserati che dobbiamo organizzare ogni anno. A tal proposito quest’anno aderiremo al progetto “tutela dei minori” sempre promosso dalla federazione ed un progetto “prevenzione disturbi alimentari” seguito da una nutrizionista che ha lo scopo di prevenire tutte le alterazioni alimentari che può incontrare una giovane atleta. Entrambi i progetti, non obbligatori,  li ho voluti fortemente per dare un servizio in più alle nostre iscritte. Il nostro settore giovanile è strutturato in modo tale da accontentare tutte le fasce di età, andiamo dai piccoli amici, primi calci, pulcini (under 10), esordienti (under 12), giovanissime (under15), allieve (under 17) e da quest’anno abbiamo anche la juniores (under 19) che sostituisce l’eccellenza, anche questa è stata una scelta ponderata che dà la possibilità alle ragazze che escono dall’under 17 di confrontarsi in un campionato regionale e proseguire così il loro percorso di crescita mentre prima, con l’eccellenza, disputavano un campionato fuori classifica e con l’andar del tempo perdevano stimoli e motivazioni. Siamo al primo anno e non nascondo la difficoltà nel costruire una squadra da zero ma è una strada che abbiamo dovuto e voluto percorrere e che ci porterà i frutti in futuro.”

Tante le bimbe nel vostro settore giovanile, qual è il segreto del vostro successo?

“Non c’è nessun segreto… c’è tanta passione e voglia di fare. Lo ripeto all’infinito: quando una società mette come obiettivo primario la crescita personale di ogni singola ragazza il risultato non può che essere positivo poi quando si lavora in questo modo le persone che si avvicinano a questo mondo riconoscono il lavoro positivo che stai facendo. Le faccio un esempio: lo scorso anno siamo diventati campioni regionali con l’under 17 per le ragazze e per lo staff è stata una grande soddisfazione, per la società la soddisfazione maggiore, oltre il risultato, è stata la crescita che hanno avuto tutte le ragazze grazie all’impegno e al lavoro quotidiano dei mister.”

Il successo non è solo nei numeri ma anche nella qualità visto che negli ultimi anni ben 2 ragazze cresciute nel Riccione sono approdate alla Juventus 

“Sinceramente la qualità ce la devono mettere loro, noi non possiamo fare altro che accompagnare la crescita della ragazza sia dal punto qualitativo che dal punto di vista mentale. Ci sono tante componenti che trasformano la ragazza da una buona calciatrice ad una che “può arrivare” dobbiamo sempre stare attenti che le varie caratteristiche crescano in modo omogeneo. Siamo molto contenti e orgogliosi che Nicole Arcangeli prima ed Emma Mustafic poi abbiano raggiunto questo risultato. Quando una ragazza ha finito il proprio percorso formativo in una piccola società come la nostra è giusto che vada a proseguire la sua crescita in altre società ben più strutturate. Dobbiamo sempre capire quando per una ragazza è arrivato il momento di provare a fare lo step successivo… dobbiamo incitarla, sostenerla e creare le condizioni perchè questo avvenga. Ci auguriamo che prossimamente altre ragazze del Riccione possano intraprendere questa strada.”

Quali sono nello specifico i tuoi compiti e quelli di Filippo Migani, responsabile tecnico del settore giovanile?

“Io e Filippo, con la supervisione di Arianna Fabbri, lavoriamo in simbiosi, io mi occupo dell’aspetto organizzativo e gestionale e Filippo dell’aspetto tecnico. Il compito di Filippo è alla base del successo del settore giovanile, nel suo ruolo di coordinatore deve garantire che ogni ragazza abbia una crescita personalizzata in base alle sue attitudini e qualità nell’ambito di un percorso che dia a tutte le stesse opportunità.”

Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro del vostro settore giovanile? Quali iniziative sono in cantiere?

“Il nostro settore giovanile in futuro deve strutturarsi in modo tale da essere il punto di riferimento per le giovani che vogliono fare calcio nel nostro territorio. Ci stimo organizzando in modo tale da essere sempre più vicini, anche geograficamente, alle famiglie che hanno una bambina che vuole iniziare calcio, abbiamo una collaborazione in essere con il Cattolica e con il Miramare per l’attività di base e non escludo che a breve ci sia qualcosa anche su Rimini. Il principio è quello di avvicinarci alle famiglie e allargare la base di chi si approccia al calcio.”

Cosa pensi del calcio femminile giovanile italiano e cosa si potrebbe fare per aumentare il numero delle tesserate?

“Il calcio femminile in Italia vale circa il 30%, in numero di tesserate, rispetto gli altri grandi paesi europei. Siamo molto in dietro e per colmare il gap che ci divide dagli altri paesi dobbiamo fare molto di più. Attualmente ci sono stati pochi interventi per stimolare la crescita del calcio femminile e quelle poche cose che sono state fatte probabilmente non hanno sortito l’effetto voluto penso all’obbligo delle società professionistiche maschili ad avere il settore giovanile femminile pena una multa… praticamente stanno obbligando delle società (private) ad avere al loro interno un qualcosa a cui non credono… risorse buttate al vento. Si potrebbe invece, con lo stesso principio, sostenere chi fa puro settore femminile e ci crede fortemente. Oggi come oggi una ragazza che fa calcio, magari vicino a casa, in una società puramente maschile rappresenta quasi un peso per la società, per ovvi motivi organizzativi come spogliatoio dedicato ecc., e non una risorsa, con l’aiuto dei comuni che hanno in gestione i campi si potrebbero trovare delle ore dedicate solo al settore femminile… magari così facendo si invogliano le piccole società ad investire sul settore femminile. Un’ultima cosa che mi viene in mente è intervenire sulle scuole. Una volta quando a scuola si giocava a calcio le ragazze si mettevano da parte e i maschietti facevano la partita oggi non è più così… quando gli istruttori fanno qualcosa con la palla le ragazze partecipano attivamente, basterebbe sfruttare questa voglia che comunque hanno di confrontarsi.”

Quali sono gli istruttori e i tecnici che quest’anno lavoreranno nel vostro settore giovanile? (Nomi di tutti e relative categorie

“Partiamo dall’attività di base della quale si occupano Ivan Tonelli e Marco Vanni coordinati da Filippo Migani che si occuperà anche dell’under 10, Federica Cesari coadiuvata da collaboratori avrà, come lo scorso anno l’under 12. Il mister dell’under 15 sarà Katia Cerea che lo scorso anno ha allenato l’under 17 del San Marino Accademy. Riconfermatissimi nell’under 17 Federico Casadei ed altri professionisti del settore, ai quali si aggiunge Sarah Sommella, la quale avrà il ruolo di team manager. Andrea Parlani, già allenatore della primavera del Ravenna woman, si occuperà nel difficile lavoro di costruire la Juniores (under 19). Un ultima cosa a cui stiamo lavorando è quella di inserire in ogni categoria una figura femminile che accompagni la squadra nel suo percorso come è avvenuto per  Sarah Sommella ex Calciatrice del Riccione, spero che altre ragazze si cimentino in questo ruolo, nonché stiamo pensando di inserire anche tecnici che si occupino della tecnica individuale”.

Asd femminile Riccione, ufficio stampa

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