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Dopo un anno lontano dai campi di gioco, il mister Genovese si ripresenta carico e determinato ai nastri di partenza della nuova stagione, ulteriormente arricchito da nuove formazioni svolte all’estero, pronto per affrontare un’altra sfida in un’auspicata panchina, quanto di meglio sa fare nella vita, alla luce di un curriculum che non ha certo bisogno di presentazioni.

Salve Mister Genovese, dopo un anno sabbatico, si aspetta di ritornare nel giro del calcio femminile? Da che categoria vorrebbe ripartire?

“Sicuramente mi aspetto di tornare nel giro del calcio femminile.
La categoria è relativa se c’è un progetto serio, persone competenti e società serie.
Sicuramente credo di meritarmi una Serie A o una B, trovassi un progetto ed ambiente serio come quello della Res Women non avrei però problemi a partire da una Serie C.”

Alquanto singolare la sua storia. Dopo tanti anni di gavetta dove ha sempre centrato gli obiettivi stagionali prefissati, le è stata negata la possibilità di disputare la serie A conquistata sul campo, interrompendone l’ascesa nel momento migliore. La meritocrazia e il romanticismo che caratterizzava il calcio femminile sono stati soppiantati dall’avvento del business filo maschile?

“Mancano due piccole cose nella domanda…”centrato gli obiettivi con largo anticipo” e per chi è un po’ scaramantico…”porto fortuna” (ride, ndr)…
Sarà una coincidenza (anche se io non credo siano solo concomitanze) ma oltre raggiungere in anticipo gli obiettivi prefissati, seppur in categoria diversa, la società vince gli Scudetti.
Nelle due Stagioni in A (2014/2015-2015/2016) in cui collaboravo con Mister Melillo nell’allora Res Roma la società vinse due dei tre Scudetti categoria Primavera e la stagione di Empoli oltre la Promozione in Serie A…la categoria U16 maschile empolese vinse il titolo di Campione d’Italia.
Forse il Milan che negli ultimi due anni è arrivato terzo…dovrebbe inserirmi nel loro Staff Tecnico come Collaboratore Tecnico (ride, ndr)…
La meritocrazia, in Italia, purtroppo non esiste o… è cosa assai rara..nel calcio.
Romanticismo e passione non sono soppiantati dall’avvento del business filo maschile ma agiscono in modo differente”.

Il suo intuito nello scovare talenti ha spesso fatto la fortuna delle società che le hanno dato fiducia (vedi Giacinti, Spinelli che lei aveva scoperto dieci stagioni fa). In attesa di ritrovare la panchina, continua a dispensare consigli agli addetti ai lavori o si riserva di farlo alla sua prossima squadra?

“Giacinti e Spinelli come ha ricordato, le notai dieci stagioni fa ma…per loro non è servito sponsorizzarle in quanto solo chi non segue il calcio femminile non ne avrebbe riconosciuto il valore.
Pilato venne convocata per uno stage in Nazionale e tante altre ..ne sono lieto…se lo meritano.
Ad una squadra qualche suggerimento l’ho dato ma ho deciso di non farne più né a lei ne ad altri per non “bruciarmi” eventuali rinforzi in una eventuale nuova squadra.
Continuerò a suggerire solo in due posti dove collaboro: OSA Seattle del Presidente Pezzano e College Life Italia”.

Come mai il suo nome è più appetito all’estero che in Italia, in questo momento?

“Come risposto nella seconda domanda…in Italia non c’è più meritocrazia… all’estero, per fortuna sì.
All’estero apprezzano il mio curriculum, il fatto che abbia deciso di studiare nuove culture e metodologie per migliorarmi e dare il meglio alle ragazze… oltre ad essere Allenatore Professionista UEFA A sono anche diplomato con il patentino di “Grassroots Coaching License” presso l’U.S. Soccer Federation americana ed ho conseguito con la Football Association inglese il diploma di “The FA Level 1 Introduction to Talent Identification”; sono diventato inoltre ufficialmente anche Osservatore calcistico e prossimo Match-Analyst oltre ad aver maturato esperienze all’estero appositamente per studiare.
Ricordo ancora piacevolmente a Londra, l’amico e collega Moreno Longo compagno di studio della lingua inglese..lui per aggiornarsi osservava il calcio inglese maschile ed io per gli stessi motivi le squadre femminili…lui ha trovato il Torino maschile in Serie A…spero di trovare qualcosa di valido anch’io.
Oltre questo, a gennaio ho studiato quattro giorni presso il Real Madrid…. a Madrid presso la loro Ciudad a studiarne metodologie e filosofia.
All’estero ciò è apprezzato… perché in Italia no?
Qualora non trovassi squadra entro le prossime due settimane…beh dirò addio al calcio femminile italiano e guarderò solo all’estero. Perché? Non amo essere una ruota di scorta o sesta o settima scelta…se vengo riempito di tanti elogi…dalle parole che si passi ai fatti.
Perché sette anni fa venni contattato da una squadra francese?
Un mese fa ho dovuto rinunciare ad una squadra londinese poiché era in serie C ed il rimborso troppo esiguo per giustificare un trasferimento..io metto la passione davanti a tutto ma trasferirmi a Londra quasi gratis è impossibile da fare salvo uno sia benestante di suo e non necessiti di un salario per vivere.
In Italia, prima di Empoli ho lavorato gratis a Napoli e Trani ma Londra è tanto splendida quanto cara.
Le squadre italiane che tanto elogiano…mi contattino se veramente mi vogliono”.

Infine, un pensiero su Alex Zanardi, un grande atleta che sta lottando contro la morte, un esempio di coraggio come te nel mondo dei disabili


“È un onore essere paragonato ad un Campione come Alex che tanto ha vinto e fatto.
Zanardi è un esempio per atleti disabili e non su come non ci si debba mai arrendere e mi trova perfettamente d’accordo con le sue idee.
Forza Alex, non mollare…per chi ti Ama…per la tua famiglia e per tanti disabili che non sanno come affrontare la vita..Ti aspettano…Ti aspettiamo…Ti aspetto”.