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A tu per tu con Alice Pignagnoli, estremo difensore di elevate competenze professionali e calcistiche, globetrotter del calcio femminile italiano.

Ciao Alice, in gravidanza è arrivata la lieta notizia del rinnovo con il Cesena

“Sono molto contenta del rinnovo contrattuale con il Cesena, nonostante sia in dolce attesa all’ottavo mese di gravidanza; ci tengo a precisare che non è stata una scelta improvvisata da parte della società ma il rispetto di un accordo preso, allorquando avevo scoperto di essere incinta; in quella circostanza in comune intesa con la dirigenza bianconera avevamo deciso la risoluzione consensuale del contratto, promettendoci che si sarebbe trattato solo di una interruzione e non di una fine del rapporto di collaborazione; in tutti questi mesi di gravidanza la società pur non pagandomi lo stipendio ha comunque provveduto al rimborso delle spese affrontate per farmi stare vicino alla squadra pur non potendo scendere in campo; il dilagare della pandemia mi ha fatto temere che gli accordi presi potessero saltare per il venir meno di liquidità economiche ed invece il mantenere la parola data mi ha reso una donna e un’atleta felice”. 

Quando pensi di ritornare in campo ?

“Sono in stretto contatto con la mia collega ed amica Simona Sodini che mi dà sempre utili consigli, infondendomi coraggio, avendo già affrontato e superato brillantemente questo percorso; affrontare questa nuova dimensione nelle prime settimane è stato traumatico ma in seguito si spera di ricevere quella forza necessaria che ti spinge ad andare oltre i tuoi limiti, facendo leva su una forza mentale rinvigorita dall’atteso evento; stilando un personale tabellino di marcia conto di tornare disponibile in campo per Ottobre”.

La salvezza con il Cesena

“Il verdetto sembrava scontato ma abbiamo vissuto momenti di panico in alcuni momenti, temendo che il nostro duro lavoro potesse essere vanificato da particolari interpretazioni del regolamento; la permanenza in categoria è un traguardo meritato, considerando che siamo stati salvi per molto tempo, scivolando ultimamente nella zona play out ma con cinque gare su otto da giocare in casa non disputate”.

Giusto non proseguire il campionato di serie A ?

“I pareri erano divisi, giocare poteva rappresentare un bel segnale per tutto il movimento ma non sarebbe servito mostrare un pacchetto dorato se poi nella scatola non ci fosse stato nulla di concreto, avremmo sbandierato una finta parità con i colleghi maschi; evidentemente è stato giusto non giocare, considerato che non ci fossero le condizioni per scendere in campo; alquanto singolare comunque è stato il non assegnare lo scudetto alla Juventus visto che tutti gli altri verdetti sono stati attribuiti d’ufficio con il criterio dell’algoritmo; siamo al corrente che il movimento femminile non fa circolare gli stessi soldi del maschile ma perlomeno si sta lottando affinchè vengano concesse condizioni minime di dignità ai noi atlete”.