SHARE

Analisi dell’attuale momento del calcio femminile in Italia, alla luce dei mondiali disputati in Francia nonché approfondimenti sulla carriera e prospettive future affidate ad Alice Greppi, classe 1994, elegante difensore centrale che ha nella capacità di rubar palla alle avversarie oltre che nell’impostazione di gioco il suo pezzo pregiato.

Ciao Alice, sono appena terminati i mondiali e l’impatto del calcio femminile verso l’italiano medio è andato oltre ogni aspettativa. Come hai vissuto questo periodo?

Ho notato con molta sorpresa quante persone abbiano iniziato a seguire le partite del mondiale, iniziando con interesse a parlarne, come se si stesse disquisendo di un mondiale di calcio maschile, del resto stiamo parlando sempre di calcio. Il calcio femminile è sempre esistito, speriamo che la visibilità ottenuta con l’ottimo piazzamento della nostra nazionale, e con la trasmissione di partite su canali importanti e nazionali della Rai possa essere il giusto trampolino di lancio per tutto il movimento.

Accanto ad un boom mediatico clamoroso, il calcio femminile vive anche le dolorose situazioni di Chievo e Atalanta. Sono più le rose o le spine in questo momento storico? Quale credi sia il futuro del movimento?

È sempre un dispiacere quando una squadra chiude i battenti, a maggior ragione se si tratta di Club che hanno fatto parte della massima serie da varie stagioni. Diventa difficile competere e sostenere i costi quando sei chiamato a confrontarti con realtà di società maschili che hanno deciso di investire in modo importante nel movimento femminile. È fondamentale proseguire su questo filone, perché il far parte di una società maschile dà garanzie diverse, e prospettive maggiori anche in un’ottica di futuro professionismo, motivo per cui sarebbe importante un ingresso totale nel calcio femminile di tutti i club maschili, almeno di serie A e serie B, per poter permettere la sopravvivenza anche di quelle realtà che oggi camminano ancora con le loro gambe tra varie difficoltà economiche.

Parliamo di te… lo scorso anno avete sfiorato la A riportando l’entusiasmo attorno alla tua squadra. Punti di forza acquisiti lo scorso e limiti da migliorare

La stagione scorsa a Ravenna è terminata esattamente come è iniziata, sull’onda dell’entusiasmo e con tanta fame. Ho avuto la fortuna di rapportarmi con compagne di squadra, staff e società, che oltre ad essere molto professionali, son stati prima di tutto delle gran persone. Il rammarico, se così si può chiamare è aver perso dei punti per strada durante il campionato che potevano essere fondamentali per un traguardo ancora più grande.

I ricordi più piacevoli ed i più tristi della tua carriera sportiva

Il ricordo meno felice che ho è il fallimento di un’altra società per me molto importante nella quale ho giocato parecchi anni fa, l’Alba Femminile, fallimento avvenuto senza preavviso e dopo un campionato da protagoniste.
Il ricordo più felice non esiste, perché sono veramente troppi per poterne scegliere uno solo, di sicuro il momento più ricco di soddisfazioni è stato l’anno della promozione a Cuneo in serie A, esattamente un anno dopo la scomparsa dell’ASD Alba Femminile, giusto per dimenticare in fretta la delusione della stagione precedente.

Se non avessi giocato a calcio, come avresti potuto impiegare il tuo tempo libero ?

Se non avessi giocato a calcio, avrei praticato comunque altre discipline, ne son certa. Fare sport fa la differenza in molti ambiti della vita, ti educa, ti insegna a rapportarti con le persone, ad essere una persona propositiva, a vedere sempre il lato positivo delle situazioni anche in momenti di difficoltà. Non so quale altro sport avrei potuto praticare, non mi son mai posta la domanda perché ho avuto la fortuna di scoprire fin da bimba la mia passione per il calcio.

Il futuro di Greppi… quanti altri anni pensi di poter continuare a giocare? Dopo aver smesso, pensi di restare nel circuito?

Domanda difficile, complicato anche fare una previsione su quanti anni intendo giocare ancora; vorrei tirare calci ad un pallone sempre, ma so bene che ci sono anche altre cose altrettanto importanti, in primis il lavoro. Ho certamente l’intenzione di restare a contatto col mondo del calcio in futuro, anche se non più da giocatrice, valuterò opportunamente in quale modo poterci restare quando arriverà il momento, che auspico essere il più lontano possibile.