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alia guagni

Dopo Ilaria Mauro la viola perde un’altra bandiera, quella più storica, oltre che di alto valore tecnico, vale a dire Alia Guagni, la calciatrice che più rappresentava la Città di Firenze.

Ieri l’annuncio a sorpresa seguiti da intervista in lacrime e un lungo messaggio di commiato sui vari social da parte dell’ormai ex capitano della viola, che raggiungerà la sua ex compagna di squadra Elena Linari direzione Madrid sponda Atletico.

82 presenze in nazionale e diversi titoli vinti in viola di cui è anche tifosa: uno scudetto, due coppe Italia, una supercoppa italiana, inoltre è stata due volte calciatrice dell’anno AIC. Ricordiamo la sua fascia di capitano su cui appariva la skyline di Firenze, e sempre in questa città si è formata calcisticamente, quando l’attuale Fiorentina Women’s si chiamava ancora A.C.F. Firenze.

Superfluo raccontare le sue grandi doti tecniche ed atletiche che tutti conosciamo. Ma cosa è successo ad Alia se solo un’estate fa rifiutava un’offerta triennale di 250000 euro dal Real Madrid, dichiarando “Firenze è casa mia” e giurando amore eterno alla maglia viola? A nostro avviso tali sentimenti rimarranno sempre gli stessi, ma forse un’idea, analizzando ciò che è accaduto al calcio femminile italiano quest’anno, ce la siamo fatta: dobbiamo purtroppo ammettere che una calciatrice di gran talento come lei può tranquillamente permettersi di giocare in altri campionati, dove ci sia calcisticamente parlando più professionismo ed equità di genere.

Quella di Alia è stata una scelta soprattutto razionale oltre che professionale: giocatrici come lei, al di là di ogni sentimentalismo, meritano a pieno titolo di militare in un campionato professionistico, quindi non in Italia, in club che ambiscano oltre ai titoli nazionali anche a fare bene in Europa (ricordiamo che l’Atletico disputerà i quarti di finale di Champions il 21 Agosto prossimo contro il Barcellona). I tifosi viola sicuramente comprenderanno e rispetteranno la scelta della propria beniamina. Joe Barone ha dichiarato che le porte della Fiorentina saranno sempre aperte e noi non escludiamo un ritorno a fine carriera o anche dopo, quando appenderà gli scarpini al chiodo, (speriamo il più tardi possibile), nello staff della direzione sportiva e/o tecnica della società gigliata.