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© Graziano Zanetti Photography

Zoe Caneo è una sentenza da fuori area. Con il suo gol all’incrocio ha realizzato il pareggio contro La Saponeria Unigross, in quella che è stata una delle partite più emozionanti e tese della stagione gialloblù (4-3).

Ormai per lei il gol da fuori area è un marchio di fabbrica.

«Marchio di fabbrica è un po’ eccessivo (ride, ndr). Diciamo che in questa stagione mi sono allenata molto su questa giocata e fortunatamente ogni tanto riesce. In passato non avevo tanto coraggio sul tiro da lunga distanza, anche se provavo a spronarmi per tentare la soluzione da fuori. Quest’anno, grazie al mister, mi sono allenata molto e questo è il risultato».

L’ultima rete che ha realizzato, quella contro La Saponeria, è la sua più bella di questa stagione?

«Sì, lo è, ma soprattutto per l’importanza che ha avuto in quel momento preciso. Eravamo sotto 0 -1 e pareggiare con un tiro del genere è stato fantastico».

Strano che con una capacità di tiro così non calci le punizioni. Vi è molta differenza tra il calcio piazzato e il calcio in movimento?

«Non vedo questa grande differenza; semplicemente non sono mai stata abituata a calciare le punizioni e va bene così. Sono molto contenta quando vedo le mie compagne batterle e realizzarle».

Nessuno avrebbe scommesso sui tre punti quando eravate sotto 1-3: cosa vi siete dette nello spogliatoio durante l’intervallo?

«In spogliatoio ci siamo guardate tutte in faccia e ci siamo fatte forza l’una con l’altra. Eravamo consapevoli della nostra forza e sapevamo che non avremmo potuto chiudere la partita in quel modo».

Avete dominato il gioco ma la palla non entrava: sfortuna o qualcosa non ha funzionato?

«Nel primo tempo non abbiamo giocato da squadra e c’era molto nervosismo in campo. Nella ripresa abbiamo iniziato a giocare da vera Fortitudo e la differenza si è vista. Sarebbe stato un peccato buttare via il lavoro fatto fino ad ora in quel modo».

Partita nervosa e tante interruzioni di gioco: questo ha contribuito ad influenzare il vostro stile di gioco?

«Non sono state loro a influenzarci, siamo state noi che abbiamo buttato via quarantacinque minuti; avremmo dovuto rimanere concentrate per tutta la gara, senza rischiare così tanto. L’importante è che alla fine abbiamo dimostrato la nostra forza; siamo uno squadrone».

Nelle prossime partite cercherete di chiudere prima il risultato? Bisognerà essere più ciniche?

«Assolutamente sì. La Fortitudo merita la serie B, noi meritiamo di raggiungere il nostro obbiettivo. Vietato mollare».