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Centrocampista dotata di classe e visione di gioco, tanto elegante da meritarsi il soprannome di “principessa”, Flaminia Simonetti è pronta a tornare in campo dopo un infortunio al braccio che le ha fatto saltare le ultime due gare. Ha fatto tutta la trafila con le Nazionali giovanili fino ad approdare alla Maggiore, e con la Res è stata la protagonista dei tre scudetti Primavera vinti dalla società giallorossa. In questa intervista ci parla del suo rientro, della corsa salvezza, dell’importanza di mister Melillo nella Res Roma e della sua esperienza in Nazionale.

 

Ciao Flaminia, partiamo con le tue condizioni fisiche. Hai saltato le ultime due gare, a che punto è la fase di recupero?

Da lunedì sono tornata ad allenarmi a pieno con la squadra. Diciamo che non è stato un periodo semplice, nonostante il mio infortunio possa risultare stupido e banale invece mi ha tenuto diverso tempo lontana dal campo. Comunque, ho continuato a mantenermi in forma allenandomi in palestra e a secco sul campo e sono sulla strada giusta per tornare ai livelli di prima.

Nelle ultime due gare due sconfitte di misura per la Res Roma contro due grandi avversari: come giudichi questi due match che hai vissuto dalla tribuna?

Ho seguito le mie compagne dalla tribuna e nonostante ciò ho cercato di far sentire la mia voce, il mio aiuto ed il mio supporto. Devo dire che con la Juventus hanno fatto una gran partita, con in alta concentrazione fisica e mentale per tutti i 90 minuti. Questa sconfitta ci sta stretta perché hanno lottato unite fino all’ultimo. Mentre con il Mozzanica c’è stata un po’ di sfortuna, abbiamo preso gol su calcio di rigore e negli ultimi minuti abbiamo avuto una grande chance per pareggiare che è andata sfumata. 

In cosa dovete migliorare per raggiungere la salvezza?

Io penso che per raggiungere la salvezza dobbiamo cercare di non fare e di limitare gli errori. Bisogna giocare sempre l’una per l’altra, solo così riusciremo a dare del filo da torcere a tutte, anche alle big.

Da qualche tempo sei entrata nel giro delle convocate nella Nazionale maggiore: cosa hai imparato da questi raduni?

Entrare nel giro della nazionale è stata veramente un’emozione indescrivibile. È il sogno di tante ragazze ed è da sempre il mio. Da questi raduni ho imparato tanto, ho imparato che il sacrificio ripaga sempre, che ci vuole dedizione e continuità per raggiungere i propri obiettivi. Ho imparato a non mollare mai, a continuare a credere sempre nelle cose che prima o poi arrivano.

Si parla spesso dell’importanza dall’allenatore in una squadra: quanto e cosa vi dà mister Melillo?

Il mister è la figura fondamentale all’interno della squadra. Lui è un grande motivare, un intenditore di calcio. Ci sa spronare al momento giusto, elogiarci quando lo meritiamo e rimproverarci quando sbagliamo. Ci evidenzia sempre gli errori per evitare di ripeterli e su questo ci ha fatto crescere molto. È una persona che ti trasmette la sua passione, il suo modo di vedere il calcio, i valori che ci sono. Se ci siamo salvate per cinque anni di fila, il merito è il suo. Non saprei neanche descriverlo a parole, è una persona da vivere.

A breve le tue compagne più giovani saranno impegnate al torneo Arco di Trento: che pensi delle nuove leve giallorosse? Sapranno ripercorrere il vostro cammino?

Arco di Trento è una competizione molto bella a livello di primavera. La Res Roma è una società che da sempre punta sulle giovani, infatti già molte di queste sono presenti in prima squadra. Le ragazze però devono avere voglia di crescere e rispettare i propri step senza avere troppa fretta. Ci sono molte ragazze che si allenano già in prima squadra e stanno sulla strada giusta, adesso sta a loro e alla loro testa decidere chi diventare.