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spareggio juventus-brescia
Un'immagine della gara di andata in campionato tra Brescia e Juventus

La notizia era ufficiosa, e circolava da qualche giorno (cioè dalla riunione del Dipartimento tenutasi nei giorni scorsi), ora è stata resa ufficiale dalla Lega Nazionale Dilettanti: la Serie A femminile 2018/2019 inizierà il 18 agosto. La decisione, che segna una svolta rispetto al passato (basti pensare che in questa stagione la Serie A è iniziata il 30 settembre), è stata presa su precisa richiesta della Federcalcio e del Commissario Tecnico Milena Bertolini, che il 4 settembre avrà il decisivo (forse) scontro per la qualificazione al Mondiale contro il Belgio. Perché forse? Perché le nostre ragazze affronteranno tre gare tra aprile e giugno (il 10 del prossimo mese proprio contro il Belgio a Ferrara (calcio d’inizio alle 18), e se dovessero mettere insieme 9 punti, la qualificazione sarebbe praticamente già blindata. Mai mettere il carro davanti ai buoi, sia chiaro: le partite vanno giocate, però…

C’era bisogno di un inizio di stagione così anticipato? Ovviamente il bene superiore della Nazionale va preservato e perseguito, però ancora una volta viene presa una decisione che va decisamente a discapito delle società, che dovranno iniziare la stagione con largo anticipo (e questo crea un problema soprattutto alle piccole squadre, per ovvi motivi economici), e che per l’ennesima volta si vedono scavalcate.

Da anni le squadre che hanno partecipato (e partecipano) alla Champions League avevano chiesto di iniziare prima il campionato per poter mettere un po’ di partite nelle gambe prima di affrontare corazzate estere, ma senza essere mai ascoltate. Ora addirittura si inizia in pieno agosto. Sarà poi una stagione decisamente anomala, perché un campionato che prenderà il via così presto, avrà una fine altrettanto inusuale: si parla di marzo, con la stagione che proseguirà con la Coppa Italia. Però anche qui sorge un interrogativo: chi perde al primo turno di Coppa, chiude la propria stagione a marzo, aprile forse. L’anno scorso, il Dipartimento Calcio femminile “allungò” il calendario fino a giugno inoltrato (con il campionato finito da un mese) per la disputa della finale di Coppa Italia.

Il Mondiale è importante, importantissimo. E il sottoscritto l’ha ribadito più volte, d’altronde sarebbe follia dire il contrario. Manchiamo all’appuntamento iridato da 20 anni, un’enormità per una Nazione che fa del calcio uno dei suoi fiori all’occhiello. Ma la Nazionale, senza le società che ogni giorno fanno sacrifici enormi per garantire condizioni dignitose alle ragazze per allenarsi, soggiornare magari lontano da casa, giocare e vivere il proprio sogno, non esisterebbe. Non ci sono munifici sponsor, televisioni (no, non ci sono), magnati cinesi o arabi. Si va avanti con la passione. E una Nazionale (o una Federazione) che cerca di ritagliarsi un posto al sole nell’Olimpo del calcio femminile deve prima pensare alle società. Perché senza fondamenta solide, la piramide prima o poi viene giù.