Marzella, “Ho perso un grande amico” PDF Stampa E-mail
Giovedì 29 Luglio 2010 22:15

Dopo la prematura scomparsa dello storico dirigente rossoblù, Emilio D’Ippolito, prende la parola il tecnico Tony Marzella: “Una persona che non dimenticherò mai"...


Dopo la prematura scomparsa dello storico dirigente rossoblù, Emilio D’Ippolito, prende la parola il tecnico Tony Marzella: “Una persona che non dimenticherò mai. Ricordo ancora le lacrime che versammo in occasione del primo scudetto”. Il coro delle ragazze: “”

Ancora oggi non mi sembra vero. Per me è difficile accettare e parlare della scomparsa di Emilio. E’ stata dura ritrovarsi sul campo dopo la tragedia che ci ha colpiti, riprendere gli allenamenti sul nostro sintetico non è stato facile, anzi. Anche se abbiamo cercato di sdrammatizzare il più possibile i nostri pensieri sono sempre rivolti ad Emilio”. E’ ancora visibilmente scosso il tecnico del Real Statte, Tony Marzella, che ritorna sulla tragica scomparsa dello storico dirigente della sua squadra, Emilio D’Ippolito, portato prematuramente via da un incidente stradale. Un colpo fin troppo duro da mandare giù: incredulità, rabbia e dolore sono gli stati d’animo che regnano allo Sporting Club Montetermiti, il quartier generale delle rossoblù. Ma con grande spirito e forza di volontà in questi giorni sono ripresi gli allenamenti, sotto forma di partitelle in famiglia. Una famiglia, quella rossoblù, privata di un suo punto di riferimento: “Siamo una squadra, come ci definiscono in tutta Italia, di carattere, dura a mollare, ma di certo non abbiamo mai lontanamente pensato – confessa Marzella-  di affrontare un momento del genere dove non si tratta di gestire una vittoria o di reagire ad una sconfitta, bensì affrontare una circostanza dove non bastano le parole per descrivere la nostra tristezza”. Sulle grandi doti di un pioniere storico del sodalizio tarantino, come Emilio D’Ippolito, tutta Statte ha già esternato il suo dispiacere, con a capo il sindaco Miccoli che l’ha definito “un amico di tutto il paese”. E’ sempre coach Marzella a ribadire tale concetto: “Su Emilio è stato detto tutto e non penso ci sia da aggiungere altro. Quello che ci tengo a sottolineare è che ho perso un dirigente che è sempre stato al mio fianco in tutti questi anni, persona con la quale ho condiviso tutte le gioie e i dolori che un rettangolo di gioco ti può dare. Ricordo ancora le lacrime di gioia – rivela l’odontotecnico jonico-  che abbiamo versato in occasione del primo scudetto conquistato a Vasto, il 30 maggio 2005 e tutti i successi che sono seguiti, ma soprattutto mi rendo conto che mi manca un grande amico che, sia in campo che fuori, è riuscito a trasmettermi diverse cose. Mi ha sempre donato tanta tranquillità e sicurezza, qualità fondamentali per chi pratica sport a questi livelli. Sicuramente queste doti rimarranno sempre con me e cercherò di continuare a trasmetterle alle mie ragazze”. Per il pluridecorato allenatore stattese, dunque, in futuro si delinea una sfida forse ben più difficile di una semplice gara o di una competizione nazionale: “Sono consapevole che mi aspetta un compito duro, devo darmi forza per cercare di risollevare il morale, nei limiti del possibile, alle ragazze”. La chiusura è dedicata, e probabilmente non poteva essere altrimenti, alla sua storica numero nove, quella Mina che di cognome fa proprio D’Ippolito: “Devo stare vicino al mio capitano, lei prima del dirigente del Real Statte ha perso il suo papà. Il mio compito, dunque, è quello di far star meglio lei e sua sorella Monica, e meritano di star meglio anche tutte le mie ragazze”.

Già, le ragazze. Le stesse che Emilio D’Ippolito seguiva dappertutto incitandole magari semplicemente con il suo tranquillizzante e solare sorriso: “Abbiamo perso un papà – è il coro unanime della truppa rossoblù – per noi si è trattato di un colpo tremendo a livello psicologico. Aveva sempre pronta una parola di conforto per ogni circostanza, riusciva puntualmente a farci ritrovare il sorriso”. Poche parole, ma decisamente utili per far capire chi era papà Emilio, così affettuosamente ricordato dalle sue adorate ragazze. Parole di chi sente ancora sulla sua pelle e nella sua mente il peso di un dolore insopportabile, ma sono anche le parole di chi, faticosamente e malinconicamente, è tornato a sudare per preparare la prossima stagione. Con la consapevolezza di aver perso un pezzo importante ma allo stesso tempo con la consapevolezza di avere una persona a cui dedicare i futuri successi.



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