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Intervista a tutto tondo a mister Melillo, dalle prossime sfide della Res ad una disamina sul campionato

 

A breve parte il rush finale della serie A 2017-18: in che condizioni atletiche e mentali ci arriva la Res Roma?

Aspettiamo il ritorno delle nazionali; stiamo lavorando per recuperare fisicamente qualche ragazza che ultimamente giocava soltanto con pochi allenamenti sulle gambe. Dal punto di vista della testa e della convinzione ci siamo, abbiamo l’opportunità di dipendere dalle nostre possibilità e la faremo valere.

Finora è stata una stagione durissima se si calcolano i tanti errori arbitrali e i diversi infortuni, ma nonostante tutto se il campionato finisse oggi la Res Roma sarebbe salva. Qual è il segreto di questa squadra?

Ne parliamo a salvezza ottenuta: noi siamo ancora in una condizione difficile, abbiamo l’ultimo budget della massima serie, però in questi cinque anni di serie A abbiamo imparato ad emergere lavorando sodo nei momenti complicati; poi abbiamo ragazze con ambizione e carattere che aiutano questi che io chiamo piccoli miracoli sportivi. Siamo stati molto sfortunati sia sul campo sia con il settore arbitrale, ogni volta ripartiamo cercando di non pensarci più e guardare avanti ma poi si ripresenta il problema. Ma non molliamo, certo che minimo meritavamo cinque-sei punti in più, e parleremmo di un campionato bellissimo.

Alla ripresa del campionato ci sarà il Bari, bestia nera delle giallorosse. Che partita sarà?

Sicuramente una squadra ostica, anche se c’è da dire che in casa nostra in questi anni abbiamo sempre vinto noi, tranne chiaramente in questo turno di coppa. Sarà comunque una partita vibrante e decisiva per tutte e due le squadre; gara da interpretare bene ma sono sicuro che abbiamo capito alcune cose e già nel secondo tempo in coppa ho avuto delle risposte importanti sul tema.

L’attuale classifica della serie A rispecchia i valori reali delle squadre o c’è qualcuna che ti ha sorpreso o deluso?

Sorpreso in positivo dal Chievo che era del secondo gruppo ma che è stata sempre fuori dai giochi: bravi e anche con un pizzico di vento favorevole. Sotto si fatica, il Verona non appartiene a questa lotta per organico e storia, qualcuna secondo me visto gli investimenti fatti è stata deludente ma la A è così.

A livello di calciatrici chi è la rivelazione della stagione e a chi daresti il pallone d’oro se il campionato fosse finito?

Gama e Salvai sono impenetrabili, Rosucci, Isaksen, Alborghetti e Catena come centrocampisti, Girelli, Pirone, Bonansea e Clelland attaccanti sempre di rendimento, allenatori Piovani e Guarino, eccellente il lavoro che hanno fatto in questa stagione.

Un ultimo pensiero al match che attende l’Italia contro il Belgio il prossimo 10 aprile: che partita ti aspetti e quali sono i punti di forza delle nostre azzurre?

È la prova del nove di un percorso di crescita evidente, se ne esce da gruppo, sembra banale dirlo, ma se amplifichiamo i concetti di squadra possiamo farcela e lo abbiamo dimostrato anche al recente europeo che possiamo giocarci le nostre chances. Milena conosce molto bene il campionato italiano e saprà valorizzare questo percorso.

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